AGI - Il Ministero dell'economia e delle finanze ha depositato le liste per il rinnovo degli organi sociali di Eni. Con riferimento all'assemblea degli azionisti convocata per il prossimo 6 maggio, il Mef - titolare del 2,16% del capitale e per il tramite della Cassa depositi e prestiti (partecipata all'82,77% dal Mef) di un ulteriore 30,91% - ha depositato, di concerto con il Mimit, la seguente lista per la nomina del nuovo consiglio di amministrazione: Giuseppina di Foggia (presidente); Claudio Descalzi (ad); Matteo Petrella (consigliere); Cristina Sgubin (consigliere); Benedetta Fiorini (consigliere); Stefano Cappiello (consigliere).
Il Ministero dell'economia e delle finanze ha depositato le liste per il rinnovo degli organi sociali di Enel. Con riferimento all'assemblea degli azionisti convocata per il prossimo 12 maggio, il Mef - titolare del 23,59% del capitale - ha depositato, di concerto con il Ministero delle imprese e del made in Italy (Mimit), la seguente lista per la nomina del nuovo consiglio di amministrazione: Paolo Scaroni (presidente); Flavio Cattaneo (ad); Alessandro Monteduro (consigliere); Johanna Arbib Perugia (consigliere); Federica Seganti (consigliere); Tiziana de Luca (consigliere).
Descalzi al quinto mandato, le sfide dell'Ad
Un triennio sulle montagne russe per il settore energetico e per il mondo intero caratterizzato prima dalla guerra in Ucraina con l'urgenza per l'Italia e l'Europa di staccarsi dalla dipendenza del gas russo e proseguito con l'ultimo conflitto in Medio Oriente che ha fatto schizzare le quotazioni energetiche e colpito le forniture dai paesi del Golfo persico. In questa tempesta perfetta, Claudio Descalzi, ha traghettato l'Eni puntando su una strategia, che gli ha permesso di contare sul miglior portafoglio di progetti Exploration & Production (E&P) nella storia della società mentre, sul fronte della transizione energetica, il successo nello sviluppo di modelli di business ha garantito un ritorno agli azionisti e supportato una crescita diversificata. I cosiddetti 'satelliti' come Plenitude ed Enilive che hanno permesso, attraverso la cessione di quote, di confermare il valore di mercato dei nuovi business e liberare risorse addizionali per sostenere la crescita e la trasformazione industriale, necessarie per rimanere leader nella transizione energetica.
Descalzi, nato a Milano nel 1955, laurea in fisica all'Università degli Studi di Milano, viene confermato alla guida del Cane a sei zampe per il suo quinto mandato.
Come detto, le difficoltà non sono mancate in questi 12 anni di governo del gruppo: basti pensare che nel 2014, quando il manager, che ha speso tutta la vita lavorativa all'interno di Eni, è stato nominato alla guida dell'azienda, il petrolio valeva 100 dollari al barile. Di li' a poco le quotazioni crolleranno, fino ai minimi di 27 dollari (gennaio 2016) ma grazie alle misure di efficienza, taglio dei costi ("senza toccare un solo posto di lavoro", ripete sempre l'ad) e alla scoperta di giacimenti negli ultimi anni Eni è diventata un'azienda più agile e forte.
Durante il momento più drammatico del Covid, con i consumi crollati in tutto il mondo e le quotazioni di petrolio sotto i 20 dollari al barile, Descalzi ha modificato il piano strategico, apportando quelle modifiche alle linee di sviluppo che hanno consentito al gruppo di superare 'la tempesta'. Il mondo, non solo quello dell'energia, non si era ancora completamente ripreso dallo shock pandemico che è arrivata, il 24 febbraio del 2022, l'invasione russa dell'Ucraina che ha stravolto i paradigmi su cui si era basata la sicurezza energetica europea. In poco tempo, il Vecchio Continente, ha dovuto fare i conti con l'improvvisa carenza di forniture di gas russo. L'ad di Eni, in stretta collaborazione con il governo Draghi prima e con quello Meloni dopo, si è lanciato nella corsa alla ricerca di fonti alternative.