AGI - In un mondo segnato da conflitti (armati e commerciali), le materie prime critiche non sono più un tema di settore, ma uno degli asset strategici su cui si gioca la competitività industriale dell’Italia e da cui dipende la transizione energetica. Infatti batterie, reti elettriche, tecnologie digitali, mobilità elettrica, energie rinnovabili e sistemi avanzati per la difesa dipendono tutti dall’accesso a materiali strategici.
Il convegno su energia e materie prime
Il messaggio centrale emerso dal convegno "Energia e materie prime per la competitività delle filiere produttive", organizzato ieri da Assorisorse segna l’inizio di un percorso di “connessione fisica” tra tutti i protagonisti del settore (istituzioni, imprese, sindacati, mondo accademico e della finanza).
“Abbiamo respirato un’aria di ottimismo ora dobbiamo passare alle azioni concrete, costruiamo una nuova filiera in Italia per mettere a sistema tutti gli attori dei minerali critici”, l’invito della ‘padrona di casa’, Francesca Zarri presidente dell’associazione che ha tirato le somme di un intenso pomeriggio di dialogo.
Urso, l'autonomia strategica non è una scelta ma una priorità
Riuniti nella sala di Roma Eventi (a due passi da Piazza di Spagna), i rappresentanti di oltre 120 aziende tra produttrici di energia e materie prime, dei servizi e rappresentanti della ricerca e dell’università. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha dato il via ai lavori.
"Il paradigma del nostro tempo è il conflitto geopolitico, commerciale, energetico. Le crisi degli ultimi anni hanno dimostrato quanto siano vulnerabili le catene di approvvigionamento e quanto la competitività dell'Europa dipenda dalla sicurezza energetica e delle materie prime critiche. Per questo l'autonomia strategica non rappresenta più una scelta, ma una priorità”.
Sulle materie prime critiche, l’Italia “ha scelto di giocare d’anticipo, candidandosi a ospitare uno dei primi hub europei di stoccaggio strategico, con Porto Marghera al centro di una proposta di sistema che valorizza la nostra forza logistica, industriale e manifatturiera, ga spiegato infine il ministro.
video intervista a Francesca Zarri, presidente di Assorisorse
Brusco: "Senza sicurezza energetica non c'è competitività industriale"
“Senza sicurezza energetica non c’è competitività industriale” ha sottolineato Guido Brusco, presidente di Confindustria Energia. "Oggi - ha proseguito - il rischio concreto è che l’Europa perda capacità produttiva, investimenti e occupazione se non affronta con decisione il nodo del costo e della disponibilità dell’energia, abbandonando approcci ideologici e puntando su soluzioni pragmatiche ed efficienti”.
video intervista a Guido Brusco, presidente di Confindustria Energia
Le miniere non sono scomparse in Italia
Le miniere non sono scomparse in Italia. Anzi. Sono attive circa 76 miniere, distribuite principalmente in Sardegna, Piemonte, Sicilia, Toscana, Lazio e Calabria. Non si estraggono più grandi quantità di metalli come in passato. La produzione è ora concentrata sui minerali industriali: feldspato, fluorite, salgemma, bentonite, caolino e talco.
Si tratta di materiali poco conosciuti ma fondamentali per numerose filiere produttive. Complessivamente, Assorisorse rappresenta circa 30 siti estrattivi che producono oltre 7 milioni di tonnellate di minerali all'anno, un volume destinato principalmente all'industria manifatturiera nazionale ed europea. Il feldspato, ad esempio, alimenta la produzione di ceramiche e vetro, settori nei quali l'Italia è tra i leader mondiali.
"Filiere resilienti"
Dal ‘summit’ promosso da Assorisorse è emerso un quadro condiviso: sicurezza degli approvvigionamenti, disponibilità di materie prime critiche e capacità industriale rappresentano oggi elementi sempre più interdipendenti e sono alla base della competitività di molte altre filiere produttive.
