AGI - Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy rende noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall'Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, in data odierna - sabato 26 settembre 2026 - il prezzo medio dei carburanti in modalità 'self service' lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,158 euro al litro per la benzina e 2,357 euro al litro per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,252 euro al litro per la benzina e 2,439 euro al litro per il gasolio.
Il rialzo del costo del diesel è dovuto al fatto che scatta oggi il taglio dello sconto fiscale sul gasolio da 12,2 a 6,1 centesimi di euro al litro.
CGIA: "Da inizio conflitto Usa-Iran costo diesel +36%"
In un'analisi dell'Ufficio studi della Cgia di Mestre si legge che "sono trascorsi 7 mesi dall'inizio del conflitto tra Stati Uniti e Iran e l'impatto sui prezzi dei Carburanti è stato pesante: la benzina è salita del 29 per cento e il diesel addirittura del 36 per cento".
Codacons: "Stangata sul gasolio, 32 euro a pieno"
Con i nuovi prezzi dei carburanti aggiornati ad oggi "la stangata sul gasolio sfiora da inizio guerra la maxi-cifra di 32 euro a pieno". Lo afferma il Codacons, che sottolinea inoltre come il dimezzamento dello sconto sulle accise da 12,2 a 6,1 centesimi di euro scattato oggi "non sia stato ancora interamente trasferito sui listini finali alla pompa, destinati a salire ulteriormente nelle prossime ore". Rispetto al 27 febbraio scorso, prima dell'inizio del conflitto in Medio Oriente, "un litro di gasolio costa oggi 63,4 centesimi di euro in più, con un incremento in sette mesi del +36,8%", analizza il Codacons. La benzina nello stesso periodo "è salita di 48,6 centesimi di euro al litro, pari ad un aumento del +29%.Da inizio conflitto per un pieno di gasolio sulla rete ordinaria gli italiani spendono 31,7 euro in piu', mentre per la benzina la maggiore spesa e' da 24,3 euro a pieno".
"Decisione di ENI dimostra che ci sono margini"
"La decisione di Eni di fissare un tetto massimo ai prezzi praticati alla pompa dimostra come, in una fase eccezionale, esistano margini concreti per contenere l'impatto delle tensioni internazionali sui consumatori", afferma Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons.
"Per questo chiediamo al governo - prosegue - di valutare con urgenza l'introduzione di strumenti temporanei di contenimento dei prezzi dei carburanti, compresa l'ipotesi di un price cap, accompagnandoli con un monitoraggio rigoroso dell'intera filiera, dalle quotazioni internazionali e dai prezzi all'ingrosso fino ai listini praticati alla pompa. Di fronte ad aumenti di questa portata occorre tutelare famiglie e imprese, garantire la massima trasparenza nella formazione dei prezzi e verificare che le variazioni della componente fiscale siano trasferite in modo corretto e tempestivo sui listini finali".