Come è andato il debutto in Borsa di Nexi (pagamenti digitali)

"È il primo giorno di un lungo percorso, quindi vedremo nel tempo", ha detto l'ad Paolo Bertoluzzo

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Nexi/Facebook
Nexi

Debutto amaro a Piazza Affari per Nexi, la maxi matricola dei pagamenti digitali che è sbarcata ieri mattina in Borsa con una quotazione che, fino ad ora, è la più grossa del 2019. I titoli, che sono partiti da un prezzo di 9 euro, hanno chiuso a 8,44, con un calo del 6,22% che le ha spinte addirittura sotto il valore minimo della forchetta di prezzo indicata a inizio collocamento. La capitalizzazione è così scesa dai 5,7 miliardi del debutto a circa 5,35 miliardi.

"È il primo giorno di un lungo percorso, quindi vedremo nel tempo", ha detto l'ad Paolo Bertoluzzo, rivendicando come sia arrivata in Borsa "una società che ha raccolto l'interesse di oltre 340 investitori istituzionali. Crediamo che questa quotazione possa essere motivo di orgoglio anche per il nostro paese, qui nasce una società che fa tecnologia, del fintech".

Lo sbarco a Piazza Affari, tuttavia, "dal punto di vista dei nostri piani non cambia niente. Parte di quanto raccolto, circa 700 milioni, sono andati a ridurre il nostro indebitamento, una cosa tipica in operazioni di questo genere. Abbiamo un piano di investimenti molto importante, al di sopra degli standard del nostro settore perché crediamo che per fare innovazione, qualità, sicurezza servono investimenti".

Il manager si è soffermato anche sul fronte delle possibili operazioni straordinarie, spiegando come al momento non ci sia niente di concreto sul tavolo. Nexi è pronta a cogliere eventuali occasioni che creino valore per gli azionisti "ma di progetti al momento non ce ne sono". "Di contatti fra operatori ce ne sono tutti i giorni, ma non ci sono progetti se non di fare bene con il nostro piano", ha aggiunto rispondendo a una domanda sulla società scandinava Nets.

"Non c'è niente sul tavolo con Sia", ha continuato. In generale per il manager è "un passaggio bello per l'Italia" avere quella che per ora è la più grande quotazione del 2019 e che nel Paese c'è "una delle prime 5 in Europa". "Ci siamo dati un'ambizione folle. Dobbiamo dare un contributo serio al modo in cui gli italiani pagano: più sicuro più semplice più digitale", ha concluso.



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