AGI - Il governo ha approvato il Dpfp in un contesto che il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti definisce "particolarmente complesso sotto molteplici profili". "Fare previsioni diventa sempre più complicato e ovviamente anche tenere i percorsi di finanza pubblica", ha detto Giorgetti nella conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri che aggiunge: "Tenuto conto di una crescita del Pil, che abbiamo aggiornato per quanto riguarda il 2026 all'1% rispetto all'originaria stima prudente dello 0,6%".
Sul fronte della spesa, il ministro ha spiegato che il governo conferma il percorso già delineato. "Confermiamo il sentiero della spesa", ha affermato. Nella relazione è previsto uno scostamento di bilancio pari allo 0,3% del Pil per la difesa e allo 0,3% per l'energia, sia nel 2027 sia nel 2028. "Non vi nascondo, sarebbe veramente da superficiali, l'attenzione con cui monitoriamo costantemente la situazione dell'andamento sia dell'inflazione sia dei tassi di interesse".
Giorgetti su Dpfp. difesa ed energia
"Confermiamo in termini programmatici il sentieri di spesa così come era nei programmi, viene aggiornato in ragione della richiesta al Parlamento dell'attivazione della National Escape Clause: questo scostamento è quantificato per il 2027 dello 0,3% per quanto riguarda energia e altrettanto per la sicurezza, analoga previsione per il 2028". Queste le parole del ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, nella conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri. "Rispetto alle intenzioni di qualche settimana fa - ha aggiunto - abbiamo deciso di ridurre, ridimensionare lo sforzo richiesto per quanto riguarda la difesa".
"Monitoro giorno per giorno, oggi la mia risposta è probabilmente diversa da un mese fa. L'approccio deve essere un attimo più prudente" rispetto a quanto è stato annunciato e riportato nelle ultime settimane. "Il contesto chiaramente richiede maggiore attenzione".
Su Lagarde "è opportuno fare chiarezza"
Giorgetti è intervenuto anche sulle indiscrezioni relative a un possibile passo indietro della presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde. "Non entro nella testa della governatrice Lagarde, credo però che sia opportuno fare chiarezza su questa vicenda", ha detto il ministro rispondendo alle domande dei giornalisti.