Rita Fatiguso
MILANO
Nella sfibrante partita a ping pong tra Ferrero e Montresor, la multinazionale italiana strappa la vittoria più ambita: la dichiarazione inappellabile della Suprema Corte di Pechino che i suoi cioccolatini Ferrero Rocher sono stati copiati dai concorrenti cinesi Trésor Doré e non viceversa.
Per la prima volta una multinazionale estera incassa un simile verdetto, atteso da settimane, più volte annunciato sottovoce, fino all'ultimo Capodanno cinese, e in un terreno accidentato come quello della contraffazione, per giunta in campo alimentare. Una sentenza che conferma quella di appello con tanto di obbligo di cambio immediato della confezione dei Trésor Doré e condanna della società al pagamento di una multa di 500mila renminbi, pari a circa 50mila euro.
Racconta della commozione di Pietro Ferrero, il fondatore, davanti alla buona notizia, l'ex ambasciatore alle Nazioni Unite Paolo Fulci, oggi presidente di Ferrero International. «Un macigno, ci siamo tolti davanti un macigno – commenta Fulci, altrettanto entusiasta del lieto fine – i cinesi con questa sentenza devono ammettere che non è possibile andare avanti con simili strumenti, cioè copiando i prodotti altrui».
Al ministero riferiscono dei ringraziamenti via telefono della signora Maria Franca, moglie di Pietro, al ministro per il commercio internazionale Emma Bonino, che ha seguito passo passo l'evoluzione del contenzioso.
Ma c'è anche da registrare il senso generale di sollievo della società di Alba davanti alla possibilità di prendere finalmente decisioni con animo più sereno sul difficile mercato cinese.
A gennaio 2007 Montresor aveva respinto ogni richiesta di conciliazione, appellandosi alla Suprema Corte nella convinzione di strappare un sì definitivo. La società aveva anche argomentato di aver prodotto i suoi Trésor ben prima dell'arrivo di Ferrero in Cina, ribaltando le accuse di plagio. Ma anche l'ultimo grado di giudizio è stato favorevole alla Ferrero dopo che già in appello due anni fa il Tribunale di Tianjin aveva condannato la società Montresor-Zhanjiagang Food a ritirare dal mercato le sue imitazioni delle praline Ferrero Rocher.
Il ministro Bonino non nasconde l'entusiasmo: «Era senz'altro il dossier più difficile che mi sono ritrovato sulla scrivania a settembre 2006, da ministro – ricorda al Sole 24 Ore –. Devo dire che i buoni rapporti con il collega cinese Bo Xilai sono stati determinanti. Si tratta di una sentenza dell'Alta Corte che farà scuola in casi analoghi. Ben 5 dei 14 desk anticontraffazione non a caso sono stati aperti in Cina – aggiunge il ministro – per aiutare nel deposito dei marchi le piccole e medie imprese. Certo bisogna brevettare di più, ma bisogna usare anche tutte le misure per dire ai cinesi che non possono permettersi qualsiasi cosa. Infine è la vittoria di una squadra, il merito va dato anche all'Ambasciata d'Italia a Pechino e a tutto il Sistema Italia che in questo caso ha funzionato con grande sinergia, egregiamente coordinato dalla nostra diplomazia».
Per Ferrero il primo duro colpo, il 6 febbraio 2005, del verdetto sfavorevole di primo grado è ormai archiviato. Con questa svolta i Rocher, espressione dell'industria di marca made in Italy trovano migliori standard di protezione della proprietà industriale.
Una sentenza favorevole che rafforza la volontà dell'azienda e del Ceo, Giovanni Ferrero, responsabile dell'area business del Gruppo, di guardare alla Cina come un mercato di grande interesse per il futuro. In Cina Ferrero con Rocher è già leader assoluto delle praline e protagonista del crescente mercato del cioccolato. Dopo la sentenza della Corte ciò è ancora più vero.
rita.fatiguso@ilsole24ore.com
TRE ANNI PER AVERE GIUSTIZIA
Vero o falso? Per anni le confezioni di cioccolatini Rocher e Tresòr Dorè raffigurate qui a fianco hanno convissuto sugli scaffali dei negozi cinesi. Uguali solo in apparenza, differenti nella sostanza visto che i Tresòr erano cloni dei Rochèr. L'hanno decretato una volta per tutte i giudici cinesi al termine di tre anni di duro contenzioso, ma raccontano le cronache che i cinesi avessero capito l'inghippo perchè nelle occasioni importanti compravano solo Rocher.
Il vero...
...e il falso
I Ferrero Rocher. Una confezione di autentici cioccolatini Ferrero Rocher prodotti ed esportati in tutto il mondo della Ferrero International
I Ferrari Chocolate. Una confezione di Ferrari Chocolate in vendita nella Chinatown di New York, palesemente copiati da quelli originali
08/04/2008