AGI - Si è svolta oggi al Palazzo del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del presidente del consiglio di amministrazione di Eni Giuseppina di Foggia e dell’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi, la cerimonia di premiazione degli Eni Award. Giunto alla sua diciottesima edizione, il premio è riconosciuto a livello internazionale nel mondo della ricerca e si contraddistingue per il focus sull’energia e sull’ambiente, argomenti su cui è sempre più necessario e urgente promuovere la collaborazione all’interno della comunità scientifica. Il premio testimonia l’importanza che la ricerca e l’innovazione tecnologica hanno per Eni e l’impegno dell’azienda a favorire la sostenibilità e l’accesso all’energia, in accordo con i 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Dall’istituzione di Eni Award nel 2008 a oggi, la Commissione Scientifica, che valuta le ricerche candidate, ha visto la partecipazione di scienziati che appartengono ai più avanzati istituti di ricerca a livello mondiale, tra cui anche 6 Premi Nobel.
Descalzi, ricerca essenziale per l'energia
La ricerca è essenziale per l’energia alla luce degli “sconvolgimenti degli ultimi anni”, per trovare nuove strade per consumare meno energia riducendo, allo stesso tempo, le emissioni. Lo ha detto l’ad di Eni, Claudio Descalzi, partecipando al Quirinale alla cerimonia degli Eni Award alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
“Io penso che quello che sta succedendo oggi ha bisogno della tecnologia. Ne ha bisogno per migliorarsi e ne ha bisogno per trovare energia. In cinque anni abbiamo avuto, io penso i più grossi sconvolgimenti mai avuti. In cinque anni è successo di tutto e soprattutto è successo che tutto quello che era stato previsto non è avvenuto”, ha osservato.
“Dicevano che la domanda di petrolio e gas sarebbe scesa. È accaduto il contrario. In questo modo si è investito meno e investito in altre cose. L’energia è diventata importante solo quando ci siamo accorti che non ne avevamo”.
“Il trend degli investimenti sono sulla robotica, sull’IA, sui data center, sullo spazio, sulla difesa, su tutte cose importanti, ma sono tutte attività, tutti strumenti che non danno energia, la consumano, aumentano il consumo di energia”, ha sottolineato Descalzi evidenziando come l’IA al 2030 raddoppierà il consumo odierno.
Secondo l’ad di Eni “i filoni tecnologici di ricerca devono lavorare sulla transizione ma devono lavorare anche sulla possibilità e capacità di far consumare meno energia e soprattutto trovare nuove fonti di energia. Perché il problema è che il carbone nella parte elettrica pesa ancora più del 30%. Tutti dicono che bisogna elettrificare, ma l’elettrone non è una risorsa primaria. Non è che ci sono i giacimenti di elettroni, fai i pozzi e prendi gli elettroni, poi li metti in rete. Magari qualcuno lo pensa, ci crede. Dovremmo spiegargli che non è così, è un vettore secondario. Lo produci col carbone, lo produci con il gas, col nucleare, con le rinnovabili. Ma l’elettricità da sola non risolve il problema se a monte non si trovano delle soluzioni differenti per poter avere meno emissioni di CO2”.
“Dobbiamo cercare anche nuove fonti di energia. Prima si pensava di poter creare degli hub della raffinazione, degli hub del gas, degli hub dell’energia. Una specie di negozi dove andavamo e compravamo quello che serviva. La Russia, il Qatar erano dei paesi che avevano la capacità, le competenze, gli investimenti per produrre energia che vendevano. Oggi non è più così. Noi stiamo comprando la nostra energia adesso da Norvegia e Stati Uniti. Non ci sono altri posti. Ecco perché l’attività esplorazione e produzione sta riprendendo. Perché bisogna andare a trovare le risorse, investire, prendere rischi, cose che ci avevano detto che non si doveva più fare perché non ce n’era bisogno. Quindi siamo in una situazione in cui abbiamo bisogno di questo collante scientifico, tecnologico, per trovare nuove fonti”, ha dichiarato Descalzi.
