AGI - In un mondo sempre più frammentato, minacciato da guerre e shock energetico, l'economia italiana perde slancio e rischia, nello scenario peggiore, la stagnazione o la contrazione. Il nodo resta la produttività, una sfida "non più rinviabile", ed è cruciale superare le "debolezze" decennali, puntare sull'intelligenza artificiale ma soprattutto sulle competenze dei giovani, perché possano "concorrere al progresso del Paese".
Il governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta, nelle Considerazioni finali in occasione della Relazione annuale, traccia la rotta, in un contesto di incertezza "elevata" in cui le tensioni inflazionistiche richiedono di "ricalibrare" l'orientamento della politica monetaria della Bce per evitare una spirale prezzi-salari.
Shock geopolitici e blocco dello stretto di Hormuz
Il conflitto nel Golfo Persico, ha esordito Panetta, ha "drammaticamente modificato" la situazione globale e la crescita mondiale "è esposta a rischi più numerosi, più interconnessi e più difficili da governare rispetto al passato". "Il blocco dello stretto di Hormuz, attraverso cui transita abitualmente un quinto delle forniture mondiali di petrolio e di gas liquefatto - ha osservato - ha provocato carenze di offerta e forti rincari delle materie prime energetiche".
"Il quadro generale resta fragile", ha avvertito ancora il numero uno di Bankitalia, poiché "con ingenti debiti pubblici e vulnerabilità crescenti nell'intermediazione non bancaria, anche shock circoscritti possono generare effetti a cascata".
In Italia, dal 2019 l'economia ha mostrato una "significativa capacità di tenuta" ma ora "lo slancio si è attenuato", e hanno pesato "il deterioramento del quadro geopolitico, l'inasprimento delle politiche commerciali statunitensi e le difficoltà dell'economia tedesca, principale mercato di sbocco delle nostre esportazioni".
Il conflitto, ha spiegato ancora Panetta, "ha indebolito prospettive già fragili. Secondo le proiezioni, l'attività economica rimarrà debole nei prossimi mesi: negli scenari più sfavorevoli, potrebbe ristagnare o contrarsi".
La sfida della produttività: la leva dell'Intelligenza Artificiale
In prospettiva, ha evidenziato, "il nodo della competitività rischia di tornare centrale" di fronte alla concorrenza cinese che "accresce la pressione anche nei comparti manifatturieri tecnologicamente avanzati". "Senza un deciso aumento della produttività - ha avvertito il governatore - l'economia italiana potrebbe restare ancorata a tassi di crescita strutturalmente modesti". Secondo Panetta, "la demografia rende questa sfida non rinviabile". Pertanto occorre affrontare, ha raccomandato, "le debolezze che da decenni frenano l'economia italiana: la scarsa innovazione, i bassi livelli di capitale umano, la dipendenza energetica".
L'intelligenza artificiale, ha spiegato Panetta, "può divenire una leva decisiva" per rilanciare la produttività, con un contributo di "0,2 punti percentuali all'anno in uno scenario di adozione lenta, e di oltre 1 punto in caso di diffusione rapida e pervasiva". Un'adozione "estesa" dell'IA incontra però "ostacoli significativi, soprattutto tra le imprese minori", e per superarli "l'intervento pubblico può essere decisivo, soprattutto nelle fasi iniziali".
La rivoluzione tecnologica "dev'essere governata", ha ammonito ancora, e il successo dipenderà dalla "capacità di offrire opportunità e futuro ai giovani. Un Paese che innova deve saper valorizzare le competenze, premiare il merito, trattenere e attrarre talenti, consentire a ciascuno di contribuire secondo le proprie abilità. È una questione di efficienza e di giustizia insieme".
Riduzione del debito pubblico, transizione e nucleare
L'Italia, ha tenuto a sottolineare il governatore, "dispone di punti di forza rilevanti" ma "serve una strategia in grado di mobilitare queste risorse: non sussidi generici, ma politiche mirate". Il nostro Paese può contare, infatti, su "conoscenze scientifiche all'avanguardia, risorse umane da valorizzare, un sistema produttivo con eccellenze riconosciute, una solida posizione finanziaria di banche, imprese e famiglie".
Si tratta di "un patrimonio prezioso", ha rimarcato, e "perché diventi un vero vantaggio, occorre orientarlo verso crescita, redditi e prosperità negli anni a venire". La via indicata da Panetta è quindi di imboccare "con decisione un sentiero che consenta di ridurre stabilmente il peso del debito pubblico" liberando così "risorse per la spesa sociale e per lo sviluppo".
E di fronte ai rischi inflazionistici, le "misure mirate e temporanee di sostegno" a famiglie e imprese, "per attenuare l'impatto dei rincari", vanno affiancate da "interventi strutturali volti ad affrontare la vulnerabilità energetica". "Solo accelerando la transizione energetica potremo ridurre stabilmente la dipendenza dall'estero ed evitare che nuovi shock tornino a colpire duramente redditi, competitività e crescita", ha osservato. Il numero uno di Bankitalia ha anche aperto all'energia nucleare: "le nuove tecnologie in via di sviluppo meritano un'attenta valutazione".
Quanto al sistema bancario, per il governatore resta "solido", e il buon livello di patrimonializzazione apre "lo spazio a nuove aggregazioni, nazionali e transfrontaliere".