AGI - L'intelligenza artificiale (IA) garantisce efficienza, velocità ed economie di scala. Ma non sempre è così. Spesso non si riescono a raggiungere le competenze raggiunte con il duro studio o l'esperienza accumulata in anni di lavoro. A questa deduzione sono arrivati, da ultimo, alla Ford, dove evidentemente hanno appurato che l'IA non ha ottenuto i risultati che gli erano stati commissionati. E allora è scattato il dietrofront richiamando 350 ingegneri senior quando ai piani alti della casa automobilistica si sono convinti che i vari sistemi basati sull'intelligenza artificiale non hanno raggiunto i risultati auspicati. E prima di Ford non sono mancati precedenti illustri che hanno portato a una profonda revisione delle proprie strategie in materia di intelligenza artificiale, come accaduto con i casi di Klarna e McDonald's.
Il caso Ford "L'intelligenza artificiale è uno strumento straordinario, ma vale quanto la qualità delle informazioni con cui viene addestrata", ha spiegato Charles Poon, vicepresidente dell'ingegneria hardware dei veicoli di Ford, ammettendo i limiti dei sistemi basati sull'IA. "Pensavano che bastasse introdurre l'intelligenza artificiale e darle in pasto i requisiti di progettazione esistenti per ottenere un prodotto di alta qualità", ha detto Poon, che evidentemente si è dovuto ricredere. Confermando dunque una convinzione che si sta facendo sempre più strada, ovvero che l'IA non possa sostituire in modo così scontato e automatico l'intelligenza umana, bensì dipende da essa, almeno nelle fasi iniziali, quelle di programmazione, e di sicuro in comparti molto tecnici come l'automazione. L'iniziativa di Ford si inserisce ormai in un filone che si va consolidando sempre di più.
I precedenti, da Klarna a McDonald's
In precedenza ha fatto scuola il caso della fintech svedese Klarna: dopo aver sostituito centinaia di operatori con chatbot basati su OpenAI, la società si è ricreduta tornando ad assumere personale umano per l'assistenza clienti. E questo perché l'IA non garantiva qualità, empatia e fiducia. Secondo i piani originari, il Ceo di Klarna, Sebastian Siemiatkowski, aveva bloccato le assunzioni per puntare tutto sull'automazione, assicurando che l'IA fosse in grado di svolgere il lavoro di 700 dipendenti. Ma ben presto la conclusione è stata che i risultati sono stati inferiori alle aspettative, sia in termini di empatia sia per capacità di risolvere i problemi più complessi, portando l'azienda a ridurre i tagli occupazionali e a riassumere personale umano. Altro caso emblematico è quello di McDonald's che ha sospeso a metà 2024 la sperimentazione del sistema di intelligenza artificiale per gli ordini vocali nei suoi McDrive sviluppato da IBM. La decisione è arrivata in seguito agli innumerevoli errori del sistema, che confondeva le richieste aggiungendo o scambiando ingredienti nei sacchetti dei clienti. C'è chi si è ritrovato il bacon sopra i gelati, un errore da matita rossa anche per i palati meno raffinati. McDonald's non ha rinunciato in prospettiva all'IA, ma per adesso può attendere.