Pechino, 16 apr.- In Cina, l'industria dei matrimoni sta conoscendo una vera e propria 'età dell'oro'. La maggior parte delle coppie in procinto di recarsi all'altare è nata dopo gli anni '80 e appartiene alla generazione del cosiddetto 'Baby Boom', un'esplosione delle nascite senza precedenti che ha allargato la base della piramide generazionale della popolazione cinese. Tra le ragioni dell'incremento nel giro d'affari nel settore quindi vi è in primo luogo una motivazione statistica: raggiunta l'età matura, i 'Baby Boomers' iniziano a sposarsi. Come dimostrano i dati diffusi dal China's Wedding Research and Investment Advisory Report 2008-2010, il numero dei matrimoni è in aumento (il picco è previsto per il 2012): nella sola Shanghai 130000 matrimoni sono stati registrati nel 2009 e 150000 sono previsti per il 2011. Ma non sarebbe soltanto una questione matematica. "Contrariamente alle generazioni precedenti, questi giovani ripongono maggiori aspettative nel proprio matrimonio; nell'immaginario collettivo, la cerimonia deve realizzare un sogno e dare sfoggio del proprio status sociale", sostiene una giovane shanghaiese affaccendata nei preparativi delle proprie nozze da 20000 euro presso uno dei più lussuosi hotel della metropoli cinese. Una ricerca a cura della China Investment Research Consultant ha rivelato che nel 2009 la spesa media per l'organizzazione di un matrimonio è oscillata tra i 3000 e i 4000 euro; un precedente sondaggio, risalente al 2005, fissava il costo medio attorno ai 2000 euro. La ricerca ha inoltre svelato una crescente attenzione ai dettagli: l'88% degli 'sposini' si sono rivolti a fotografi professionisti per immortalare il 'giorno più bello' della propria vita; il 49% ha consultato delle agenzie matrimoniali per l'organizzazione della cerimonia e il 78% ha prenotato un hotel per il ricevimento. Ecco un altro effetto-pioggia del miracolo economico cinese: parallelamente all'innalzamento del tenore di vita della popolazione e dei sempre più frequenti contatti con l'estero, la popolazione ha rinnovato i propri gusti e le proprie abitudini. Per soddisfare le esigenze dei consumatori, battere la concorrenza e quindi aggiudicarsi una fetta più grande della torta nuziale, le agenzie di matrimonio, i ristoranti, gli hotel, le agenzie di catering e tutte le altre attività commerciali coinvolte nella progettazione del matrimonio si stanno 'riorganizzando' internamente. Ad esempio, poiché il 90% dei matrimoni celebrati nelle città cinesi si svolge in hotel, numerosi manager alberghieri stanno studiando nuove strategie di marketing per attirare le coppie di fidanzati. Oltre agli hotel di lusso, che propongono pagamenti rateali senza interessi (in collaborazione con importanti istituti di credito nazionali, come Bank of China) e pacchetti 'ad hoc' per soddisfare qualsiasi stravaganza richiesta dal cliente (nasce così la figura professionale del 'romanticologo', sorta di "wedding planner" per il matrimonio da favola alla cinese); anche quelli specializzati in meeting, conferenze, mostre e esibizioni – forse più conosciuti sotto l'acronimo inglese MICE – si sono lanciati nel business matrimoniale, decisi a non farsi scappare la ghiotta opportunità. "Quando i clienti MICE lasciano l'albergo il venerdì pomeriggio, i wedding planner possono entrare in azione e installare lo sfondo per la cerimonia" ha commentato Conny Bartl, direttore MICE al Longemont Hotel di Shanghai. Questa è però soltanto mezza verità: se la maggior parte delle nuove generazioni è affascinata dall'abito bianco, dal rito occidentale e dalla cerimonia da fiaba, una piccola parte va decisamente controtendenza e 'sposa' l'idea delle 'nozze spoglie'. Un matrimonio senza cerimonia, album fotografico, luna di miele, a volte addirittura fede nuziale, il cui costo è pari a 9 yuan (meno di un euro!), ovvero il corrispettivo da pagare all'ufficio registrazione matrimoni del Dipartimento degli Affari Civili. "È stato un comune desiderio avere un matrimonio semplice. Per noi, il matrimonio è un questione personale, più che un evento sociale. Crediamo che il matrimonio tradizionale sia una sorta di esternalizzazione": questa la testimonianza di un giovane sposo che ha ridimensionato la festa per il proprio matrimonio tramutandola in una cena a 'due soli zeri' alla presenza di familiari e amici più intimi. La scelta fa però discutere. Sebbene alcuni intellettuali, tra cui Zhou Xiaozheng – professore di sociologia all'Università del