AGI - Con i suoi oltre 75 miliardi di dollari raccolti, l'Ipo di SpaceX riscrive la storia della finanza globale e manda in pensione un primato che resisteva da più di sei anni. Saudi Aramco, la compagnia petrolifera di Stato dell'Arabia Saudita che nel 2019 aveva raccolto fino a 29,4 miliardi di dollari, scende al secondo posto di una classifica dominata per decenni da colossi delle telecomunicazioni, banche cinesi e giganti tecnologici.
SpaceX ora vale quasi tre volte il precedente record. La società spaziale di Elon Musk, fondata nel 2002, costruisce razzi riutilizzabili, gestisce Starlink, la rete di oltre 7.000 satelliti per la connessione internet, e sviluppa Starship, il vettore destinato alle missioni su Marte.
Ecco alcune delle IPO più importanti.
Saudi Aramco e Alibaba
- SAUDI ARAMCO (2019, 29,4 miliardi) - La compagnia petrolifera di Stato dell'Arabia Saudita, fondata nel 1933, è la più grande produttrice di petrolio al mondo. La quotazione avvenne alla Borsa di Riad a dicembre 2019, con il prezzo fissato a 32 riyal per azione per una valutazione di 1.700 miliardi di dollari.
- ALIBABA (2014, 21,8 miliardi) - Il colosso cinese dell'e-commerce fondato da Jack Ma nel 1999 scelse il New York Stock Exchange per il suo debutto, allora il più grande della storia. È uno dei maggiori gruppi mondiali dell'e-commerce e del cloud computing.
Agricultural Bank of China e SoftBank
- AGRICULTURAL BANK OF CHINA (2010, 22,1 miliardi). Debuttò tra Shanghai e Hong Kong diventando una delle maggiori quotazioni nate dall'espansione economica guidata dallo Stato cinese. Anche l'Industrial and Commercial Bank of China, incassò 19,1 miliardi di dollari quotandosi nelle stesse piazze.
- SOFTBANK CORP. (2018, 21,3 miliardi) - Il braccio giapponese di telecomunicazioni del gruppo SoftBank, fondato da Masayoshi Son, quotato alla Borsa di Tokyo. Offre servizi di telefonia mobile e banda larga a decine di milioni di clienti in Giappone. Il titolo perse il 14,5% nel primo giorno di contrattazioni.
Ntt e Visa
- NTT (1998, 18,4 miliardi) - L'operatore mobile NTT DoCoMo, controllato dal gruppo nipponico Nippon Telegraph and Telephone, si quotò alla Borsa di Tokyo nel mezzo della peggiore recessione giapponese del dopoguerra. All'epoca fu la più grande Ipo della storia, record che tenne per oltre un decennio. Nel 2020 la società è stata delistata e riassorbita dal gruppo NTT.
- VISA (2008, 17,9 miliardi) - Il colosso americano dei pagamenti digitali, fondato nel 1958 come divisione di Bank of America, debuttò alla Borsa di New York nel pieno della crisi finanziaria globale. Rimane una delle Ipo più redditizie di sempre per gli investitori di lungo periodo.
Aia ed Enel
- AIA (2010, 17,8 miliardi) - La compagnia assicurativa panasiatica, con radici che risalgono al 1919 a Shanghai, si quotò alla Borsa di Hong Kong dopo essere stata scorporata dal gruppo americano AIG in seguito alla crisi finanziaria del 2008.
- ENEL SpA (1999, oltre 16 miliardi) - La multiutility energetica italiana si quotò alla Borsa di Milano con una doppia quotazione anche a New York, in quella che fu la più grande Ipo europea dell'epoca. È oggi uno dei principali operatori del settore.
Facebook e General Motors
- FACEBOOK (2012, 16 miliardi) - Il debutto al Nasdaq fu uno degli eventi più attesi della storia della Silicon Valley. La società di Mark Zuckerberg, fondata nel 2004, aprì però le contrattazioni in modo burrascoso, con problemi tecnici e un crollo del titolo nei giorni successivi, che rimase sotto il prezzo di collocamento per oltre un anno. Oggi è confluito in Meta.
- GENERAL MOTORS (2010, 15,8 miliardi) - Il colosso automobilistico americano, fondato nel 1908, tornò in Borsa dopo il fallimento del 2009 e il salvataggio da parte del governo federale con 50 miliardi di dollari di fondi pubblici. Fu una delle Ipo più simbolicamente significative della storia recente.