Fmi: "La lotta all'inflazione avrà un costo doloroso"  

Fmi: "La lotta all'inflazione avrà un costo doloroso"  

La direttrice generale del Fondo monetario Kristalina Georgiev: "La politica fiscale non lavori contro quella monetaria e i Paesi nei bilanci stiano attenti a compensare le spese con risparmi e maggiori entrate". L'allarme di Visco sulla recessione globale: si va verso un nuovo aumento della povertà

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© Brendan Smialowski / Afp 
- Kristalina Georgieva  

AGI - "La sfida più grande nell'immediato è quella di ridurre l'inflazione". Lo sostiene il direttore generale dell'Fmi Kristalina Georgieva sottolineando il ruolo delle banche centrali che stanno rapidamente politiche restrittive, con l'obiettivo di ripristinare la stabilità dei prezzi.

"Questa è la cosa giusta da fare - afferma- ma avrà un costo doloroso: la crescita sarà più lenta e la disoccupazione più alta man mano che l'inasprimento monetario si intensifichera'". Per questo motivo, ribadisce, "la formulazione di un'adeguata politica fiscale è fondamentale".

"La sfida più grande nell'immediato è quella di ridurre l'inflazione. Le banche centrali stanno rapidamente varando politiche restrittive, con l'obiettivo di ripristinare la stabilità dei prezzi. Questa è la cosa giusta da fare, ma avrà un costo ma avrà un costo doloroso: la crescita sarà più lenta e la disoccupazione più alta man mano che la restrizione monetaria si monetaria si intensificherà". È il discorso del direttore generale dell'Fmi Kristalina Georgieva all'Fmi. Per questo motivo, sostiene il numero uno dell'istituto di Washington, "la formulazione di una politica fiscale appropriata è fondamentale".

A suo giudizio, la "priorità" dei governi deve ssere quella di "alleviare l'impatto dell'aumento dei prezzi di cibo e carburante". Ma, sottolinea, "la politica fiscale deve lavorare con la politica monetaria, non contro di essa. Per evitare di alimentare l'inflazione, ogni nuova spesa deve essere compensata da risparmi o nuove entrate".

Visco: non esclusa recessione, verso aumento povertà

"Non si può escludere una recessione globale. In tal caso, le economie emergenti e in via di sviluppo, che già soffrono per l'aumento dei tassi di interesse, la riduzione degli afflussi di capitale e il forte apprezzamento del dollaro, subirebbero gravi conseguenze, rendendo già allarmante la situazione". Lo afferma il Governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco, al Development Committee di Washington. Per Visco, "è molto probabile che un nuovo aumento della povertà, che si aggiungerebbe ai 75-95 milioni di 'nuovi' poveri stimati dalla Banca Mondiale".

"Negli ultimi tre anni, la Banca Mondiale e' stata chiamata ad aumentare significativamente il proprio finanziamento. Ha agito rapidamente per supportare i più vulnerabili, pur mantenendo l'attenzione sul lungo termine
obiettivi di sviluppo. Ha anche fornito una leadership altamente lodevole nel facilitare il coordinamento, prontamente sostegno finanziario disponibile al popolo e al governo ucraini", ha proseguito Visco sottolineando come sia "imperativo aumentare ulteriormente questo sforzo, insieme ad altre istituzioni finanziarie internazionali e partner di sviluppo".