Il modello Bit sbarca a Pechino
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Il modello Bit sbarca a Pechino

Il modello Bit sbarca a Pechino

Turismo. Pazzali (Fiera Milano Spa): realizzeremo una piattaforma per tutti gli operatori nel principale mercato del futuro
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MILANO
«Il progetto su cui stiamo lavorando? Puntiamo sul mercato cinese e vogliamo sviluppare la più grande fiera del turismo». Enrico Pazzali, Ceo di Fiera Milano Spa, non si ferma al consuntivo della Bit, l'ormai tradizionale Borsa internazionale del turismo, terminata domenica scorsa, ma guarda subito avanti.
Pazzali spiega che Fiera Milano è presente in Cina dal 2008 e che il numero delle iniziative è in continua espansione. Puntualizza poi che i tempi sono ormai maturi per il gran salto nel settore turistico. Come ha in più occasioni ricordato il ministro Piero Gnudi, le potenzialità dell'industria turistica cinese sono eccezionali. Già 50 milioni di turisti con gli occhi a mandorla arrivano ogni anno in Europa, però molto pochi in Italia. La Cina è dunque la nuova frontiera su cui puntare.
Dal primo marzo parte nel quartiere fieristico di Guangzhou (16 milioni di abitanti, meglio nota agli italiani con la denominazione di Canton) la rassegna Gitf, che sta per Guangzhou international travel fair. Questo salone, promosso da Fiera Milano, occupa quest'anno un'area di 10mila metri quadrati. «Ma siamo pronti a costituire una grande piattaforma in Cina per il turismo – commenta Pazzali –. La Gitf sarà potenziata mediante una operazione che stiamo finalizzando a breve».
In pratica, Fiera Milano sta per concludere l'acquisizione in Cina di una società che opera in campo fieristico e che ha nel turismo un asset molto importante, per far sì che la rassegna di Guangzhou diventi il salone-chiave per il Paese. L'operazione verrà realizzata in collaborazione con la tedesca Fiera di Hannover, con la quale Fiera Milano ha già una partnership.
«Le potenzialità sono eccezionali viste le dimensioni del Paese asiatico – commenta Pazzali –. L'obiettivo è dunque sviluppare in Cina la formula Bit italiana che, nel frattempo, sta virando sempre più sul modello della piattaforma business-to-business. Le opportunità di crescita sono eccezionali se si considera che il quartiere di Guangzhou è al quarto posto nel mondo».
Il progetto è ad ampio spettro e coinvolge poi alcuni settori chiave del made in Italy, come l'alimentare e l'oggettistica di qualità. E oltre alla Cina tra i paesi obiettivo per Fiera Milano troviamo anche India e Brasile.
«Puntiamo sui mercati più dinamici e promettenti per le prospettive di crescita e per l'interesse crescente delle imprese italiane» sottolinea Pazzali.
I risultati della Bit appena conclusa hanno confermato la direzione imboccata dal top management di Fiera Milano. Bit BuyItaly, workshop tra operatori turistici italiani e stranieri (500 top buyer internazionali e 2mila italiani) ha fatto registrare un volume di affari in crescita del 40% a riprova del crescente interesse che c'è oggi verso l'offerta italiana sui mercati internazionali. Del resto gli arrivi di turisti stranieri nel 2011 sono aumentati del 3,5% a fronte di un calo del 16% dei flussi turistici di italiani in patria. Le presenze alla Bit (88mila circa) sono invece calate dell'11% rispetto alla edizione 2010 anche a riprova della stagnazione della domanda di turismo da parte delle famiglie. C'è stata anche qualche defezione delle Regioni come la Val d'Aosta.
«La Bit sarà sempre di più il principale polo di attrazione per gli operatori qualificati e specializzati – commenta Pazzali – verso il prodotto Italia e la prossima edizione sarà improntata a questo modello». Fiera Milano, nel campo delle rassegne specializzate di turismo costituirà poi il perno di un sistema espositivo operante su scala internazionale.
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21/02/2012
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