La Ftc blocca l’acquisizione di Activision da parte di Microsoft

La Ftc blocca l’acquisizione di Activision da parte di Microsoft

L’operazione è nel mirino di 16 regolatori di tutto il mondo. Il rischio è che l'operazione possa danneggiare la concorrenza nel settore delle console di gioco e dei servizi di abbonamento

ftc stop acquisizione Activision da parte Microsoft

© Jakub Porzycki / NurPhoto / AFP 
- Loghi Microsoft e Activision 

AGI - La Federal Trade Commission, l’autorità statunitense per la concorrenza, ha depositato giovedì un'azione legale per bloccare l'acquisizione da parte di Microsoft di Activision Blizzard: valore 68,7 miliardi di dollari (la più grande del settore della tecnologia di consumo). Se l'accordo dovesse andare in porto, la società di Redmond, produttore della console Xbox e proprietario di diversi studi di sviluppo, "otterrebbe il controllo su franchise di primo piano", ha dichiarato la Ftc (la decisione è frutto di tre voti a favore e uno contrario ed è considerata una delle più aggressive poste in essere dal regolatore).

Questo "danneggerebbe la concorrenza nel settore delle console di gioco e dei servizi di abbonamento, negando o riducendo l'accesso dei rivali ai suoi contenuti più popolari", ha aggiunto. Inoltre, si legge nei documenti legali, “con il controllo del contenuto di Activision, Microsoft avrebbe la capacità e un maggiore incentivo a trattenere o degradare il contenuto di Activision in modi che riducono sostanzialmente la concorrenza, inclusa quella sulla qualità del prodotto, il prezzo e l’innovazione”. E ancora. “Questa perdita di concorrenza comporterebbe probabilmente un danno significativo per i consumatori in più mercati in un momento cruciale per il settore”. Activision, che conta 370 milioni di utenti attivi mensili in tutto il mondo e produce alcuni dei videogiochi più noti, "è uno dei pochi sviluppatori di videogiochi al mondo che crea e pubblica videogiochi di alta qualità per diversi dispositivi, tra cui console per videogiochi, PC e dispositivi mobili", ha dichiarato sempre la Ftc. "Questa situazione potrebbe cambiare se l'accordo di acquisizione venisse approvato".

Un duro colpo per Microsoft (il gaming è diventata la sua consumer unit più importante e ha superato i 16 miliardi di dollari di vendite annuali durante l'ultimo anno fiscale). “Continuiamo a credere che questo accordo amplierà la concorrenza e creerà maggiori opportunità per i giocatori e gli sviluppatori di giochi” ha dichiarato il presidente della compagnia, Brad Smith. “Sin dal primo giorno ci siamo impegnati ad affrontare i problemi di concorrenza, anche offrendo all’inizio di questa settimana concessioni proposte alla Ftc. Abbiamo piena fiducia nel nostro caso e accogliamo con favore l’opportunità di presentare il nostro caso in tribunale”. In una mail ai dipendenti, Bobby Kotick, amministratore delegato di Activision, ha dichiarato che la mossa della Ftc è il risultato di un ambiente normativo basato su "ideologia e idee sbagliate sull'industria tecnologica. L'accusa che questo accordo sia anticoncorrenziale non è in linea con i fatti e crediamo che vinceremo questa sfida".

L’operazione è nel mirino di 16 regolatori di tutto il mondo. Bruxelles all'inizio di novembre ha aperto un'indagine approfondita. La Commissione Europea ha dichiarato di essere preoccupata che Microsoft possa "precludere l'accesso ai videogiochi" di Activision Blizzard per console e PC e che possa essere tentata di attuare "strategie per precludere i distributori concorrenti". Secondo la Commissione, proprio queste strategie potrebbero portare a "prezzi più alti, qualità inferiore e minore innovazione" e ridurre la concorrenza nel mercato dei sistemi operativi per PC. Anche il regolatore della Gran Bretagna ha aperto un’indagine sul deal. Il via libera è invece arrivato solo da Brasile e Arabia Saudita. Microsoft e Activision sperano di completare la transazione entro la primavera del 2023. La scadenza fissata dall’accordo è luglio. Se la causa avviata dalla Ftc non si concluderà entro questa data, l’acquisizione potrebbe saltare. Non è la prima volta che Microsoft ha a che fare con l’antitrust. Nel 1998 il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha intentato una causa contro la società, in conseguenza della quale la stessa ha modificato alcune pratiche relative al sistema operativo Windows.