Il mercoledì nero (azzurro) di Suning in Borsa per via dell'Inter

Sul mercato azionario di Shenzhen caduta del titolo (6,5%) dopo le accuse all'operazione di acquisto del club durante un programma televisivo

Il mercoledì nero (azzurro) di Suning in Borsa per via dell'Inter

Mercoledì di paura per i titoli azionari di Suning Commerce Group: il colosso dell’elettronica proprietario di maggioranza dell’Inter ha visto crollare del 6,5% le azioni alla Borsa di Shenzhen, dopo che un programma televisivo trasmesso martedì sera dalla CCTV (l’ente televisivo statale cinese) ha definito l’acquisto nel maggio dello scorso anno del 68,55% del club nerazzurro per 270 milioni  di euro “un esempio degli investimenti irrazionali” che da tempo preoccupano le autorità finanziarie; e che hanno portato Pechino a imporre da novembre scorso una stretta sulla fuoriuscita dei capitali e - più di recente -  restrizioni ai prestiti per acquisizioni all'estero. “Questo famoso club calcistico ha accumulato perdite per cinque anni per un totale di 275,9 milioni di euro. Per quale motivo una società cinese avrebbe dovuto comprarlo?”, ha chiesto in trasmissione Bai Yansong, il conduttore di News 1+1(新闻1+1), programma di approfondimento di venticinque minuti andato in onda martedì sera dopo il tg delle 19. Alla domanda di Bai ha risposto il suo ospite, Yin Zhongli, un ricercatore dell’Accademia delle Scienze Sociali:  “Alcune aziende cinese sono già pesantemente indebitate a casa loro eppure spendono in modo sconsiderato all’estero con prestiti bancari -  ha detto Yin - Penso che molte operazioni di acquisizione all’estero abbiano poche possibilità di generare liquidità e non posso escludere che si tratti di riciclaggio”. Così scrive il South China Morning Post. Negli ultimi tre anni le aziende cinesi hanno speso decine di miliardi di euro per comprare club calcistici nel Regno Unito, in Spagna, in Francia, in Italia e in Germania. 

Il mercoledì nero (azzurro) di Suning in Borsa per via dell'Inter
 Cina Suning

Sono tempi duri per gli investimenti cinesi all’estero in settori che Pechino considera pericolosi quali calcio, industria dell’intrattenimento e real estate; cioè quei settori che rischiano di prestarsi a operazioni speculative o spesso usati per mascherare fughe di capitali all’estero. La China Banking Regulatory Commission (Cbrc), l'ente di regolamentazione del settore bancario, ha ordinato ai sei maggiori gruppi bancari a livello nazionale di procedere a uno scrutinio estremamente attento delle acquisizioni all'estero di diversi gruppi cinesi. Nell’occhio del ciclone delle autorità finanziarie sono finiti Wanda, il gruppo del magnate Wang Jianlin, Fosun, Anbang, Hna e altri grandi gruppi, tra cui Caixin cita la Rossoneri Zhejiang Investment (uno dei primi veicoli utilizzati per l'acquisto del Milan da parte di Rossoneri Sport Investment Lux).

Le banche cinesi, confermano diverse fonti che hanno parlato al South China Morning Post di Hong Kong, hanno ricevuto il 20 giugno scorso l'ordine di non concedere ulteriori prestiti a Wanda da parte della Cbrc sia per gli accordi già chiusi che per quelli ancora da concludere (in tutto sei operazioni, di cui quattro concluse e due in fase di chiusura). 

Wanda ha speso oltre 55 miliardi di dollari negli ultimi anni in una manovra di espansione all'estero e di diversificazione degli investimenti, tra cui l’operazione che riguarda gli studios di Hollywood (Legendary Entertainment). La settimana scorsa, il colosso aveva dato l'ok alla vendita a sorpresa della sua offerta turistica al gruppo Sunac, del rivale Sun Hongbin, compresi gli alberghi e i parchi a tema, per 9,3 miliardi di dollari. Un'operazione dietro cui si cela il ripianamento dei debiti del gruppo, secondo quanto spiegato dal magazine economico-finanziario Caixin . “Non sono operazione vere…sono di fatto trasferimenti di asset”, ha tuonato Yin Zhongli durante la trasmissione televisiva.

Secondo documenti presi in esame dal South China Morning Post, il presidente cinese Xi Jinping e il premier Li Keqiang erano stati informati circa i rischi legati agli investimenti esteri della conglomerata Wanda.  L’effetto della stretta delle governo cinese si è già fatta sentire: gli investimenti esteri cinesi sono calati del 45,8% anno su anno nei primi sei mesi del 2017, a quota 45,8 miliardi di dollari. Nel solo settore immobiliare, il calo è stato dell’82,1% (un dato che esclude gli acquisti individuali). Nei giorni scorsi, al termine del National Financial Work Conference, importante appuntamento del mondo finanziario cinese con cadenza quinquennale che quest’anno ha affrontato i problemi legato ai rischi di sistema,  è stato dato un maggior potere di supervisione sui flussi di capitali allo State Administration of Foreign Exchange (Safe),  l’autorità che controlla il mercato valutario in Cina e che nel novembre scorso aveva definito “false transazioni”  diversi accordi di fusioni e acquisizioni negli ultimi due anni di gruppi sia statali sia privati.

Suning è forte e credibile. Ma l'investimento sul calcio è stato bocciato

Suning, investitore da sempre considerato solido e credibile,  non è finito nel mirino delle autorità. Eppure il ricercatore dell’Accademia delle Scienze Sociali non ha risparmiato critiche in diretta. Accuse pesanti che hanno provocato un vero e proprio capitombolo in Borsa: le azioni della Suning sono crollate del 6,5% toccando il valore settimanale più basso di 10,22 yuan (1,51 dollari), prima di risalire a 10,55 yuan, chiudendo a -2,7%. In trasmissione non è mancato un accenno a un’altra operazione calcistica giudicata “irrazionale”: l’acquisto cinese del Milan. Proprio la stretta sui capitali aveva inciso sui ritardi dei pagamenti delle rate a Fininvest per l’acquisizione del 99,93%  (740 milioni) del club da parte del misterioso uomo d’affari Li Yonghong, operazione che dopo diversi rinvii si è conclusa il 13 aprile scorso attraverso un nuovo veicolo offshore (Rossoneri Sport Investment Lux.) e con un prestito da 303 milioni dell’hedge fund americano Elliott.

Il mercoledì nero (azzurro) di Suning in Borsa per via dell'Inter
Inter Suning (afp) 

"Miriamo a migliorare l'influenza del nostro marchio"

Come riporta il sito Fcinter1908 ill vicepresidente di Suning Sun Weimin ha commentato il presunto blocco del governo cinese degli investimenti esteri, illustrando la strategia di mercato della proprietà: “Ho visto il report di CCTV (la tv statate cinese, ndr.), Suning sostiene fermamente la politica nazionale sugli investimenti all’estero. La strategia di Suning si è sempre basata sullo sviluppo del mercato interno, con la volontà di espandere i mercati esteri e di soddisfare le esigenze di sviluppo del mercato domestico. Investendo sull’Inter si possono studiare le esperienze straniere nel settore calcistico, migliorando il livello di quello cinese introducendo tecniche avanzate di gestione e formazione. Basandosi sull’Inter, Suning mira a migliorare l’influenza del proprio marchio a livello internazionale, spinto da una forte rete commerciale di espansione all’estero”.