AGI - Il Senato ha confermato la fiducia sul Dl Bollette nel testo approvato dalla Camera: i sì sono stati 102, i contrari 64, gli astenuti 2. Il provvedimento è legge.
Di seguito, nel dettaglio, i punti principali del decreto varato dal governo a sostegno dei ceti meno abbienti e delle Pmi energivore. Il dibattito in Parlamento è stato scandito soprattutto dall’attualità geopolitica, con la misura approvata dal Cdm prima dell’avvio del nuovo conflitto in Medio Oriente, che ha fatto nuovamente schizzare i prezzi dell’energia.
Bonus bollette per le famiglie
Per il 2026 è previsto un contributo straordinario del valore di 115 euro per la fornitura di energia elettrica in favore dei clienti domestici con Isee non superiore a 25mila euro. Una misura pensata per sostenere le famiglie più vulnerabili.
Sostegno alle utenze non domestiche
Per ridurre le bollette delle utenze non domestiche, il Dl prevede la ristrutturazione degli incentivi del Conto energia per gli impianti fotovoltaici con potenza superiore ai 20 kW.
I titolari di impianti che beneficiano di incentivi in scadenza dal 2029 potranno scegliere se ridurre del 15% o del 30% i premi tariffari previsti tra il 2026 e il 2027, in cambio di un’estensione della convenzione rispettivamente di 3 o 6 mesi.
Rimborsi ETS e ruolo di Arera
L’Arera dovrà disciplinare il rimborso ai produttori termoelettrici per i prelievi di gas naturale destinati alla produzione di energia elettrica immessa in rete. Gli importi saranno definiti dall’Autorità con adeguato anticipo e per periodi predefiniti, al fine di massimizzare i benefici per i consumatori.
La normativa è subordinata alla preventiva autorizzazione della Commissione europea.
Misure a favore delle Pmi
Il decreto introduce un pacchetto di misure di sostegno per favorire i contratti a lungo termine da fonti rinnovabili per la fornitura di energia elettrica, con particolare attenzione alle Pmi.
Stop al telemarketing energetico
Durante l’iter parlamentare è stato introdotto il divieto di telemarketing finalizzato alla stipula di contratti di fornitura di energia elettrica e gas.
Centrali a carbone: chiusura rinviata
L’operatività delle centrali a carbone in esercizio cesserà entro il 31 dicembre 2038. Si tratta di uno slittamento di 13 anni rispetto al Piano nazionale integrato per l’energia e il clima, che prevedeva la chiusura entro il 2025 sul continente ed entro il 2028 in Sardegna.
Le critiche delle associazioni dei consumatori
Critiche le associazioni dei consumatori. Per il Codacons il decreto bollette è già “preistoria” e non appare in grado di affrontare il nuovo scenario economico né di risolvere la crescita dei prezzi energetici.
Con le tariffe del gas sul mercato tutelato salite a marzo del +19,2% rispetto a febbraio e gli aumenti per la luce del +8,1%, la struttura del decreto risulta superata.
Più favorevole il giudizio dell’Unione Nazionale Consumatori: “Bene il testo sul telemarketing. Milioni di famiglie sono cadute nelle trappole dei call center finendo per pagare di più. Molto deludente, invece, il fronte bollette”.