Popolo di Pechino – abbiano espresso il proprio favore nei confronti di un matrimonio 'a bassa spesa' che evita di sprecare risorse economiche; sono spesso gli stessi genitori degli sposi a bollare le 'nozze spoglie' per aver "sorpassato il limite". "Non potrei accettare che mia figlia mi riferisse di essersi già registrata per il matrimonio; l'ho cresciuta per oltre vent'anni e questo è quanto?"; "Non ho avuto un matrimonio sfarzoso perché non me lo potevo permettere e ho sempre pensato che fosse un desiderio irrealizzato. Mi piacerebbe organizzare un matrimonio di lusso per mia figlia, se me lo potessi permettere. Non credo sia uno spreco di denaro, perché è per un'occasione che accade una sola volta nella vita"; "I parenti troverebbero strano se non si organizzasse una cerimonia e non li si invitasse. Si chiederebbero cosa c'è che non va nella nostra famiglia": queste sono soltanto alcune delle dichiarazioni – riportate dal China Daily – che i genitori hanno rilasciato a caldo, interrogati sull'argomento. Le 'nozze spoglie' e il 'generation gap': ideali per alcuni giovani, appaiono invece inaccettabili per i genitori, più fedeli ai valori della tradizione, terrorizzati all'idea di 'perdere la faccia' nei confronti di parenti e amici, e con grandi aspettative per il futuro dei figli. Il professor Hu Shoujun, dell'Università Fudan di Shanghai, propone "dialogo e compromesso" come ricette per trovare una soluzione: "Perché non si possono conciliare le due posizioni?" – si chiede il professore – "sposarsi è una bella cosa e, in fin fine, una scelta personale. Chi opta per le nozze spoglie non dovrebbe criticare chi desidera un matrimonio sfarzoso e viceversa". Tra i due eccessi, sembrerebbe proprio che la soluzione vincente stia nel 'giusto mezzo'.
Dati e statistiche
Matrimoni e … divorzi
Rivolgendo uno sguardo all'indietro, con l'intento di valutare se, e di quanto, è aumentato il tasso di divorzio nel corso degli ultimi trent'anni, si scopre che in Cina, dall'inizio delle riforme economiche, il fenomeno è sempre più comune. Secondo i dati diffusi dal Ministero degli Affari Civili, nel 1980 il numero dei divorzi è stato pari a 341000, nel 1990 a 800000, nel 2000 a 1.210.000, nel 2003 a 1.331.000 e nel 2005 a 1.613.00. L'ultimo di questa lunga serie di rapporti, il "Bollettino Statistico sullo Sviluppo degli affari dell'Amministrazione Civile" stima che nel 2009 siano state ben 1.710.000 le coppie registrate per le pratiche di separazione, un incremento maggiore al 10% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. I numeri la dicono lunga sulla velocità con cui sta aumentando il tasso di separazioni. Sulla base di altre statistiche, stavolta non ufficiali ma a cura del quotidiano Global Times, relative al settembre scorso, la città con il tasso di divorzio più alta in Cina è stata Pechino (39%), seguita a ruota da Shanghai (36%), Shenzhen (36%), Guangzhou (35%), e Xiamen (34%). A una prima occhiata, si potrebbe azzardare che nelle città economicamente più floride e con maggiori contatti con la realtà internazionale vi sia un humus più fertile a far germogliare i semi del divorzio. Xu Anqi, direttrice esecutiva dell'Associazione per il Matrimonio e la Famiglia presso l'Accademia di Scienze Sociali di Shanghai, ritiene che l'incremento nel tasso di divorzio non si possa correlare a una sola ragione, bensì alla combinazione di diversi fattori. In primo luogo, alla fase di transizione attraversata della società cinese, trasformazione che pone delle sfide alla stabilità del matrimonio. In seconda istanza, alle maggiori aspettative nei confronti della qualità del matrimonio, del desiderio sentimentale e dell'amore romantico che sono seguite all'innalzamento del livello (materiale) di vita. Infine, allo snellimento delle procedure per la registrazione del matrimonio e per il divorzio consensuale a cura del Ministero degli Affari Civili, semplificazione che rende il divorzio 'impulsivo' un fenomeno più diffuso. Chen Xinxin, assistente dell'istituto di ricerca della National Women's Federation, ritiene che sia l'innalzamento della posizione della donna all'interno della società a contribuire all'aumento del tasso di divorzio. Tuttavia enfatizza che, relativamente a questo fattore, l'altra faccia della medaglia da tenere in considerazione è il riscatto femminile: l'indipendenza della donna, dal punto di vista finanziario e psicologico, è un importante progresso sociale. Il professor Lu Xueyi, dell'Accademia