Il finto video in cui Zuckerberg dice di avere il controllo delle nostre vite

"Immagina un uomo che ha il controllo totale di miliardi di dati rubati alle persone", dicono la voce e il volto del fondatore di Facebook in un video apparso su Instagram. Un falso, che è una provocazione di due artisti americani dopo il caso Nancy Pelosi. Cosa sono i deepfake 

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Due artisti americani hanno creato un falso video in cui Mark Zuckerberg fa sapere ai miliardi di utenti dei suoi social network di avere il controllo sui loro dati, sulle loro scelte e sulle loro vite. Lo hanno poi caricato su Instagram e lasciato che diventasse virale.

Questi contenuti sono conosciuti come deepfake, video falsi realizzati grazie all'uso software basati su intelligenza artificiale in grado di ricreare il volto e la voce di una persona facendogli fare e dire cose che non ha mai né detto né fatto. L'azione degli artisti sembrerebbe una sfida alle stesse policy della società californiana, che qualche settimana fa aveva rifiutato di rimuovere un video modificato in cui si vedeva la speaker della Camera statunitense e dirigente del Partito Democratico Nancy Pelosi poco lucida, se non ubriaca.

Il video, creato dagli artisti Bill Posters e Daniel Howe, è stato realizzato in collaborazione con la compagnia pubblicitaria Canny. Si vede Zuckerberg seduto a una scrivania, con la sua classica maglietta grigia e sullo sfondo le stanze della sede di Manlo Park, che comincia un un discorso sul potere di Facebook: "Immagina questo per un secondo", dice il finto Zuckerberg: "un uomo che ha il controllo totale di miliardi di dati rubati di persone. Conosce tutti i loro segreti, le loro vite, i loro futuro". E poi: "Devo tutto a Spectre, Spectre mi ha mostrato che chiunque controlla i dati, controlla il futuro".

Il video originale, su cui il falso è stato realizzato, è tratto da un discorso fatto a settembre 2017 da Zuckerberg in cui ipotizzava interferenze russe nella campagna elettorale americana dell'anno precedente. "Tratteremo questo contenuto nello stesso modo in cui trattiamo tutte le informazioni false su Instagram", ha detto a Motherboard un portavoce del social. "Se i controllori dei contenuti del social lo considerano falso, lo filtreremo nelle ricerche per hashtag".


Come raccontato in un'inchiesta di AGI, per deep fakes - dove deep sta per deep learning, una branca dell’intelligenza artificiale, e in particolare del machine learning, ispirata al funzionamento delle reti neurali - intendiamo un fenomeno esploso a fine 2017, a partire da siti come Reddit. I primi programmi permettevano a chiunque di fare un face-swap, un cambio di faccia, avendo a disposizione solo un po’ di immagini della persona che si vuole inserire all’interno di un precedente video. Nel caso delle celebrità, la raccolta dati è facile, basta fare razzia di foto su Google, e di video su Youtube. Fecero clamore, ad esempio, alcuni casi di video deepfake pornografici con il volto di Scarlet Johanson.

Dopodiché si mettono al lavoro gli algoritmi, li si allena con queste informazioni e con il video che si intende usare come base, utilizzando preferibilmente una scheda grafica, più che un normale pc. E dopo un po’ di ore di lavoro del software, è tutto pronto per il face-swap. Con l'evoluzione delle tecnologie si è arrivati a elaborazioni più complesse, come quella che ha riguardato in questo caso Mark Zuckerberg. 

@arcangeloroc

 

 



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