Meloni: "Il Superbonus è costato 2 mila euro a ogni italiano"

Meloni: "Il Superbonus è costato 2 mila euro a ogni italiano"

Il premier: "Ora cerchiamo soluzioni per evitare il tracollo di migliaia di aziende". Spiragli sulle modifiche: FdI apre all'ipotesi di una cartolarizzazione dei crediti. Domani banche e imprese a Palazzo Chigi.  Con il Superbonus riqualificato il 3,1% delle abitazioni

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© Alessandro Serrano' / AGF  -

AGI - Parte domani pomeriggio il confronto tra governo, rappresentanti delle banche, delle imprese e dei costruttori, sul decreto che ha bloccato la cessione dei crediti fiscali dei bonus edilizi, a partire dal superbonus. Alle 16,30 sono stati convocati a palazzo Chigi i rappresentanti di Abi, Cdp e Sace. A seguire, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, il ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin incontreranno i vertici delle associazioni di categoria: Ance, Confindustria, Confedilizia, Confapi e Alleanza delle Cooperative Italiane.

Alla riunione prenderanno parte anche il viceministro all'Economia Maurizio Leo e il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini. Il premier Giorgia Meloni ha difeso il provvedimento ma ha aperto a modifiche. "Siamo dovuti tornare su questa materia per sanare una situazione che è diventata purtroppo fuori controllo, con esiti che possono essere imprevedibili e molto pesanti", ha sottolineato Meloni spiegando che saranno convocate le associazioni di categoria e le aziende coinvolte "per rimettere questa misura in un binario sensato".

"Il costo totale della misura del Superbonus attualmente è di 105 miliardi di euro", ha osservato il premier evidenziando che "ad oggi sono stimati circa 9 miliardi di truffe". "La misura è costata a ogni singolo italiano, anche un senzatetto o un bambino, circa 2.000 euro. La misura non era affatto gratuita", ha aggiunto.

Anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha difeso le modifiche apportate alla norma e ha confermato l'intenzione del governo di mediare. "Abbiamo convocato tavoli tecnici da lunedì, si andrà a un confronto per verificarlo. Ma non è una decisione che il governo ha preso a cuor leggero. Lo ha fatto per responsabilità di fronte a una situazione davvero pesante", ha detto al Corriere della Sera.

Sul tavolo, la proposta di Abi e Ance di sbloccare la montagna dei crediti di imposta incagliati, almeno 15 miliardi, attraverso la compensazione fra i vecchi crediti d'imposta e le tasse raccolte tramite F24. "Chiediamo di liberare i crediti incagliati per il pregresso, e abbiamo proposto la compensazione con gli F24 e di incentivare le grandi partecipate ad acquistare questi crediti incagliati", ha detto la presidente dell'Ance, Federica Brancaccio, in vista del confronto.

Si fa strada anche l'ipotesi della cartolarizzazione dei crediti, avanzata da Tommaso Foti, capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera. Con questa operazione i crediti accumulati attraverso operazioni di ristrutturazione edilizia verrebbero "impacchettati" in un prodotto finanziario, poi collocato sul mercato attraverso una società veicolo ad hoc. In questo modo si farebbe fronte alla crisi di liquidità, superando gli ostacoli emersi negli ultimi mesi a fronte di una situazione che ha mandato in tilt gli operatori del settore.

Un'altra strada potrebbe essere quella di coinvolgere Cdp e Sace. Il decreto, che blocca la cessione dei crediti e dello sconto in fattura dei bonus edilizi, inizierà il suo percorso parlamentare questa settimana alla Camera. Richieste di correttivi sono arrivate da tutte le forze politiche, a partire da Forza Italia che ha chiesto anche la convocazione di un tavolo di maggioranza.