di Scienze Sociali di Pechino, riprende il primo punto dell'argomentazione di An Xunqi. "In Cina continentale il tasso di divorzio è in ascesa perché la società cinese sta attraversando una fase di urbanizzazione e questa trasformazione sferra dei seri attacchi alla stabilità del matrimonio- ha dichiarato il professore in un' intervista al quotidiano Wenhuibao -parallelamente all'accelerazione del processo di urbanizzazione della Cina, il tasso di divorzio continuerà a crescere anche in futuro". Il professor Tuixiu dell'Università di Toledo (Ohio, USA), condivide invece la posizione sostenuta da Chen Xinxin: "Il tasso di divorzio è in crescita già da alcuni anni. Le ragioni sono molteplici, e una di queste è che il livello d'istruzione delle ragazze è migliorato. Oggigiorno le donne hanno un buon lavoro e guadagnano anche più del marito. Il fatto che le donne lavorino non è un problema, quello che è cambiato è la qualità del lavoro che fanno. Le università cinesi pullulano di studentesse e il livello di istruzione tra ragazze e ragazzi è paritario, quindi la qualità del lavoro delle donne è cambiata notevolmente. Le donne sono oggi indipendenti, il loro modo di vivere e le loro concezioni hanno subito un delicato cambiamento. Se prima era il marito a guadagnare lo stipendio, ora le loro entrate si pareggiano. E quindi il ruolo della donna lavoratrice all'interno della famiglia è cambiato. Le occasioni di scontro economico sono aumentate e questo è la principale ragione per cui il tasso di divorzio è in aumento".
Curiosità: Matrimoni e … viaggi di nozze
Dopo la celebrazione del matrimonio, è tradizione partire per trascorrere la luna di miele. L'usanza è rispettata anche in Cina: con l'innalzamento del tenore di vita il giro d'affari delle agenzie turistiche è notevolmente incrementato negli ultimi anni. AgiChina24 ha intervistato alcune delle più importanti agenzie turistiche di Pechino: Wang Yuzhe di Air China, Zhang Yang di China International Travel Service (CITS), Zhang Xing di China Cyts Tours, Wu Hao di Qingdao Air International Travel Service, Zhao Ye di Uts International Travel Service.
Parametro numero 1: Reddito
"Prima di tutto, è questione di portafoglio". Le proposte per il viaggio di nozze da parte degli operatori turistici sono ovviamente commisurate al reddito della coppia (o della disponibilità economica dei genitori). Se la coppia ha un reddito basso o medio-basso, probabilmente sceglierà di trascorrere qualche giorno di vacanza in una località nazionale; al contrario, se il reddito è medio o medio-alto la coppia opterà per una destinazione più lontana, qualche isola tropicale o un tour in Europa, e per un soggiorno più lungo variabile tra la settimana e la quindicina di giorni a seconda della distanza della destinazione prescelta. Naturalmente, il costo del viaggio dipende dalla scelta della categoria degli alberghi e dalla classe dei titoli di viaggio, tuttavia, approssimativamente, è possibile affermare che per un soggiorno nazionale (di 5-7 giorni) si spendono mediamente 500 euro a persona; cifra pro capite che sale a 1500-3000 euro se invece ci si unisce a un tour organizzato (di 7-14 giorni) per visitare uno o più stati esteri.
Parametro numero 2: Origine Geografica
Un secondo fattore molto utile a capire come ci si orienta nella scelta della meta per la luna di miele è la provenienza geografica. I cinesi del Nord, qualora rimanessero in territorio nazionale, prediligono le province del Sud, in particolare l'isola di Hainan, la provincia dello Yunnan e il paradiso dello shopping, ovvero la città di Hong Kong. Altre mete assai apprezzate sono le province del Guilin (per le dolci colline verdeggianti ai bordi del fiume Li, nei pressi di Yangshou, anche raffigurate sulla banconota da 20 yuan), dello Hunan (per l'antica città di Fenghuang, che dal 2008 è stata nominata sito patrimonio dell'umanità dall'UNESCO), i dintorni di Xiamen (provincia del Fujian) e la riserva naturale di Jiuzhaigou (localizzata nella provincia del Sichuan e particolarmente apprezzata per le sue numerose cascate e i laghi, la vallata è stata dichiarata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel1992). Se sono invece i cinesi del Sud a trascorrere la propria vacanza, le mete tradizionali sono Pechino e qualche altra città-icona della millenaria storia cinese, come Xi'an o Luoyang. Per i cinesi meridionali, un'altra valida opzione sono il Vietnam e la Thailandia, per la relativa vicinanza geografica.