In questo senso, ha proseguito, “quando parliamo di fusione, energia che viene da un feedstock, da risorse che sono isotopi di idrogeno, quindi acqua, ci porterebbe via dalla schiavitù, da questo rapporto di dipendenza tra chi ha energia e chi non ce l’ha. Dobbiamo investire in queste tipologie di iniziative scientifiche. Tecnologie, ricerca, mettere soldi, mettere la testa, perché quello sì che ci porterebbe via da questa schiavitù e da questo rapporto di forza che ormai esiste a livello mondiale. Il discorso è proprio quello di orientare la ricerca proprio laddove serve”.
“Questo serve alla ricerca ma chi ha la responsabilità di queste cose?” ha rimarcato Descalzi, “i ricercatori? Sì, sicuramente i ricercatori, ma soprattutto le società finanziatrici, le aziende che investono in startup. Sappiamo che lo fanno le Università, ma hanno tempi lunghi, non sono inserite in un ciclo industriale. Servono investitori, società come Eni per esempio, e questo è lo spirito di Eni Award. Ma serve anche la funzione pubblica, serve una funzione pubblica competente che capisca che l’energia è una priorità, non è accessoria. Tutto parte dall’energia, che sia la sanità, che sia l’infrastruttura, tutto parte dall’avere energia. E una società, ha bisogno di energia per svilupparsi”.
Bisogna puntare su quelle ricerche “che servono alla società, non solo quelle che sono nel mainstream, stereotipate, che fanno i titoli dei giornali. La ricerca non fa titoli dei giornali, lavora. Dobbiamo pensare che alla fine, le risorse più importanti sono i ricercatori, quelle persone che riescono a disegnare il futuro”, ha concluso Descalzi.
Di Foggia, ricerca è futuro, parte dello sviluppo
"Gli Eni Award sono un modo concreto per dare un segnale: che la ricerca è parte integrante dello sviluppo, dell'innovazione e del nostro futuro. Sono orgogliosa di rappresentare oggi un'azienda che ha scelto di investire nella ricerca e di riconoscere il valore di chi la fa". Lo ha detto la presidente di Eni, Giuseppina Di Foggia, al Quirinale, nel corso della cerimonia degli Eni Award.
"È questa la ragione per cui Eni considera da sempre l'innovazione parte della propria identità. La ricerca e lo sviluppo, insieme alla tecnologia e all'evoluzione digitale, sono per noi leve essenziali per trasformare il nostro modo di fare impresa e accompagnare la transizione energetica. Quest'anno gli Eni Award compiono diciotto anni. In questo periodo abbiamo visto cambiare profondamente la scienza, la tecnologia, l'energia e il mondo nel quale operiamo. E abbiamo visto quanto la ricerca sia stata determinante nel guidare questi cambiamenti. Oggi premiamo 13 ricerche, a fronte di quasi 700 candidature, un numero in crescita rispetto agli scorsi anni, che testimonia una partecipazione e un interesse sempre maggiori. E sono particolarmente orgogliosa che due dei tre premi principali siano stati assegnati a due donne. E che una di loro sia italiana: erano dieci anni che uno dei tre premi principali non veniva assegnato a un ricercatore italiano. Naturalmente, nel mondo ci sono molti altri ricercatori che meriterebbero di essere riconosciuti e sostenuti. E forse è proprio questo il significato più profondo di un premio come l'Eni Award: non limitarsi a celebrare il valore di chi oggi riceve questo riconoscimento, ma contribuire a generare un effetto che si propaghi, alimentando nel tempo maggiore attenzione, fiducia e sostegno alla ricerca. Perché ogni riconoscimento dato alla ricerca può diventare un incentivo per sostenerne altra, innescando un circolo virtuoso capace di ampliare le opportunità e di guardare più lontano", ha concluso Di Foggia.
