Prestito rifiutato? Ecco gli errori da non commettere

Una guida messa a punto da Facile.it sugli elementi cruciali nella valutazione delle richieste 

Prestito rifiutato? Ecco gli errori da non commettere

Contenuto realizzato il collaborazione con Facile.it

Stando ai dati trasmessi dai numerosi studi di settore sono sempre di più gli italiani che decidono di fare ricorso ad un prestito personale per affrontare sia le piccole e grandi spese di tutti i giorni che per portare a termine progetti di varia natura a lungo rimandati.

Il momento di richiesta di un finanziamento è piuttosto delicato: ogni istituto bancario infatti, prima di accettare la domanda presentata, effettua dei controlli scrupolosi sul merito creditizio del cliente con lo scopo di verificarne la reale affidabilità creditizia. Queste specifiche verifiche vengono eseguite attraverso i Sic (Sistemi di informazione creditizia), ossia dei particolari database che raccolgono un’ampia serie di informazioni relative al richiedente e ai suoi rapporti con gli istituti di credito che vengono conservate per un tempo variabile a seconda della loro entità. Spesso le ragioni che spingono le banche e le finanziarie a rifiutare la richiesta di finanziamento sono da ricercare negli esiti di questi controlli, ma non solo. 

Come ha evidenziato Facile.it, fra i maggiori siti di comparazione in Italia, che ha stilato una classifica in 10 punti dei principali motivi per cui viene rifiutato un prestito, gli elementi cruciali nella valutazione delle richieste pervenute risultano essere la situazione patrimoniale e lavorativa del richiedente che non devono presentare alcun carattere di precarietà. Contratti a tempo determinato, o comunque non fissi, e richieste di somme che superino considerevolmente lo stipendio dichiarato possono rappresentare campanelli di allarme per gli istituti.

Se dai controlli effettuati nei database dei sic dovesse emergere una segnalazione come cattivi pagatori o protestati con molte probabilità si potrebbe avere difficoltà ad accedere al credito desiderato, come anche nel caso in cui si abbia già avanzato una richiesta nei 30 giorni precedenti e questa sia stata rifiutata.

Anche l’avere altri prestiti attivi oppure aver inoltrato la richiesta di finanziamento a più banche possono essere ragioni sufficienti per subire un diniego. Per verificare la propria affidabilità creditizia e avere una lista dei prestiti in atto è possibile utilizzare l’innovativo servizio METTINCONTO di Crif che ha lo scopo di fornire un concreto sostegno e affiancamento a tutti coloro che sono interessati ad ottenere una liquidità aggiuntiva.

Prestito rifiutato? Ecco gli errori da non commettere

Pur essendo buoni pagatori può accadere che la domanda venga rifiutata, specialmente nel caso in cui si sia fatto da garante di finanziamento ad un terzo che però non ha assolto l’obbligo di versamento regolare delle rate previste. Situazione in bilico anche per chi presenta un garante protestato o considerato cattivo pagatore in quanto non affidabile in caso di insolvenza da parte dello stesso richiedente.

A influenzare la decisione della banca, infine, può anche essere la mancanza di informazioni. Se un interessato non ha mai richiesto in precedenza un finanziamento e risulta essere dunque sconosciuto nei Sic può accadere che la richiesta venga negata in quanto l’istituto non dispone dei criteri indispensabili per valutare la richiesta.

In tutti i casi comunque ogni banca o finanziaria ha l’obbligo di rendere esplicita la ragione del rifiuto della richiesta di accesso al credito, specialmente se questa riguarda informazioni contenute nei Sic.



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