AGI - Stasera, dopo la chiusura di Wall Street e quindi dalle ore 22, è atteso il verdetto dell'agenzia internazionale di rating S&P Global Ratings sull'Italia. Non sono attese conferme dopo che a ottobre scorso ha confermato il rating "BBB+" del nostro Paese (livello a cui era stato alzato nella precedente revisione della primavera 2025) e lasciato l'outlook a "stabile".
Non escluso un ulteriore miglioramento
Ma non è del tutto escluso, dicono gli osservatori, che possa esserci un ulteriore miglioramento e che l'outlook possa passare a "positivo", la qual cosa sarebbe un ottimo segnale per la reputazione finanziaria dell'Italia. In effetti per i mercati, spiegano sempre gli analisti, il profilo di credito del nostro Paese appare gradualmente più solido grazie a una dinamica di contenimento del deficit: in genere, un percorso di disciplina di bilancio è un elemento che le agenzie di rating tendono a valorizzare, perché contribuisce a migliorare la prevedibilità delle politiche fiscali e a ridurre i rischi di scostamenti improvvisi.
Il vincolo del debito
Ma il debito resta un vincolo strutturale e quindi non appare probabile un upgrade immediato del rating anche se, come spiega Giacomo Calef, country manager Italia di NS Partners, "non si può escludere che S&P possa accompagnare la decisione con un messaggio più costruttivo sull'outlook, riconoscendo i progressi compiuti sul fronte dei conti pubblici".
A giudizio dell'esperto, "l'eventuale reazione dei mercati a una conferma del rating potrebbe essere contenuta, mentre un segnale positivo sull'outlook avrebbe soprattutto un valore di rafforzamento della credibilità del percorso intrapreso, più che un impatto immediato sui rendimenti". S&P tornerà poi a esprimersi il prossimo 15 maggio e il 13 novembre di quest'anno. Ma prima di allora, sono attese Fitch Ratings, il 13 marzo (poi l'11 settembre), Moody's, il 25 marzo (poi il 25 settembre) e Dbrs, il 17 aprile (poi il 16 ottobre).