La sfida non riguarda più infatti soltanto la disponibilità delle risorse, ma la capacità di costruire filiere resilienti lungo tutta la catena del valore, dall'estrazione alla trasformazione, dal riciclo alle tecnologie che utilizzano questi materiali.
Tra le necessità industriali emerse nella giornata: il rafforzamento della resilienza delle filiere attraverso diversificazione e sviluppo di capacità integrate anche in Europa, favorendo una maggiore integrazione e garantendo tempi e certezza agli investimenti.
video intervista a Ivano Menso - R&D&I+QCLab Director minerali industriali
Gas e biometano
Il rilancio della Gas Release potrebbe andare in questa direzione, infatti dopo anni di forte contrazione, l’estrazione nazionale di gas ha invertito il trend, contribuendo a ridurre la dipendenza dall’estero e a contenere i prezzi del gas, soprattutto in contesti emergenziali sempre più frequenti.
Tuttavia, se non si interviene su alcuni sistemi come, ad esempio, l’Emissions Trade System (ETS) e il regolamento sulle emissioni di metano, la sicurezza degli approvvigionamenti e la diversificazione delle forniture energetiche sono messi in discussione. Un’ulteriore leva strategica per ridurre la dipendenza energetica dall’estero e accelerare il percorso di decarbonizzazione, hanno spiegato i relatori dell’evento, è rappresentata dal biometano, particolarmente rilevante per le imprese hard-to-abate.
Regole, filiere e competenze
Anche per le materie prime critiche oggi bisogna superare le complessità normative, la frammentazione industriale, la complessità e le interdipendenze delle catene del valore e l’incertezza della domanda. Per fare questo, il messaggio restituito dai lavori, è necessaria un’azione coordinata che metta al centro una chiara orchestrazione regolatoria in particolare ambientale, una solida mappatura delle filiere, lo sviluppo di impianti pilota e campioni industriali integrati orizzontalmente e verticalmente per competenza, politiche energetiche competitive, strumenti di stabilizzazione e protezione del mercato e un forte investimento nella formazione di competenze tecnico-scientifiche in grado di sostenere la crescita dell’intero ecosistema.
"Quadro regolatorio e competitività"
Solo un quadro regolatorio chiaro, stabile e prevedibile, spiega Assorisorse, può creare le condizioni per valorizzare l’innovazione, favorendo investimenti di lungo periodo e lo sviluppo di una filiera nazionale ed europea più competitiva.
Dal mondo delle aziende legate ai servizi e alla tecnologia arriva il messaggio che l'energia resta il fondamento della competitività del Paese: oggi la sfida non è solo accelerare la transizione, ma farlo con sistemi capaci di garantire sicurezza, disponibilità e scala industriale. Per riuscirci servono resilienza, innovazione e una filiera che sappia fare sistema, perché la competitività del futuro si costruisce insieme.
Partnership allargate, fare rete, creare sinergie: il filo conduttore che ha legato i protagonisti del convegno nella consapevolezza che l’industria vive un momento complesso e ha bisogno di conoscenza per innovare e utilizzare al meglio i dati, la capacità di analisi andando oltre le frammentazioni.
Le partnership sui materiali critici sono quindi di supporto a tenere alta l’attenzione sulla tematica per costruire insieme qualcosa che tenga insieme imprese, banche e istituzioni.
Zarri: "La sfida è mettere insieme il nostri asset strategici"
Nelle conclusioni, la presidente di Assorisorse, Francesca Zarri, ha richiamato la necessità di affrontare queste sfide con una prospettiva di lungo periodo sottolineando che: "È necessario procedere con la consapevolezza del presente, delle criticità, delle opportunità e delle soluzioni, e avere una visione d'insieme sul futuro. La vera sfida è mettere a sistema i nostri asset strategici: competenze, tecnologia, ricerca e strumenti finanziari capaci di accompagnare la trasformazione”.