Premio Transizione Energetica: Véronique Gouverneur
Il premio Transizione Energetica, uno dei tre riconoscimenti principali, che valorizza le migliori innovazioni per la decarbonizzazione dell’attuale sistema energetico, è stato assegnato alla Professoressa Véronique Gouverneur della University of Oxford (Regno Unito). Il suo lavoro pionieristico ha aperto nuove prospettive nella chimica del fluoro, sviluppando processi più sicuri e sostenibili per produrre composti utilizzati nelle batterie, ma anche nei farmaci e nei prodotti per l’agricoltura. Queste tecnologie consentono infatti di evitare la produzione di acido fluoridrico, una sostanza altamente critica, riducendo i consumi energetici e l’impatto ambientale. Gouverneur ha inoltre dimostrato che è possibile recuperare il fluoro dai rifiuti industriali, in un’ottica di economia circolare.
"Proprio perche' conosciamo da vicino questo lavoro, sappiamo quanto sia difficile fare ricerca", ha proseguito. "Significa provare a vedere quello che ancora non c'e'. Significa studiare, lavorare, insistere. E significa avere passione, pazienza e soprattutto coraggio. Ma chi fa ricerca ha, soprattutto, un punto di vista privilegiato sul futuro. Lavora su cio' che ancora non esiste, anticipando soluzioni e tecnologie fondamentali che potranno incidere concretamente sulla nostra vita e sul nostro modo di lavorare".
Premio Frontiere dell’Energia: Laura Gagliardi
Il premio Frontiere dell’Energia, per ricerche che rivoluzioneranno il paradigma energetico del futuro, è stato assegnato alla Professoressa Laura Gagliardi della University of Chicago (Stati Uniti). La ricerca di Laura Gagliardi ha sviluppato modelli matematici avanzati, basati sulla meccanica quantistica, che permettono di prevedere le proprietà dei materiali prima ancora di realizzarli in laboratorio, accelerando la sperimentazione. Il suo lavoro si concentra sulla progettazione di materiali innovativi per l’energia e l’ambiente, tra cui le strutture reticolari, vere e proprie “spugne molecolari” capaci di catturare l’anidride carbonica direttamente dall’aria e raccogliere acqua dall’umidità atmosferica. Questi studi contribuiscono inoltre a migliorare l’efficienza dei processi catalitici, aprendo nuove prospettive per lo sviluppo di tecnologie energetiche più sostenibili.
Premio Soluzioni Ambientali Avanzate: John F. Hartwig
Il premio Soluzioni Ambientali Avanzate, dedicato a ricerche per la salvaguardia e l’uso sostenibile delle risorse naturali, è stato assegnato a John F. Hartwig della University of California, Berkeley (Stati Uniti). Il suo contributo rivoluzionario al riciclo della plastica si basa sullo sviluppo di un processo catalitico scalabile e sostenibile, che consente di scomporre il polietilene e il polipropilene, tra le plastiche più diffuse al mondo, nei loro componenti fondamentali, riutilizzabili per produrre nuovi materiali senza perdita di qualità. Un’innovazione che favorisce il riciclo circolare della plastica, riducendo i rifiuti, il consumo di materie prime fossili e le emissioni, contribuendo alla salvaguardia dell’ambiente.
Giovane Ricercatore dell’Anno: Magherini e Trevisi
Il premio Giovane Ricercatore dell’Anno è rivolto a ricercatori che hanno conseguito il dottorato di ricerca in università italiane; i due riconoscimenti sono stati assegnati a Leonardo Magherini e Filippo Trevisi. Leonardo Magherini, del Politecnico di Torino, nella sua tesi di dottorato, ha studiato i meccanismi di trasporto di diverse tipologie di particelle presenti nell’acqua, che possono avere una duplice natura: rappresentare una potenziale criticità per l’ambiente oppure costituire potenti strumenti per la bonifica. Filippo Trevisi, del Politecnico di Milano, ha esplorato una nuova classe di tecnologia eolica, i ventoplani, velivoli vincolati a terra da un cavo, che volano velocemente lungo traiettorie circolari ad alta quota, utilizzabili anche laddove non è possibile installare turbine eoliche tradizionali.
