Alfredo Sessa
PECHINO
Un numero di vittime che potrebbe essere molto più alto di quello finora accertato, manifestazioni di protesta e primi arresti. È stato lo stesso ministero della Sanità cinese a rivelare ieri che la reale portata del dramma dei neonati avvelenati dal latte in polvere alla melamina è ancora tutta da verificare. Due finora i bambini ufficialmente uccisi dal latte contraffatto, che provoca calcoli renali e altre complicazioni, mentre sono già più di 1.200 i bambini ammalati. Ma le marche sospette, prodotte da 22 aziende, sono almeno 69, e il numero dei casi sembra destinato a salire. Le autorità hanno detto che fino a 10mila bambini potrebbero aver ingerito il latte in polvere del solo gruppo Sanlu, la fabbrica statale epicentro dello scandalo.
Nella Cina della politica del figlio unico, la temuta strage di innocenti sta accendendo la miccia dell'ira popolare. Al sogno di crescere ragazzoni come il cestista Yao Ming, il gigante di 2 metri e 26 portabandiera alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Pechino, amatissimo nel Paese, molte famiglie vedono adesso subentrare l'angoscia di compromettere, forse per sempre, la salute dei figli. E più in generale, la Cina è davanti al dramma psicologico ed economico di constatare come all'impennata di produzione e di consumi non corrispondano, nonostante l'efficienza dimostrata durante i Giochi, le capacità di controllo e di verifica qualitativa, tipiche di una nazione veramente sviluppata.
Ieri infatti la Cina ha mostrato al mondo, in contrasto con quelle che erano le immagini di vitalità delle Olimpiadi, il dramma dell'insicurezza alimentare scatenata da una sostanza utilizzata in genere per produrre materie plastiche. I fornitori delle ditte coinvolte l'hanno messa nei composti che vendevano ai produttori di latte in polvere per togliere il cattivo odore e aumentare i valori proteici. In molte città gli ambulatori sono stati affollati da madri, neonati e bambini in attesa di una visita di controllo. Centinaia di genitori-consumatori infuriati e preoccupati hanno invece assediato a Shijiazhuang, circa 300 chilometri a Sud-Ovest di Pechino, la sede del gruppo Sanlu. Accanto a loro scatoli pieni di confezioni di latte in polvere, di cui hanno chiesto il ritiro e il rimborso.
A scatenare l'indignazione popolare ha contribuito il fatto che le autorità cinesi hanno avviato le necessarie verifiche su Sanlu, nel quale la neozelandese Fonterra detiene una partecipazione del 43 per cento, solo su sollecitazione di Wellington. E come se non bastasse, ieri tracce di melamina sono state trovate anche in alcune confezioni di gelati allo yogurt.
La polizia cinese ha già arrestato alcuni fornitori di latte contaminato, e altri arresti sono attesi nei prossimi giorni. Migliaia di tonnellate di prodotti sono stati ritirati dal commercio e avviati alla distruzione. Una testa è già caduta, è quella di una donna, Tian Wenhua, massima dirigente del gruppo Sanlu. Le autorità cinesi sembrano infatti rendersi conto di non poter più eludere i segnali della collera popolare dopo il susseguirsi degli episodi di protesta. Gli ultimi grandi scandali sono legati al terremoto del Sichuan della scorsa primavera quando molte scuole, costruite con materiali difettosi, sono crollate come castelli di carta. L'ultimo grave episodio è avvenuto invece pochi giorni fa, l'8 settembre, quando un villaggio dello Shanxi è stato seppellito da una frana di fango e detriti in seguito alla rottura di una diga. Anche in questo caso gli abitanti avevano suonato, inutilmente, il campanello d'allarme, e anche in questo caso il Governo è corso ai ripari a dramma già avvenuto, con arresti tra i dirigenti degli impianti e dimissioni forzate delle autorità politiche locali.
Appena un anno fa il gruppo Sanlu era stato lodato dalla televisione pubblica cinese come un modello di qualità. Adesso lo scandalo del latte in polvere alla melamina, lo stesso additivo che a fine 2006 aveva ucciso negli Usa migliaia di cani e gatti che avevano consumato cibo per animali prodotto in Cina, fa nascere pesanti interrogativi sulla reale portata delle riforme.
alfredo.sessa@ilsole24ore.com
CINESI IN PIAZZA CONTRO GLI SCANDALI
Settembre 2008
Oltre 250 le vittime di una frana nella provincia settentrionale dello Shanxi. Gli abitanti avevano segnalato, invano, il pericolo alle autorità. Sull'onda delle proteste il governatore della provincia, Meng Xuenong, decide di dimettersi
Maggio 2008
Il devastante terremoto che colpisce il Sichuan (provincia del Sud-Ovest) provoca migliaia di morti, principalmente bambini. Le famiglie protestano perché le scuole non erano state costruite a norma in un'area fortemente sismica. In deroga alla politica del "figlio unico", altro motivo di frizione con le autorità, i genitori colpiti dal terremoto potranno avere altri figli
Gennaio 2008
Centinaia di cittadini di Shanghai protestano per l'estensione della linea ferrovia elettromagnetica a sospensione Maglev, che secondo i piani dovrebbe raggiungere la città di Hangzhou. I manifestanti temono le emissioni elettromagnetiche nei tratti vicini agli edifici civili. Il Governo rimanda l'opera a data da destinarsi
Maggio 2007
A Xiamen, nella provincia di Fujian, gli abitanti vengono chiamati a raccolta via sms per impedire la costruzione di un impianto chimico. Bloccano i lavori, sfilano per le strade. Le autorità decidono di trovare un nuovo sito
17/09/2008