Parametro numero 3: Interessi
Per quanto tutte le agenzie turistiche interpellate abbiano confermato che i clienti-sposini mettono piede in agenzia senza aver delle idee chiare sull'itinerario di viaggio che desidererebbero (pertanto, sono le agenzie turistiche stesse ad offrire loro dei pacchetti 'pronti per l'uso'), è pur vero che le richieste delle coppie generalmente si orientano su due tipologie di prodotto: la vacanza rilassante (quindi una destinazione balneare) o il viaggio culturale (quindi la visita di diversi paesi, soprattutto quelli europei).
Opzione numero1: il "Viaggio in Occidente"
Il viaggio in Europa va sempre più di moda. Se la coppia non ha grandi disponibilità economiche, allora l'agenzia suggerisce di unirsi ad un viaggio organizzato, che generalmente tocca in stile 'touch and go' tre o più paesi. Se invece dispone di un budget più elevato, allora le opzioni si moltiplicano: sempre e comunque in tour, si possono visitare più paesi e soggiornavi più a lungo, scoprendo magari anche città meno famose, ma altrettanto belle; oppure soffermarsi su un unico stato e visitarlo in lungo e in largo. Le mete più gettonate sono la Francia (Parigi), l'Austria (Vienna), l'Italia (Roma, Firenze, Venezia; a seguire Milano e Napoli-Pompei), la Germania (Berlino, Monaco), la Svizzera (per coloro che desiderano sperimentare l'ebbrezza dello sci) e la Grecia. Secondo tutte le agenzie si tratta di una destinazione richiestissima, che concilia i due divergenti interessi di cui si accennava sopra, ossia il desiderio di visitare dei luoghi storici e di rilassarsi ai bordi del mare. Il successo della Grecia, secondo le voci degli operatori turistici, si collega senza dubbio alla forte operazione di marketing che il Paese mediterraneo ha intrapreso in Cina già da diversi anni. Infine, il nuovo trend sono le crociere, proprio per la stessa motivazione: "Ogni giorno, un posto nuovo; non ci si annoia mai, e al contempo, quando si ritorna sulla nave, ci si può rilassare a bordo piscina, nelle Spa o con una passeggiata sul pontile".
Opzione 2: i Mari Vicini
Rimanendo nei paraggi, e optando per una vacanza in completo relax, si registra un forte gradimento per i mari vicini: Filippine, Thailandia, Bali, Malesia e tutte le isole disseminate nell'Oceano (es. Fiji e Maldive)… etc. Si tratta di mete alla portata di tutte le tasche, poiché le differenze nelle spese dipendono in larga parte dalle esigenze del cliente.
Alta stagione
Se, da un lato, le risposte delle agenzie turistiche di Pechino forniscono un profilo più o meno omogeneo degli sposini cinesi, non esiste invece uno specifico periodo dell'anno dedicato ai viaggi di nozze: ogni coppia sembra partire nel momento più congeniale; il giorno dopo il matrimonio, a qualche giorno di distanza, o semplicemente a ferie ottenute. Una parziale eccezione è rappresentata dalle tre settimane 'd'oro' in corrispondenza del Capodanno cinese, del Primo Maggio e del Primo Ottobre, un periodo che in Cina è tradizionalmente caratterizzato da grandi spostamenti. In un articolo di qualche giorno fa il China Daily raccontava l'ossessione delle giovani coppie per alcune date simboliche, come ad esempio il 9 settembre scorso e il 10 ottobre prossimo: il giorno 9/9/2009 il Beijing Civil Affairs Bureau, da solo, avrebbe registrato ben 19,132 registrazioni di matrimonio, poiché la pronuncia del numero '9' (in cinese, jiu) rimanda ad un ideogramma omofono il cui significato 'longevità'. Un simile boom è atteso per il 10/10/2010, che rinvia al proverbio cinese shiquanshimei, ovvero 'perfetto in ogni aspetto'.
Inaspettatamente, infine, il richiamo del nuovo continente appare veramente debole. Le motivazioni sembrano essere duplici: da una parte la difficoltà di ottenere un visto d'entrata (reddito e professione come paletti all'ingresso), che sconsiglia questa scelta e costituisce una vera 'barriera d'ingresso' per quanti volessero visitare la California o la Grande Mela (le destinazioni più 'cool' agli occhi dei giovani cinesi); dall'altra, l'ostacolo rappresentato dalle grandi distanza da coprire all'interno degli USA per raggiungere le mete più interessanti.
di Giulia Ziggiotti