Giovani Talenti dall’Africa
La sezione Giovani Talenti dall’Africa, istituita nel 2017 in occasione del decennale di Eni Award e dedicata ai giovani talenti dal continente africano, conferisce, in questa edizione, due premi, assegnati a Nosakhare Jeremiah Aigbedion della Pan African University Institute for Basic Sciences, Technology and Innovation (Kenya) e a Gosego Keotshepile Mapula Sedikelo della University of South Africa (Sud Africa). I dottorandi vincitori ricevono un premio per potenziare e arricchire la loro attività di ricerca durante il corso di dottorato che stanno frequentando presso le università di appartenenza. La ricerca di Nosakhare Jeremiah Aigbedion punta a sviluppare nuove leghe metalliche più resistenti e durature per migliorare l’accumulo di energia da impianti solari a concentrazione e consentire la produzione di elettricità anche dopo il tramonto, favorendo un approvvigionamento energetico più stabile e sostenibile in Africa. La ricerca di Sedikelo sviluppa un metodo innovativo e sostenibile che utilizza gli ultrasuoni per recuperare metalli preziosi, come litio, nichel e cobalto, dalle batterie esauste, consentendone il riutilizzo nella produzione di nuove batterie e riducendo l’impatto ambientale.
Eni for Innovation: i progetti dei ricercatori Eni
Per la sezione Eni for Innovation, che elegge i progetti più innovativi sviluppati da ricercatori ed esperti tecnici Eni, sono stati premiati: Mario Baldassarre, Mauro Burattini, Rosa Carbone, Davide Chianetta, Davide Deriu (Eni) per aver sviluppato un processo innovativo per la valorizzazione degli scarti alimentari, massimizzando la resa a prodotti energetici (categoria: soluzione tecnologica); Fabio Assandri, Francesco Bonacini, Angelo Ferrando, Ilic Formigoni, Marzia La Barbera, Mirco Nodari, Nicola Vecchini (Versalis) per aver sviluppato una tecnologia avanzata di pirolisi per il riciclo di rifiuti plastici misti a composizione altamente variabile (categoria: soluzione tecnologica); Francesco Cannarile, Aurora Cerabolini, Roberto Grandi, Lorenzo Lancia, Debora Parisi, Gianmaria Tarantino (Eni) per aver sviluppato una metodologia per la specializzazione efficiente di modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) applicabili ai domini aziendali (categoria: soluzione digitale).
Menzione speciale Eni Joule for Entrepreneurship
Anche quest’anno Eni, attraverso Joule, la sua Scuola per l’Impresa, ha conferito la Menzione speciale Eni Joule for Entrepreneurship, un riconoscimento rivolto a team, spin off universitari, startup e finalizzato a sostenere l’applicazione, la valorizzazione e il trasferimento delle tecnologie per lo sviluppo di un ecosistema dell’innovazione sostenibile. Tre le startup che si sono distinte: Alkelux produce un nanopolimero ecosostenibile impiegato come additivo nel packaging alimentare, valorizzando gli scarti di lavorazione agricola e rendendo la filiera più sostenibile. La seconda è Hypermeteo, che raccoglie, elabora e distribuisce dati e indici meteo-climatici certificati ad alta risoluzione unendo dati osservativi globali a intelligenza artificiale e algoritmi proprietari per trasformare l’informazione meteorologica in valore digitale. Algae Scope, infine, propone alternative sostenibili ai PFAS (sostanze chimiche tossiche e inquinanti) sviluppando e trasformando le alghe marine in una polvere naturale e atossica in grado di rendere i tessuti e i materiali idrorepellenti e ignifughi.
Attualmente sono aperti i bandi per l’edizione 2027 di Eni Award. Il termine per presentare le candidature è fissato al 20 novembre 2026.