"Chiudo la mia startup con una favola per spiegare ai miei due figli cosa vuol dire fallire"

Sinba, startup fintech diventata famosa per aver partecipato a Shark Tank su Italia 1, chiude. Il fondatore, Andrea Visconti, lo racconta in un video e ad Agi dice: "Fallire non è uno stigma"

"Chiudo la mia startup con una favola per spiegare ai miei due figli cosa vuol dire fallire"
 (Youtube)
 Andrea Visconti, Sinba

A luglio del 2015 ebbero il loro momento di massima celebrità partecipando a 'Shark Tank', il talent scout delle startup in onda su Italia 1. Convinsero gli investitori, che decisero che avrebbero potuto investire su di loro 250mila euro. Due anni dopo però Sinba, startup fintech che ha brevettato un sistema per il pagamento veloce nei negozi senza far coda in cassa, ha deciso di chiudere. "I 250mila euro non sono mai arrivati" ha detto ad Agi il fondatore della startup, Andrea Visconti. 30 anni, di Torino, ha pubblicato un video su YouTube: "Un paio di anni fa abbiamo portato la nostra startup su Italia 1, ma purtroppo oggi devo dire che Sinba chiude. Avendo due figli piccoli mi sono chiesto come avrei potuto dire a loro una cosa così dolorosa. E ho pensato di scrivere una fiaba". 

La storia di Sinba, come un viaggio per mari ignoti

La fiaba è un pò la storia di Sinba. Racconta di un equipaggio guidato da 'Desi e Gioi' (probabilmente i due fondatori, Andrea Visconti e Alessandro Bava) che deve raggiungere 'l'altra parte del mondò per consegnare uno scrigno magico. Per farlo hanno bisogno però di soldi, come di soldi ha bisogno una startup per crescere. Ma le promesse di finanziamento dei re incontrati nel loro peregrinare rimangono solo promesse, come succede a migliaia di startup in Italia.

Poi qualcosa si concretizza, e probabilmente il riferimento è all'unico investimento ottenuto, i 100mila euro avuti nel 2016 da H-Farm in cambio dell'8% delle quote. Ma i soldi non bastano. La barca naufraga in balia delle onde. E la storia finisce, con la promessa però del capitano, probabilmente lo stesso Visconti, di ricostruire una nuova barca. Dietro la favola, c'è la storia di Sinba.

Il complesso mercato del fintech

Sinba, nata nel 2013 e con un solo round di investimento da 100mila euro, aveva esaurito le risorse finanziarie (gli investimenti su Crunchbase). Cosa che succede spesso ad una startup, che brucia soldi, e tanti di più in media di quanti ne ha raccolti Sinba. È vero, molti investitori non hanno creduto nelle potenzialità di Sinba, che però va detto ha cercato di inserirsi in un mercato complesso come quello dei pagamenti mobili. Qui è in atto sì una rivoluzione, con enormi potenzialità di business, ma senza grossi investimenti è davvero difficile affermarsi.

Perché i soldi di Shark Tank non sono arrivati

Contattato da AGI, Visconti ha detto che i soldi più importanti, i 250mila euro di Shark Tank, "Non sono mai arrivati alla startup". Shark Tank era un programma televisivo, andato in onda solo nel 2015. Di fronte alle telecamere giovani imprenditori raccontavano le loro idee. Alcune interessanti, altre meno, altre ancora ridicole. A telecamere spente dovevano avvenire le due diligence, gli incontri tra investitori e imprenditori che dovevano mostrare bilanci, metriche, prospettive e prodotto. Da quanto risulta ad AGI, in fase di due diligence qualcosa non è andato, e l'investimento non si è più concretizzato. Due anni dopo la fine della startup. 

"La nostra storia un esempio contro lo stigma del fallimento"

"Voglio che la nostra storia sia da esempio. Generalmente si celebrano i successi. Noi abbiamo voluto celebrare il fallimento e magari contribuire a cambiare un pò le cose in Italia. Da noi purtroppo fallire è visto ancora come uno stigma", ha detto ad AGI Visconti. Che anticipa che ripartirà con una nuova avventura. Una nuova barca, ancora da costruire, ma magari in grado di finire il viaggio. 

@arcangeloro



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