AGI - Negli aeroporti di Bologna, Milano Linate, Treviso e Venezia sono entrate in vigore le prime restrizioni sulla fornitura di carburante per l'aviazione.
Attraverso l'emissione di un Notam, il bollettino aeronautico ufficiale destinato alle compagnie aeree e ai piloti, visibile in siti come 'desk aeronautico' e 'notamify' è stata comunicata l'attivazione di un regime di razionamento che rimarrà operativo fino al 9 aprile.
Il piano di distribuzione e le priorità
Il piano di distribuzione prevede una specifica scala di priorità per garantire la continuità dei servizi essenziali, assicurando il rifornimento primario ai voli sanitari, agli aerei di Stato e alle tratte commerciali di durata superiore alle tre ore. Per tutti i restanti collegamenti in partenza dai quattro scali interessati, l'erogazione del carburante procederà in forma contingentata per gestire le attuali disponibilità nel periodo indicato.
Gruppo aeroporti SAVE: "Le limitazioni di carburante non sono significative"
"Le limitazioni di carburante non sono significative per gli aeroporti del Gruppo SAVE (Venezia, Treviso, Verona)". Lo sottolinea lo stesso Gruppo SAVE in una nota. Il problema, si legge, "è relativo a un solo fornitore e negli scali del Gruppo ne sono presenti altri che riforniscono la gran parte dei vettori. Comunque, nessuna limitazione è posta per i voli intercontinentali e per l'area Schengen ed è garantita l’operatività senza alcun allarmismo".
Lufthansa teme ripercussioni con un conflitto lungo
Il gruppo Lufthansa teme possibili ripercussioni nella fornitura di cherosene in caso di prolungamento del conflitto in Medio Oriente, in un contesto in cui una quota rilevante della produzione globale di carburante per l'aviazione è concentrata nell'area del Golfo Persico.
"La disponibilità di carburante per il trasporto aereo è già problematica in alcuni aeroporti asiatici", ha dichiarato Grazia Vittadini, responsabile per tecnologia, IT e innovazione, in un'intervista a Die Welt. "Più a lungo lo Stretto di Hormuz resterà di fatto impraticabile, più la sicurezza degli approvvigionamenti di cherosene diventerà critica".
Stretto di Hormuz e aumento dei prezzi
Dall'inizio del conflitto con l'Iran, il passaggio nello Stretto è considerato a rischio, con ripercussioni sulla logistica energetica globale. Le difficoltà nelle forniture hanno già determinato un aumento dei prezzi del cherosene, in alcuni casi superiore al 100%.
Protezione parziale dal rincaro
Le compagnie del gruppo risultano solo parzialmente protette dal rincaro. "Per le nostre compagnie passeggeri, circa l'80% del fabbisogno di carburante per l'anno in corso è coperto da operazioni di copertura, che attenuano l'impatto del rialzo dei prezzi petroliferi. Tuttavia, anche noi risentiamo dell'aumento dei costi del cherosene", ha aggiunto Vittadini.
M5S e Codacons: "I Siciliani meritano rispetto"
Non possiamo accettare che il diritto alla mobilità venga trasformato in un privilegio per pochi perché quando spostarsi da e per la Sicilia diventa economicamente proibitivo non siamo più davanti a un semplice squilibrio del mercato ma a una vera ingiustizia territoriale che colpisce residenti, studenti fuori sede, lavoratori e interi nuclei familiari": lo affermano Jose Marano e Francesco Tanasi, lei Presidente dell'Intergruppo parlamentare per la tutela dei consumatori all'ARS e lui Segretario Nazionale Codacons, sottolineando che "i rincari che continuano a gravare sui collegamenti aerei dimostrano che le misure adottate finora non hanno prodotto risultati adeguati e che adesso è necessario un intervento immediato del Governo nazionale".
"Ho presentato delle interrogazioni sul tema - prosegue Marano - ed anche sull'Osservatorio permanente istituito dal governo per monitorare i prezzi ma mi pare evidente che ogni soluzione proposta da questo Esecutivo ha fallito miseramente. La Sicilia non può essere lasciata sola davanti a costi che diventano ogni volta una barriera economica e sociale e il caro voli deve essere affrontato come una questione nazionale, perché qui non si parla soltanto di trasporti, ma di equità, coesione territoriale e tutela concreta dei consumatori".
La battaglia contro il caro voli
"La verità è sotto gli occhi di tutti: la Sicilia - afferma Francesco Tanasi - ha perso fino ad oggi la battaglia contro il caro voli e i siciliani continuano a pagare prezzi altissimi per partire o per tornare nell'Isola, soprattutto nei periodi di maggiore necessità. Questo dimostra che quanto fatto finora non è bastato e che il peso di questa emergenza continua a ricadere direttamente sugli incolpevoli cittadini".
Intervento deciso del governo nazionale
"Non basta rincorrere l'emergenza con strumenti che non incidono davvero sul prezzo finale dei biglietti - prosegue Tanasi - serve un intervento deciso da parte del Governo nazionale, perché non è tollerabile che i siciliani continuino a subire tariffe che, nei fatti, limitano la libertà di movimento e comprimono diritti essenziali".
Misure urgenti per la continuità territoriale
"I siciliani - dichiarano Marano e Tanasi - meritano il rispetto e l'attenzione del Governo nazionale a cui chiediamo misure urgenti e realmente incisive per calmierare il costo dei voli, garantire la continuità territoriale e collegamenti finalmente accessibili. Non è più ammissibile che tornare a casa o lasciare l'Isola diventi un lusso".