AGI - Riportare la Russia con inno e bandiera nello sport mondiale senza polemiche e soprattutto senza rischi di boicottaggi, sarà una delle sfide più grandi dei prossimi mesi, forse anni, del Comitato Olimpico Internazionale (Cio), della sua presidente Kirsty Coventry e delle federazioni internazionali.
A due anni dalle Olimpiadi di Los Angeles 2028, quasi quattro dall'edizione invernale 'Alpes 2030', la Russia scalpita per tornare a recitare il ruolo di superpotenza nello sport, settore tutt'altro che marginale nel Paese che spazia da Kaliningrad sul Baltico alla Chukotka a 80 km dagli Stati Uniti.
La resistenza dell'Europa e dei Paesi Baltici
Sulla strada verso la riabilitazione completa della Russia nello sport, il Cio nei giorni scorsi ha revocato la sospensione del Comitato olimpico russo raccomandando alle federazioni di far ritornare i russi almeno come atleti neutrali (Ain). C'è però la forte resistenza di gran parte dell'Europa, in particolare dei Paesi Baltici e nordici che hanno già fatto sentire la loro voce minacciando boicottaggi. L'Ucraina nei confronti del Cio ha chiosato, 'vergogna'.
L'Estonia, ad esempio, dopo aver deciso di non invitare gli atleti russi, ha perso l'organizzazione degli Europei sia di scherma che di tiro a segno. Negli sport acquatici la confederazione dei Paesi nordici ha minacciato di non scendere in acqua e di non organizzare eventi e per questo, al momento, gli atleti russi gareggiano in forma neutrale rispettivamente con l'acronimo 'Nab'.
Le federazioni che hanno riaperto ai russi
Il Cio dopo l'ultimo Esecutivo ha demandato alle singole federazioni la decisione di tornare ad organizzare manifestazioni internazionali sul territorio russo. Al momento attuale sono sette le federazioni internazionali che hanno acceso il semaforo verde per degli atleti russi e bielorussi con inno, bandiere, acronimo 'Rus' e 'Blr' e colori nazionali.
La prima federazione che ha cancellato qualsiasi restrizione era stata quella di judo nel novembre del 2025 (i primi atleti neutrali erano scesi sul tatami già nell'estate 2022). A seguire taekwondo, lotta, dall'aprile scorso gli sport acquatici sotto l'egida di World Aquatics (nuoto, pallanuoto, tuffi, sincro), da maggio ginnastica artistica e ritmica, da giugno il sollevamento pesi, da luglio la scherma e da agosto il pentathlon moderno.
Ad anticipare tutti era stato l'Ipc, ovvero il Comitato Paralimpico Internazionale che a fine settembre dello scorso anno aveva votato a maggioranza per la riammissione di russi e bielorussi consentendo loro la partecipazione ai Giochi paralimpici invernali di Milano Cortina 2026 con inno, bandiere e divise.
World Athletics, l'unica a dire ancora no
A livello mondiale c'è una federazione che esclude i russi da ormai quasi undici anni: è World Athletics. L'atletica guidata da Lord Sebastian Coe, oro olimpico nei 1500 a Mosca '80 ed avversario di Coventry alla presidenza del Cio (marzo 2025), dopo aver escluso la Russia nel novembre 2015 per il doping di Stato non ha più riammesso gli atleti russi, nemmeno a livello individuale.
La decisione del Cio di revocare la sospensione del Comitato olimpico russo è arrivata pochi giorni dopo che World Athletics aveva confermato il 'no' assoluto al ritorno dei russi. L'ultima partecipazione della Russia ad un evento olimpico è stata quella di Rio de Janeiro 2016.
La decisione del Cio
Il Cio, invece, dopo aver raccomandato l'11 dicembre 2025 di ripristinare inno e bandiera per Russia e Bielorussia fino alla categoria under 23, ora ha deciso di consentire il ritorno alle gare dei russi e bielorussi anche a livello senior, squadre comprese, riservandosi di prendere successivamente la decisione della riammissione totale, ovvero con inno e bandiera.
Tante federazioni, dal ciclismo al canottaggio, dal triathlon al tennis, dal badminton al tennistavolo, ammettono la partecipazione dei russi e bielorussi in forma neutrale.
Gli sport invernali
Per quanto concerne gli sport invernali, l'unica federazione che ha deciso di aprire, almeno in forma neutrale, è quella degli sport del ghiaccio (Isu). Niente russi nello slittino e bob, come anche nel calcio e nell'hockey su ghiaccio. Quest'ultima federazione (Iihf), che andrà alle attese elezioni il 2 ottobre, nel maggio scorso ha riammesso alcune nazionali, giovanili e femminili.
Il percorso dal 2022 a oggi
Con la raccomandazione del Cio del 26 febbraio 2022, due giorni dopo l'invasione militare di Mosca in Ucraina, di escludere atleti, squadre e funzionari russi e bielorussi dallo sport mondiale, nell'estate del 2023 sono iniziate le prime aperture. Autorizzazioni finalizzate alle qualificazioni per le Olimpiadi di Parigi 2024. La partecipazione era ammessa solo a livello individuale e neutrale (Ain) ma solo per atlete e atleti che non si erano detti pubblicamente a favore dell'operazione militare speciale di Mosca e non dovevano essere tesserati per società militari o di forze di sicurezza.