Pechino, 29 ott. - La marcia di Shenzhen prosegue: la megalopoli della provincia del Guangdong, nel sud della Cina, ha ufficialmente richiesto al governo centrale l'allargamento a tutta l'area cittadina dello status di Zona Economica Speciale. Il sindaco Qu Xin ha confermato martedì scorso a Canton che, dopo il semaforo verde delle autorità locali, la proposta è stata inoltrata al Consiglio di Stato: con l'approvazione di Pechino l'area della nuova ZES comprenderebbe 1948 chilometri quadrati contro gli attuali 395, circa il doppio delle dimensioni di Hong Kong. La storia di Shenzhen è diventata il simbolo delle Zone Economiche Speciali, istituite nel 1980 su volere di Deng Xiaoping per diventare"economie regionali orientate all'esportazione e regolate principalmente dalle forze del mercato"; un primo esperimento di apertura della Cina all'economia capitalista. Già all'epoca Shenzhen era in prima fila: il villaggio di pescatori destinato a diventare uno dei polmoni economici della nuova Cina venne scelto per la sua capacità di calamitare gli investitori della vicina Hong Kong, allora sotto il dominio britannico, attirati dal basso costo della manodopera e dalle politiche fiscali estremamente favorevoli. Shenzhen, la cui economia – come quella di tutto il Guangdong – è fortemente orientata alle esportazioni, ha risentito notevolmente del calo delle ordinazioni dall'estero, dovute alla crisi globale. La mossa di allargare i vantaggi della Zona Economica Speciale all'intera città sembra la chiave per un ulteriore balzo in avanti: "Attualmente viviamo in un regime che potremmo chiamare 'una città-due sistemi' – ha dichiarato il sindaco Qu – e le differenze di leggi, regolamenti e regimi fiscali tra la ZES e il resto della città hanno per lungo tempo ostacolato le riforme e lo sviluppo sociale di Shenzhen". "La proposta di espansione punterà principalmente alla creazione di un nuovo modello per la struttura industriale e i servizi pubblici della città" ha detto ancora Qu Xin, senza riferire ulteriori particolari sulla bozza presentata al governo centrale. Molti osservatori e media cinesi ritengono che la proposta abbia già ottenuto un via libera informale da Pechino, e che restino soprattutto da definire i contorni e i tempi della creazione della nuova, immensa Zona Economica Speciale. Se la nuova ZES vedesse la luce, Shenzhen diventerebbe una sorta di laboratorio per la creazione di altre aree simili. E l'ex villaggio di pescatori si troverà ancora una volta a fare da battistrada al resto della Cina.