Sorpresa: Twitter ha chiuso per la prima volta un trimestre in utile

In Borsa il social network ora vale più di Snapchat​. Nonostante gli utenti continuino a crescere troppo poco

Sorpresa: Twitter ha chiuso per la prima volta un trimestre in utile

La notizia è clamorosa. Twitter, che in undici anni di esistenza non aveva mai chiuso un bilancio in utile, ha archiviato gli ultimi tre mesi del 2017 con un profitto netto di 91 milioni di dollari, da confrontare con una perdita netta quasi doppia, 167 milioni di dollari, nell'analogo periodo del 2016. Sopra le attese il fatturato: 732 milioni di dollari, in crescita del 2% rispetto a un anno prima, contro i 686 milioni di dollari attesi dagli analisti. E Wall Street festeggia: prima dell'apertura delle contrattazioni a New York, i titoli del social network hanno guadagnato il 15% nel prelistino. 

Lo storico traguardo è stato raggiunto a dispetto di un'utenza che continua a crescere troppo poco: 330 milioni di utenti mensili attivi, invariati rispetto al trimestre precedente e in crescita di appena 12 milioni (ovvero il 4%) rispetto al quarto trimestre del 2016. Quanto agli utenti giornalieri, sono cresciuti del 12% in un anno, segnando il quinto trimestre consecutivo di crescita a doppia cifra. Quest'ultimo dato è però difficile da valutare, dal momento che il numero complessivo degli utenti giornalieri non è noto, per quanto girino diverse stime al riguardo.

Cosa è successo? La risposta sta innanzitutto nel miglioramento della raccolta pubblicitaria, che ha fruttato ricavi per 644 milioni di dollari, ovvero l'88% del fatturato complessivo. Questo è però anche il risultato di mesi di sforzi per riguadagnare la fiducia degli investitori, che già da un paio di mesi avevano ricominciato a guardare con meno pessimismo alle prospettive dell'azienda, come appare evidente osservando l'andamento del titolo in Borsa.  

 

Il sorpasso su Snapchat

Il prezzo delle azioni è quindi raddoppiato in sei mesi, allontanandosi decisamente dal minimo storico di 13,90 dollari segnato nel maggio 2016 e portando Twitter a sorpassare Snapchat​ in termini di quota di mercato, portandosi a 24,7 miliardi di dollari, contro i 23,3 di Snap, casa madre del social network dei 'fantasmini', che due giorni fa ha pubblicato un bilancio anch'esso superiore alle attese della Borsa (che infatti lo ha premiato con un robusto rialzo, poi ridimensionato) ma ancora in perdita. Insomma, il vecchio e vilipeso Twitter è riuscito dove ancora falliscono quegli enfant prodige della Silicon Valley che appena un anno fa sembravano l'unico vero spauracchio di Facebook.

A recuperare i consensi degli investitori è stato prima di tutto il duro piano di ristrutturazione avviato nel 2016 con il licenziamento del 9% degli addetti (circa 350 persone) e proseguito l'anno dopo con la vendita a Google dei prodotti per sviluppatori e la chiusura del servizio video Vine. Le novità più rilevanti sono però arrivate tutte nell'ultimo trimestre del 2017. In primo luogo con il lancio di politiche più risolute contro i messaggi di odio e le molestie online, che hanno allontanato da Twitter l'aura di azienda inerte e capace solo di restare a guardare gli utenti dare il peggio di sé. In seconda battuta il raddoppio dei caratteri a disposizione per i cinguettii, novità che all'epoca era stata accolta con scetticismo ma rappresenta forse l'innovazione più visibile e radicale apportata a un prodotto che appena qualche anno fa sembrava avere come strategia principale scimmiottare Facebook in maniera un po' maldestra.

Il fattore Russiagate

Non vanno infine sottovalutati gli effetti sull'immagine di Twitter della solerzia nell'accogliere le richieste delle autorità Usa di contrastare le presunte influenze russe nella campagna elettorale americana, rimuovendo le utenze sospette. Certo, che i media vicini al Cremlino o i bot di Mosca abbiano davvero avuto un impatto sull'elezione di Trump alla Casa Bianca è tutto da dimostrare, così come non ci sono prove di una campagna di disinformazione orchestrata direttamente da Putin. Però, in tempi di 'techlash​', i giganti di internet hanno tutto da guadagnare nel mostrarsi più collaborativi con la politica. Twitter forse lo ha capito prima di tutti. O è stato costretto a farlo prima degli altri, non essendo abbastanza grande da potersi permettere di ignorare il problema.

@CiccioRusso_Agi



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