AGI - I risultati di Eni battono le aspettative del mercato, nonostante l'incertezza dello scenario, con il titolo che sale oltre i 19 euro per azione a 19,32 (+2,32%). Nel quarto trimestre del 2025 l'utile netto adjusted è aumentato del 35% rispetto all'anno precedente a 1,20 miliardi di euro. Il flusso di cassa operativo si è attestato a 3 miliardi in aumento del 4%. Il flusso di cassa molto superiore al piano e la gestione attiva del portafoglio hanno contribuito a ridurre il rapporto d'indebitamento al livello storicamente contenuto del 14%.
La produzione di idrocarburi, sempre negli ultimi tre mesi dello scorso anno, è stata di 1,84 mln di boe/giorno in aumento di oltre il 7% rispetto al quarto trimestre 2024 (1,73 mln nell'esercizio 2025, +1%). "L'eccellente esecuzione dei programmi di sviluppo ha consentito l'avvio e l'entrata a regime dei progetti in Norvegia, Costa d'Avorio, Messico, Congo, Angola, Indonesia e Ghana. A questi incrementi si aggiunge la regolarità di marcia della base produttiva", spiega la società. Tali effetti positivi sono stati in parte compensati dal declino dei giacimenti maturi e dalla cessione delle attività perfezionate nel 2024 in Nigeria, Alaska e Congo.
Al netto delle dismissioni, la crescita della produzione è stata del 9,2% nel trimestre rispetto al quarto trimestre 2024. Su base sequenziale, la produzione di idrocarburi è aumentata del 5% rispetto al terzo trimestre 2025 per effetto dell'entrata a regime dei progetti organici in Norvegia, Angola, Indonesia e Messico, nonche' del maggior contributo della Libia. Da ricordare l'accordo con Petronas per il lancio della JV in Indonesia e Malesia con l'avvio previsto dalla metà del 2026 in linea con i piani. Inoltre si registrano significativi progressi verso la decisione finale d'investimento del progetto Argentina LNG, con YPF e XRG.
C'è stata un'espansione di Ggp (Global Gas & LNG Portfolio) nel mercato Gnl con nuovi contratti di vendita di lungo termine in Turchia e Thailandia.
Importanti progressi anche nelle attività della transizione: con Plenitude che cresce con le rinnovabili di Neoen in Francia e con nuovi clienti dall'acquisizione in corso di Acea Energia. In esecuzione un solido portafoglio di progetti nei biocarburanti per triplicare la capacità al 2030.
Descalzi: "Grazie alla nostra strategia risultati solidi"
"Nel 2025 abbiamo ottenuto risultati strutturalmente solidi in termini industriali ed economico-finanziari, grazie all'esecuzione della nostra strategia, costruita nell'arco degli ultimi anni. Abbiamo realizzato progetti rilevanti nel rispetto dei tempi e dei costi previsti, riducendo il nostro livello di indebitamento e aumentando la distribuzione per gli azionisti", ha commentato l'ad di Eni, Claudio Descalzi.
Nel corso della conference call con gli analisti, sono arrivate anche importanti novità dal Venezuela: "Per noi - ha spiegato l'ad - è un vantaggio da diversi punti di vista. Il primo è che tramite la licenza generale 50 emessa recentemente possiamo essere pagati dal Venezuela, attraverso greggio, per il gas che forniamo al Paese, al mercato domestico. E su questo eravamo fermi da almeno un anno. Il secondo vantaggio è che avendo anche blocchi petroliferi, questi possibili sviluppi ulteriori possono essere utilizzati per recuperare i crediti pregressi, che sono pari a circa 3 miliardi di dollari. Stiamo lavorando con alcune compagnie americane per capire se creare joint venture per sviluppare questi campi".
Il terzo vantaggio è legato al gas, ha sottolineato Descalzi, "di cui c'è bisogno: teniamo conto che gli Stati Uniti dovranno fornire 20 miliardi di metri cubi addizionali, in meno di un anno, perché occorrerà compensare il venir meno del GNL russo, senza contare che gli Stati Uniti stessi ne hanno bisogno per il proprio mercato domestico. E il gas che abbiamo scoperto in Venezuela a Perla, insieme ad altri progetti addizionali, sono localizzati in modo giusto non solo per fornire il mercato domestico ma anche per esportare gas verso l'Europa, rappresentando un'altra opportunità".
Per quanto riguarda la discussione sugli Ets, l'ad di Eni "pur non volendo entrare nel dibattito politico" ha rimarcato come "in Europa l'industria è penalizzata da tasse, tra cui l'Ets e non è facile essere competitivi quando nel resto del mondo non hanno le stesse regole". Infine, Francesco Gattei, Chief Transition & Financial Officer, Chief Operating Officer, ha evidenziato come l'impatto del decreto bollette su Eni "sara' leggermente negativo ma marginale sui risultati complessivi".