Gli accordi tra Italia e Cina che riguardano ecommerce e startup

Gli accordi fanno parte delle 29 intese, istituzionali e commerciali, che sono state sottoscritte con Pechino. Il progetto del governo per i prodotti venduti online e le tecnologie digitali 

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CREDITALBERTO PIZZOLI / AFP
 
Luigi Di Maio

Il vice presidente del Consiglio e ministro Luigi Di Maio ha firmato tre Memorandum d'intesa sulla Belt and road initiative, sul commercio elettronico e sulle startup, in occasione della visita di Stato in Italia del presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping. Gli accordi fanno parte delle 29 intese, istituzionali e commerciali, che sono state sottoscritte oggi tra Italia e Cina nei settori del commercio, dell'energia, dell'industria, delle infrastrutture e del settore finanziario, al fine di promuovere un rafforzamento delle relazioni economico-commerciali tra i due Paesi, nel rispetto delle linee strategiche dell'Unione Europea e della nostra collocazione euro-atlantica.

"Il Governo italiano - ha dichiarato Di Maio - ha scelto un approccio trasparente nei confronti della Cina e dei nostri partner euro-atlantici, inquadrando i rapporti bilaterali all'interno dei princìpi che hanno tradizionalmente ispirato e continueranno ad ispirare la nostra azione internazionale. In tale contesto, è stato già attivato uno scrupoloso monitoraggio delle singole iniziative di collaborazione che saranno avviate a valle delle intese siglate oggi, per garantire che esse siano sempre promosse, mettendo al centro la difesa degli interessi nazionali e la protezione delle infrastrutture strategiche, prevenendo cosi' il trasferimento di tecnologie in settori sensibili".

BELT AND ROAD INITIATIVE: il memorandum, spiega il Mise, non ha valore di accordo internazionale e non dà pertanto luogo ad impegni giuridicamente vincolanti; il governo italiano raggiunge un'intesa quadro volta a individuare scopi, principi e modalità di collaborazione nel grande progetto di connettività eurasiatica.

Un progetto che l'Italia guarda con favore anche per la sua posizione strategica al centro del Mediterraneo. Gli obiettivi sono principalmente il rafforzamento dell'export verso l'enorme mercato cinese, anche per allineare i nostri flussi commerciali e di investimenti diretti esteri a quelli di altri Paesi Europei quali la Germania, la Francia ed il Regno Unito, che sono nettamente superiori ai nostri; il coinvolgimento delle imprese italiane per la realizzazione di progetti infrastrutturali lungo la nuova via della Seta; l'inclusione dei porti italiani nelle rotte del commercio internazionale. Il Memorandum definisce, inoltre, la collaborazione sulla Belt and Road in raccordo con i principi dell'Agenda 2030, dell'Agenda 2020 di cooperazione Unione Europea-Cina e della strategia dell'Unione Europea per la connettività euroasiatica.

"Questo accordo, quindi - sottolinea il Mise - non rappresenta alcun rischio per i nostri interessi nazionali e si pone in linea con le politiche adottate dalla Ue verso la Cina, che invece vengono tutelate, come nessun Paese Membro ha fatto finora nel suo dialogo con Pechino. Vengono, infine, promossi con forza i principi, condivisi in ambito europeo, di mutuo vantaggio, reciprocità, trasparenza, sostenibilità e tutela della proprietà intellettuale, sino a creare un vero e proprio level playing field".

E-COMMERCE: si punta a promuovere la cooperazione tra le imprese e i consumatori del commercio elettronico operanti in Italia e in Cina, facilitando la cooperazione tra le Pmi e le grandi piattaforme di commercio elettronico nonchè condividendo le best practice e le innovazioni delle imprese di entrambi i Paesi.

STARTUP: la firma del memorandum si pone l'obiettivo di favorire la cooperazione scientifica e tecnologica tra startup italiane e cinesi. A questo scopo sono previsti scambi e collaborazioni tra le startup dei due Paesi, avendo come obiettivo finale l'ulteriore sviluppo della cooperazione bilaterale tra Italia e Cina.

Nell'intesa è prevista anche un'attività di promozione di parchi scientifici e tecnologici, cluster industriali e investimenti in venture capital che possano consentire alle start up innovative una prospettiva di crescita internazionale, attraverso lo scambio di conoscenze, di processi e di persone.

È inoltre posta grande attenzione al tema della proprietà intellettuale per evitare che le aziende vengano penalizzate dalla condivisione di informazioni di natura industriale che possano avere rilevanza di carattere competitivo. L'attuazione dell'accordo verrà seguita per la parte italiana dalla task force Italia-Cina, istituita presso il Mise, e per parte cinese dal dipartimento della Cooperazione Internazionale del ministero della Scienza e tecnologia.



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