In Italia una impresa su 10 è gestita da stranieri, soprattutto cinesi e marocchini

Dati del secondo trimestrev 2017 forniti da Unioncamere. Il saldo tra attività avviate e chiuse resta molto positivo. In sei anni il loro numero è cresciuto del 25 per cento

In Italia una impresa su 10 è gestita da stranieri, soprattutto cinesi e marocchini

Continuano ad aumentare le imprese straniere nate e cresciute in Italia. Pur mostrando ritmi di crescita inferiori rispetto al passato, nel secondo trimestre 2017 il saldo tra aperture e chiusure di aziende guidate da persone non nate in Italia che hanno aperto un'attività nel nostro Paese fa segnare ancora un bilancio positivo che ha sfiorato le 7mila unità. Il sistema delle imprese straniere in Italia supera così quota 580mila e se nel 2011 pesava per il 7,2% sull’universo delle imprese totali, nel 2017 la loro incidenza è salita al 9,5%, indice di una popolazione immigrata sempre più attiva.

Questi i dati più rilevanti dell’indagine condotta da Unioncamere-InfoCamere a partire dai dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio, sulla presenza in Italia di imprese guidate da persone nate all’estero, con riferimento al secondo trimestre del 2017.

 

Il settore più sviluppato resta il commercio

Il settore in cui le imprese di stranieri sono maggiormente presenti è quello del commercio (circa 208mila imprese, il 36% di tutte le aziende a guida straniera), seguito dalle costruzioni (132mila, il 23% delle straniere) e da alloggio e ristorazione e manifattura (entrambe prossime alle 45mila unità). Quasi un’impresa di stranieri su tre (il 31,8%) è artigiana. La regione più attrattiva per l’insediamento di imprenditori non italiani è la Lombardia con 113mila realtà, seguita dal Lazio (76mila) e dalla Toscana (54mila).

Marocco, Cina, Romania e Albania sono i Paesi con le comunità di imprenditori immigrati più numerose, facendo riferimento alle sole imprese individuali (le uniche per cui è possibile associare la nazionalità al titolare. Il Marocco, con 68.482 imprese individuali esistenti alla fine del giugno scorso, è la nazionalità più rappresentata; sugli altri gradini del podio la Cina (51.546 imprese) e la Romania (con 49.020).

Un trend costante negli ultimi 6 anni

Il dato di Unioncamere ricalca quello fornito a giugno da Confesercenti, che analizzava anche il tren degli ultimi anni. "Negli ultimi sei anni in Italia le imprese gestite da stranierisono cresciute del 25,8%, a quota 571.255 unità - leggiamo da Wired - mentre quelle in mano a imprenditori italiani sono diminuite del 2,7%. A decretarlo è Confesercenti, il sindacato che rappresenta 350mila piccole e medie imprese dell’artigianato, del turismo e dei servizi. Secondo l’associazione, “mentre gli imprenditori italiani continuano ancora a scontare gli effetti della crisi, le attività condotte da persone nate fuori dall’Italia non smettono di aumentare”. E le stime del sindacato prevedono che, di questo passo, nel 2021 gli stranieri gestiranno 711.898 imprese in Italia. Roma è la “capitale indiscussa dell’imprenditoria straniera, con oltre 48.413 attività non italiane, cresciute di un impressionante 165% negli ultimi sei anni”, recita la nota ufficiale di Confesercenti. Milano è seconda con 33.496 attività, Torino terza a 16.660 mentre a Firenze l’incidenza delle 7.684 imprese straniere sul totale è del 17,3%, la più alta d’Italia".



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