Da Dior a Hermès, le tendenze in passerella a Parigi
- Paris Fashion Week: sfilata di Hermes
AGI - Le luci si abbassano e la passerella resta per qualche secondo in silenzio. Poi arrivano i primi passi, il rumore secco dei tacchi sul pavimento. Cappotti lunghi, spalle precise, pelle scura che riflette la luce dei fari. A Parigi la settimana della moda entra nel vivo così, con collezioni che riportano l'attenzione sulla costruzione del capo e sui materiali.
È la Paris Fashion Week dedicata al prêt-à-porter donna Autunno-Inverno 2026-2027, in calendario dal 2 al 10 marzo, ultima tappa del mese della moda dopo New York, Londra e Milano.
Una delle sfilate più osservate è quella di Hermès. La direttrice creativa Nadège Vanhee-Cybulski costruisce la collezione intorno alla pelle: cappotti lunghi, giacche aviator, shorts da ciclista in agnello lucido, pantaloni jodhpur. La scenografia è sobria, con una passerella coperta di muschio e una luce scura che richiama il crepuscolo. La palette resta nei toni profondi della maison - blu notte, verde scuro, bordeaux - con accenti arancio e giallo. Da Dior, guidata dal direttore creativo Jonathan Anderson, la collezione lavora su drappeggi, ruches e silhouette morbide. In passerella compaiono giacche con volant, gonne leggere e abiti costruiti su volumi arrotondati. I materiali alternano tweed, denim trattati, organze e sete luminose, con una rilettura della Bar jacket che resta uno dei segni più riconoscibili della maison.
Da Schiaparelli, Daniel Roseberry continua il lavoro sugli elementi surrealisti che caratterizzano la casa fondata da Elsa Schiaparelli. In passerella appaiono gioielli scultorei, ricami trompe-l'oeil e accessori che trasformano l'abito in un oggetto visivo, mentre le silhouette restano essenziali, spesso in nero o crema. La sfilata di Chloé, firmata da Chemena Kamali, prosegue il lavoro su un guardaroba fluido e bohémien. Cappe, poncho e abiti con pettorine ricamate scorrono lungo la passerella con tessuti leggeri che seguono il movimento del corpo. Da Rabanne, il direttore creativo Julien Dossena lavora sulle superfici brillanti e sulle texture metalliche che fanno parte dell'identità della maison. Gli abiti mescolano materiali tecnici, jacquard e dettagli luminosi. Il colore e la decorazione dominano anche nella collezione di Dries Van Noten, dove il lavoro su velluti, ricami e stampe crea una sequenza di look molto ricchi di superficie.
Tra le sfilate più osservate c'è anche quella di Alaïa, guidata da Pieter Mulier. L'attenzione è alta perché pochi giorni fa è stata confermata la sua nomina a direttore creativo di Versace, incarico che inizierà nel luglio 2026. Il marchio della Medusa è entrato nel 2025 nel Prada Group, aprendo una nuova fase industriale e creativa. La collezione presentata a Parigi viene quindi osservata anche alla luce di questo passaggio. In passerella gli abiti seguono la linea del corpo con tagli netti e tessuti elastici, costruiti per aderire alla figura.
Tra gli episodi più curiosi della settimana c'è anche la sfilata di Max Alexander. Il designer statunitense ha 9 anni e ha portato a Parigi il suo marchio Couture to the Max con una collezione di abiti molto decorativi, tra tulle, mantelle e colori accesi. È considerato il più giovane stilista ad aver presentato una collezione durante una Fashion Week.
Il calendario della settimana prosegue con altre sfilate attese nei prossimi giorni, tra cui Lacoste, Akris, Jean Paul Gaultier, Ottolinger e Alexander McQueen, che chiuderanno il calendario parigino della stagione. Parigi resta ancora per qualche giorno il centro del calendario internazionale della moda. Le passerelle continuano tra atelier, musei e spazi industriali trasformati in scenografie temporanee. Fuori dalle sale sfilano buyer, stylist e redazioni arrivate da tutto il mondo. È il momento in cui le collezioni appena viste iniziano il loro percorso: dagli showroom alle campagne, fino ai negozi della prossima stagione.