I sindacati sono sul piede di guerra. E non per lo striscione su Salvini e Di Maio

Pronti allo sciopero generale "se non cambia la politica economica e sociale"

Sindacati sciopero generale

I sindacati si dicono pronti anche ad arrivare allo sciopero generale. "Non escludiamo nulla. Chiediamo che si cambi la politica economica e sociale di questo paese. E' necessaria una legge di stabilità completamente diversa. La mobilitazione c'è, lo decideremo insieme a Cisl e Uil".

Con queste parole il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, mette in guardia il governo. L'occasione è quella della manifestazione unitaria di Cgil, Cisl e Uil per rivendicare il rinnovo dei contratti e un piano straordinario di assunzioni nella Pubblica amministrazione, ma le critiche all'esecutivo sono a tutto tondo: dal fisco ai migranti, dalle vertenze sindacali alle politiche economiche messe in atto.

"Siamo qui per chiedere un cambiamento vero: bisogna invertire la tendenza, cambiare le politiche e sociali, che sono sbagliate", prosegue Landini affermando che "se il governo vuole cambiare ha bisogno dei lavoratori. Ad oggi non hanno invertito la tendenza di questi anni".

"Non c'è bisogno di padri o di capitani, abbiamo bisogno di buone politiche, di rispetto dei lavoratori, di un progetto per il futuro e di benessere sociale". Afferma la segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino, dal palco di piazza del Popolo. "Il Governo è tra i peggiori datori di lavoro" dice "anche nel caso dei servizi dati in affidamento o appalto, pensate all'assurdità degli effetti del decreto sicurezza il cui unico committente è il ministero dell'Interno: Salvini taglia 18 mila posti di lavoro nel settore della cooperazione che si occupa di accoglienza ai migranti e Di Maio al Mise sta discutendo con i sindacati come salvare qui lavoratori che vengono licenziati per effetto del decreto sicurezza".

Non mancano le critiche nei confronti del ministro della Pubblica amministrazione, Giulia Bongiorno. "Appare evidente che il ministro sceriffo Bongiorno e il governo del cambiamento non hanno un'idea di progetto vero per rilanciare i servizi pubblici", tuona Sorrentino.

"Meno servizi pubblici vuol dire meno servizi alle persone, ci opponiamo a tutto questo", sottolinea la segretaria della Cisl, Annamaria Furlan, che rimarca l'assenza di contatti tra i sindacati e il governo: "Ancora tante promesse e dichiarazioni e zero fatti. Per questo oggi migliaia di lavoratori protestano per cambiare la linea del governo, siamo già in ritardo servono risposte pronte". Una richiesta avanzata anche dal segretario della Uil, Carmelo Barbagallo. "O ci ascoltano o le liti che faranno con l'Europa le faranno anche con noi. Lavoriamo ad avere un incontro con il governo e ad avere risposte sulla nostra piattaforma: siamo pronti a tutto e le piazze ci dicono che facciamo bene". 



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