L'allarme delle aziende Ue in Cina: "L'ideologia batte l'economia"

L'allarme delle aziende Ue in Cina: "L'ideologia batte l'economia"

"La dedizione a un'inflessibile politica sul Covid-19 ha portato a disagi senza precedenti alle imprese e ha esacerbato le sfide pre-esistenti"

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© MARCO BERTORELLO / AFP -

AGI - Le imprese europee in Cina fanno suonare un campanello d'allarme, tra il protrarsi della politica dello "zero Covid" e le difficoltà legate a un percepito aumento della politicizzazione del clima d'affari. In uno dei rapporti più critici realizzati negli ultimi anni, la Camera di Commercio dell'Unione Europea in Cina (Euccc) manda un duro richiamo a Pechino.

"Mentre in passato l'agenda di riforme di Pechino è servita ad assicurare la stabilità, spingere la crescita economica e facilitare enormi flussi di investimenti diretti esteri in ingresso, ora l'ideologia sta battendo l'economia", si legge nel Position Paper, il principale documento emesso annualmente dall'ente che raggruppa le imprese europee che operano nel Paese asiatico.

La percezione verso la Cina è cambiata dal 2020, primo anno della pandemia, quando il Paese asiatico era visto come "un porto sicuro per gli investimenti", sottolinea il rapporto. Oggi, invece, "la dedizione a un'inflessibile politica sul Covid-19 ha portato a disagi senza precedenti alle imprese e ha esacerbato le sfide pre-esistenti", prosegue l'ente a difesa delle imprese Ue. Ci sono poi il favoritismo verso le imprese statali e l'aumento della politicizzazione degli affari, ricorda l'Euccc, che "hanno ulteriormente eroso la posizione della Cina come destinazione degli investimenti". In questo quadro, le imprese vedono sempre di più la Cina come "meno prevedibile, affidabile ed efficiente", e a questa situazione si aggiungono le tensioni geopolitiche che rendono il futuro "meno certo".

Le imprese europee, ha commentato il presidente della Euccc, Jorg Wuttke, "vogliono ancora contribuire allo sviluppo economico della Cina, ma gli investimenti nel Paese è improbabile che crescano mentre la Cina tiene le porte chiuse e le aziende percepiscono rischi politici, economici e di reputazione in crescita". Pechino non concorda con la visione della Camera di Commercio europea, e chiede un clima aperto e trasparente per le imprese cinesi che operano all'estero.

In risposta a una domanda sulle preoccupazioni delle imprese europee, il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Wang Wenbin, ha difeso le linee anti-pandemiche varate dal governo cinese come "le più economiche ed efficaci" tra quelle messe in campo a livello internazionale, ribadendo che la Cina "ha coordinato la prevenzione e il controllo della pandemia con lo sviluppo economico e sociale".

La Cina, ha aggiunto il portavoce, "sta costruendo un nuovo modello di sviluppo" che "offrirà opportunità di sviluppo più ampie per tutti i Paesi, compresi i Paesi europei", e si augura che tutti, compresa l'Ue, "possano fornire un clima commerciale aperto, trasparente e non discriminatorio" alle imprese cinesi all'estero.