Pernigotti: produzione resta a Novi Ligure, nessun esubero

Raggiunto l'accordo per la reindustrializzazione al Mise. Decisivo l'intervento di due investitori italiani

pernigotti novi ligure non chiude

È stato raggiunto l'accordo per la reindustrializzazione dello stabilimento Pernigotti di Novi Ligure, che garantirà la continuità operativa del sito e la salvaguardia di tutti i lavoratori. È quanto è stato comunicato oggi al Ministero dello Sviluppo Economico, all'incontro presieduto dal ministro Luigi Di Maio, a cui hanno partecipato i rappresentanti delle aziende coinvolte, l'advisor Sernet, i sindacati e gli enti locali.

La cooperativa torinese Spes rileverà il ramo d'azienda che produce il cioccolato e il torrone, e l'imprenditore Giordano Emendatori rileverà, invece, il ramo relativo ai preparati per i gelati. Lo scorso novembre il gruppo turco Toksoz, che aveva rilevato il marchio dalla famiglia Averna nel 2013, aveva annunciato l'intenzione di chiudere lo stabilimento di Novi Ligure, lasciando a casa 100 lavoratori senza rinunciare al marchio.

Nel corso della riunione, informa la nota del Mise, sono stati presentati gli accordi siglati tra le parti che costruiscono i presupposti del piano industriale per il mantenimento delle produzioni a Novi Ligure e la salvaguardia dei dipendenti. Frutto del lavoro portato avanti in questi mesi in modo sinergico dall'advisor e dal Ministero, che ha permesso l'individuazione di due nuovi investitori.

L'accordo, aggiunge il Mise, è stato raggiunto a meno di un anno di distanza dall'annuncio da parte della proprietà turca Toksoz di voler fermare le attività del sito piemontese, mettendo a rischio il futuro dei lavoratori. Il Ministro Di Maio, conclude la nota, "è subito intervenuto per far fronte all'emergenza, incontrando sia la proprietà che i lavoratori per lavorare all'individuazione di una soluzione della crisi"



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