AGI - L'OPEC+ ha approvato un aumento delle quote di produzione petrolifera di circa 188.000 barili al giorno a partire da settembre. Lo ha annunciato il cartello di produttori, in una mossa che azzera definitivamente i tagli volontari da 1,65 milioni di barili/giorno decisi nel 2023.
"I sette Paesi partecipanti hanno deciso di attuare un adeguamento della produzione di 188.000 barili al giorno", un livello simile a quello dei mesi scorsi, sottolinea la dichiarazione congiunta diffusa dopo un meeting online.
Tra la fine del 2022 e il 2023, il gruppo ha cercato di contrastare l'erosione dei prezzi del greggio e ha deciso di attuare significativi tagli alla produzione, per un totale di quasi 6 milioni di barili al giorno (mb/g) suddivisi in tre tranche distinte. Ma Arabia Saudita, Russia, Iraq, Kuwait, Kazakistan, Algeria, Oman ed Emirati Arabi Uniti (prima della loro uscita dall'organizzazione il 1° maggio) hanno successivamente cambiato strategia, reintroducendo gradualmente il petrolio sul mercato a partire dal 2025.
Il contesto di mercato e le prospettive per fine anno
A causa delle interruzioni delle esportazioni dal Golfo, dalla Russia e dal Kazakistan causate dalle guerre in Iran e Ucraina, i successivi aumenti mensili dell'OPEC+ per gran parte di quest'anno sono rimasti per lo più sulla carta con un impatto minimo sul mercato.
Anche se fonti dell'OPEC+ avevano affermato prima dell'incontro che il gruppo avrebbe probabilmente sospeso gli aumenti della produzione per il quarto trimestre, la dichiarazione di oggi non fa alcun riferimento a ciò che potrebbe essere concordato per gli ultimi tre mesi del 2026.
Una pausa era ancora un'opzione fattibile, ha osservato Jorge Leon, un analista di Rystad. "L'OPEC+ ha terminato i suoi tagli volontari. La prossima sfida è gestire il surplus che potrebbe emergere con la normalizzazione dei flussi di esportazione", ha affermato. "Dopo aver completato la campagna di ripristino — è la riflessione — l'OPEC+ ha pochi incentivi ad affrettarsi verso ulteriori cambiamenti dell'offerta. Il nostro scenario di base è una pausa nel quarto trimestre mentre il gruppo si prepara per i negoziati sulle quote del 2027".
Preoccupazioni per le infrastrutture e negoziati futuri
L'OPEC+ ha riferito che oggi si è tenuto anche un meeting separato del Comitato ministeriale congiunto di monitoraggio che ha ribadito la preoccupazione per gli attacchi alle risorse energetiche nei raid di USA e Israele contro l'Iran, affermando che sono costosi e richiedono molto tempo per essere riparati e quindi hanno un impatto sull'offerta.
Con l'accordo sull'aumento della produzione di settembre, l'OPEC+ ha ancora in atto un ulteriore livello di tagli alla produzione che si applicano alla maggior parte dei membri del gruppo. Questi tagli di circa 2 milioni di barili giornalieri risalgono al 2022 e dovrebbero rimanere in vigore fino alla fine di quest'anno.
L'OPEC+ sta effettuando una revisione della capacità di produzione di petrolio dei suoi membri che verrà utilizzata per le linee di base di produzione del 2027. E si trova ad affrontare trattative potenzialmente difficili sulle nuove quote di produzione, con alcuni membri, compreso l'Iraq, che spingono per quote individuali più elevate. L'OPEC+ "si sta preparando a discussioni potenzialmente difficili", secondo gli analisti di DNB Carnegie, poiché questa revisione è destinata a servire da base per una revisione delle quote dell'organizzazione a partire dal prossimo anno.
L'OPEC+ comprende 21 membri, tra cui l'Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio insieme alla Russia e ad altri alleati. Negli ultimi anni solo i sette principali Paesi produttori (e gli Emirati Arabi Uniti fino alla sua partenza) sono stati coinvolti nella gestione della produzione mensile. Il prossimo incontro è fissato per il 6 settembre, per valutare le quote del mese di ottobre.