Whatsapp lavora ad una criptovaluta per scambiarsi denaro con l'app

Si tratta di un'idea ancora ai primi passi, ma la moneta virtuale avrebbe almeno due caratteristiche: ancorata al dollaro, e rivolta soprattutto ai Paesi in via di sviluppo

Whatsapp lavora ad una criptovaluta per scambiarsi denaro con l'app

Facebook sta lavorando a una propria cryptovaluta. Obiettivo: permettere agli utenti di Whatsapp di scambiarsi denaro all'interno dell'app. Si tratta di un'idea ancora ai primi passi, ma - secondo una fonte anonima di Bloomberg - la moneta virtuale avrebbe almeno due caratteristiche: dovrebbe essere ancorata al dollaro, per limitare la volatilità; e sarebbe rivolta soprattutto ai Paesi in via di sviluppo, India in testa.

Da tempo si parla di un possibile ingresso di Facebook nel crypto-mondo. Almeno da quando, nel 2014, Mark Zuckerberg scelse il presidente di PayPal David Marcus per guidare Messenger. A maggio, Marcus è passato alla direzione del team interno dedicato alla blockchain, che sta crescendo e conta circa 40 unità. Nei giorni scorsi, Facebook ha pubblicato diversi annunci di lavoro per cercare specialisti in blockchain. Tutte mosse che hanno rilanciato le indiscrezioni su una moneta virtuale made in Facebook. "Come molte altre società - ha commentato un portavoce di Menlo Park - stiamo esplorando i modi in cui sfruttare le potenzialita' della blockchain".

Ci sono però molte questioni da risolvere. Prima di tutto è da verificare la tenuta di una "stablecoin", cioé di una criptovaluta ancorata a un bene o a una moneta tradizionale per renderla più stabile. Il caso più famoso di stablecoin è Tether: ha un rapporto di parita' con il dollaro, ma è tutt'altro che trasparente. Non si sa a quanto ammontano le sue riserve in dollari e Tether è stato spesso chiamato in causa perché c'è il sospetto che sia stato usato da alcune grandi piattaforme di scambio per condizionare il prezzo di bitcoin.

Whatsapp non sarebbe la prima app di messaggistica a sondare le criptovalute. Telegram ha avviato un'Ico per raccogliere risorse e diffondere nel proprio ecosistema un "gettone digitale" da scambiare per acquistare servizi sull'app. Ha provato a fare una cosa simile un'app meno nota, Kik. 



Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it.
Se invece volete rivelare informazioni su questa o altre storie, potete scriverci su Italialeaks, piattaforma progettata per contattare la nostra redazione in modo completamente anonimo.