AGI - Donald Trump ha confermato che gli Stati Uniti sono intervenuti a sostegno dello yen sul mercato valutario, un "gesto di amicizia" nei confronti del Giappone, secondo il presidente americano, e anche "positivo per l'economia globale".
Citando tre fonti anonime vicine alla vicenda, il Financial Times ha riportato che "la Federal Reserve Bank di New York ha preso la decisione insolita di vendere euro per acquistare yen per conto del Tesoro" venerdì, in coordinamento con il Giappone.
Interpellato a bordo dell'Air Force One sui motivi che hanno spinto Washington a spendere denaro per sostenere la valuta giapponese, Donald Trump ha risposto: "Perché abbiamo un buon rapporto con il Giappone". Gli Stati Uniti trarranno un "beneficio finanziario" da questa decisione, ha insistito il presidente USA, ma "è stato prima di tutto (...) un gesto di amicizia", ha aggiunto.
"Siamo molto, molto forti finanziariamente. Loro, come sapete, hanno uno yen in indebolimento e avevano bisogno di un piccolo aiuto. E noi siamo sempre al fianco del Giappone. Il Giappone è stato molto generoso con noi, con l'eccezione, ovviamente, di Pearl Harbor", ha dichiarato.
Le conferme da Tokyo e Washington
Questo intervento ha coinciso con l'improvviso apprezzamento della valuta giapponese, che a luglio ha raggiunto i livelli più bassi dal dicembre 1986, toccando quota 163,24 yen per dollaro, appesantita dal differenziale dei tassi di interesse tra Giappone e Stati Uniti.
A Tokyo, anche la Ministra delle Finanze giapponese Satsuki Katayama ha confermato l'intervento congiunto dei due Paesi, specificando che il suo ministero aveva "acquistato yen in coordinamento con il Dipartimento del Tesoro statunitense" venerdì. "Questa azione congiunta (...) ha contribuito a contrastare l'eccessiva volatilità e i movimenti disordinati dello yen negli ultimi mesi (...) Non esiteremo a condurre ulteriori interventi comuni", ha affermato in una nota.
Un messaggio simile è giunto dal Segretario del Tesoro statunitense Scott Bessent: "Non esiteremo a partecipare a ulteriori interventi congiunti", ha dichiarato su X, citando la sicurezza economica e l'alleanza tra Stati Uniti e Giappone tra le ragioni di questa decisione.
Volumi dell'operazione e impatto economico
Venerdì, lo yen veniva scambiato a 160,53 contro il dollaro, dopo aver raggiunto quota 158 il giorno precedente, in seguito alle voci di un intervento del governo giapponese. Secondo gli analisti citati dal Financial Times, l'intervento giapponese ammonterebbe a circa 52,8 miliardi di dollari, mentre il quotidiano economico Nikkei lo stima tra i 37,5 e i 44 miliardi di dollari.
E secondo il quotidiano britannico, si tratterebbe della prima iniziativa coordinata tra Stati Uniti e Giappone a sostegno dello yen dal 1998. Uno yen molto debole aumenta meccanicamente il costo delle importazioni giapponesi, in particolare degli idrocarburi quotati in dollari, mentre i prezzi del petrolio sono saliti alle stelle quest'anno, alimentando persistenti pressioni inflazionistiche nell'arcipelago.