La partita per Alitalia è arrivata alla stretta finale

Per Di Maio ci sarebbero "molti soggetti interessati". Oltre alle Ferrovie, si parla di Delta Airlines

La partita per Alitalia è arrivata alla stretta finale

Mercoledì 31 ottobre scade il termine per l'individuazione della migliore offerta per la cessione dell'Alitalia e si chiarirà, almeno in parte, il futuro dell'azienda. Sembra quasi certo che Ferrovie dello Stato presenteranno un'offerta vincolante anche se, nei giorni scorsi il ruolo del gruppo di piazza della Croce Rossa, è sembrato ridimensionarsi. Il ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, ha annunciato che FS in prima istanza sarà solo un "partner tecnico". "Poi - ha aggiunto il vicepremier - se le Fs vorranno avere un ruolo ancora più strategico all'interno della compagnia, allora vorrà dire che potrà anche decidere di entrare" nel capitale "in maniera sostanziosa". Le risorse per il rilancio, sempre secondo Di Maio, verrebbero reperiti sul mercato in base ad un piano strategico elaborato dall'Alitalia e le Ferrovie.

I dubbi di Delta Airlines

Sul fronte del partner industriale, negli ultimi giorni si fa sempre più insistentemente il nome della Delta. Ma, l'aviolinea statunitense, pur mostrandosi interessata per ora non sembra disponibile a presentare un'offerta vincolante. Rotschild, advisor dell'amministrazione straordinaria avrebbe chiesto un'offerta vincolante entro la scadenza di fine mese ma Delta, assistita da Goldman Sachs, sembra disposta a presentare un'offerta ma subordinata ad una serie di condizioni. Tra l'altro il "pretendente" a "stelle e strisce" ha chiesto tempo per la due diligence. Sempre secondo le indiscrezioni degli ultimi giorni, la Delta sarebbe pronta ad assumere una rilevante partecipazione (comunque inferiore al 50%) a fianco delle Ferrovie dello Stato e di altri investitori. In ribasso le quotazioni di un possibile coinvolgimento della Cassa Depositi e Prestiti che, oltre ai vincoli statutari, devono fare i conti con le Fondazioni che, con il 15,9% del capitale, hanno il potere di veto. Insomma, se - come sostiene Di Maio - il rilancio dell'Alitalia richiede 1,5-2 miliardi di euro, ancora non si sa chi li metterà sul piatto. 

Una strategia in due tempi

A sentire Di Maio, ci sarebbero molti soggetti interessati. Il combinato disposto delle varie indiscrezioni fa pensare ad una strategia in due tempi: ora le Ferrovie presentano l'offerta vincolante e mettono a punto un nuovo piano industriale e, in un secondo momento si forma la nuova compagine azionaria magari con una forte partecipazione della Delta che entrando nella 'nuova Alitalia' scongiurerebbe l'uscita dell'aviolinea italiana dal'alleanza Sky Team, ipotesi che si verificherebbe qualora l'Alitalia finisse nelle braccia della Lufthansa. Nel frattempo l'azienda è impegnata nella trattativa con i sindacati per il rinnovo della cassa integrazione. Venerdì scorso le parti sono sono lasciate con un nulla di fatto dandosi appuntamento a stamattina al ministero del Lavoro.

Secondo quanto riferiscono fonti sindacali, dopo gli incontri tecnici che si sono svolti la scorsa settimana in sede aziendale, l'azienda avrebbe ridotto le richieste di cassa integrazione straordinaria di 50 unità per il personale di terra (da 950 a 900), di 20 unità per i piloti (da 100 a 80) e di 20 per gli assistenti di volo (da 420 a 400). Inoltre, i sindacati lamentano che il personale di terra in cassa a zero ore rimarrebbe a quota di 200 lavoratori. Tali proposte non vengono considerate sufficienti per raggiungere un accordo e, a questo punto, non rimane che tornare al confronto in sede ministeriale.



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