AGI - La guerra in Medio Oriente non è solo una faccenda di petrolio, ma certo c'è parecchio interesse dietro questa materia prima e gli esperti s'interrogano sui motivi per cui il prezzo del greggio non ha raggiunto il livello simbolicamente importante di 100 dollari al barile, aumentando solo del 30% dall'inizio dei combattimenti, un rialzo contenuto, che impallidisce di fronte agli altri storici shock petroliferi.
Innanzitutto l'embargo del 1973-74, che fece impennare i prezzi del 260%. E poi i disordini seguiti alla rivoluzione iraniana del 1979, che determinarono un balzo di circa il 160% e l'invasione irachena del Kuwait nel 1990 che innescò un aumento del 180%.
La dipendenza dal petrolio mediorientale
Una possibile spiegazione è che il mondo è cambiato e le economie sviluppate sono molto meno dipendenti dal petrolio mediorientale. Gli Stati Uniti sono ora il maggiore produttore mondiale di greggio e nuovo petrolio sta arrivando sul mercato da Guyana, Brasile e Canada. Inoltre la Casa Bianca, in vista delle elezioni di medio termine di novembre, ha un forte incentivo a tenere sotto controllo l'inflazione. E qualsiasi aumento sostenuto dei prezzi petroliferi viene stroncato sul nascere ed è mitigato dai rilasci della Riserve Strategiche Petrolifere degli Stati Uniti.
Lo stretto di Hormuz
Tuttavia gli esperti ritengono che, se lo Stretto di Hormuz rimanesse bloccato per due settimane, alcuni paesi del Golfo esaurirebbero le scorte e sarebbero costretti a chiudere la produzione nei loro giacimenti, il che farebbe salire il petrolio oltre i 100 dollari al barile. L'ipotesi per ora resta piuttosto remota. E lo scenario base di Wang Zhuwei, ricercatore del trading petrolifero di S&P Global Energy, è che il Brent rimarrà nella fascia tra gli 80 e i 90 dollari al barile, a patto che le spedizioni via Hormuz possano essere ripristinate in tempi relativamente rapidi, poiché un'interruzione prolungata spingerebbe i prezzi sopra i 100 dollari.
Le previsioni a breve termine
Tuttavia una de-escalation al momento non è prevista e nel breve termine, gli analisti prevedono che i combattimenti continueranno. Ecco la previsione più realistica, secondo il pronostico di Carlos Bellorin, analista della società di dati energetici Welligence: "Se si osserva l'andamento e l'evoluzione della situazione, è possibile che il petrolio salga oltre i 95 dollari entro la fine della settimana".