Trump ha imposto nuovi dazi su 300 miliardi di merci cinesi

E' l'ultima salve di una battaglia crescente che dura da più di un anno tra le due maggiori economie mondiali. L'annuncio è stato una doccia fredda per mercati

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Andrew Spear / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / AFP
Donald Trump

Gli Stati Uniti si preparano a tassare praticamente tutte le importazioni cinesi sul proprio mercato. A sorpresa il presidente americano, Donald Trump, ha fatto cadere la scure: ha annunciato l'imposizione di nuovi dazi del 10% sulle importazioni di beni cinesi per un valore di 300 miliardi di dollari a partire dal primo settembre. E' l'ultima salve di una battaglia crescente che dura da più di un anno tra le due maggiori economie mondiali. L'annuncio è stato una doccia fredda per mercati: a Wall Street gli indici azionari hanno subito virato in negativo ed il Dow Jones è precipitato di 300 punti, il prezzo del petrolio è crollato a New York e chiuso in calo del 7,9%.

Gli Usa già tassano al 25% circa 250 miliardi di beni cinesi, soprattutto materiali e componenti industriali. I nuovi dazi potrebbero colpire i consumatori statunitensi piu' duramente, colpendo merci come IPhone e prodotti elettrici di largo consumo, giocattoli, scarpe da ginnastica.



Trump, che ha minacciato che i nuovi dazi potrebbero addirittura salire ulteriormente al 25%, ha accusato Pechino di non aver mantenuto due promesse: acquistare prodotti agricoli dagli Usa (la soia, soprattutto, che gli consente di mantenere il consenso elettorale tra gli agricoltori americani) e di non aver arginato l'esportazione del fentanyl, il potente oppiaceo che semina vittime negli Stati Uniti. La Cina "aveva accettato di acquistare prodotti agricoli dagli Stati Uniti in grande quantità, ma non lo ha fatto. Inoltre, il mio amico presidente Xi ha detto che avrebbe interrotto la vendita di fentanyl negli Stati Uniti. Questo non è mai accaduto e gli americani continuano a morire".

Trump aggiunto comunque che le parti riprendereanno un "dialogo positivo". L'annuncio è arrivato dopo che la 'due giorni' di colloqui a Shanghai tra le delegazioni cinese e americana, il primo faccia a faccia dopo la tregua siglata al G20. I colloqui si sono conclusi senza risultati concreti anche se Casa Bianca aveva parlato di incontri "costruttivi". Non è chiaro che cosa abbia indotto Trump, che negli ultimi mesi e' oscillato tra ottimismo e minacce di ulteriore escalation, a indurire la sua posizione: l'annuncio però è arrivato dopo che in mattinata il presidente aveva ricevuto il rapporto del segretario al Tesoro, Steven Mnuchin e del rappresentante commerciale, Robert Lighthizer, sui loro incontri a Shanghai.

Già a maggio Trump aveva scioccato i mercati aumentando le tariffe al 25% (dal 10%) su $ 200 miliardi di beni cinesi. La Cina aveva reagito con ritorsioni e le tensioni che ne erano derivate hanno anche influenzato la banca centrale americana, la Federal Reserve, che mercoledì ha tagliato i tassi di interesse per la prima volta in un decennio. I negoziati, che sono in un vicolo cieco da maggio, riprenderanno a settembre. 



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