Morning Bell: tra il rimbalzo delle borse e le gaffe di Biden, cosa si aspettano i mercati

Morning Bell: tra il rimbalzo delle borse e le gaffe di Biden, cosa si aspettano i mercati

La sensazione è che i mercati potrebbero percepire di essere scesi troppo ultimamente e potrebbero rimbalzare, anche se non è facile capire quanto questo 'relief' possa essere duraturo e consistente.

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© TIMOTHY A. CLARY / AFP
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AGI - Sui mercati torna a prevalere la volatilità e l'incertezza, dopo il rimbalzo di lunedì a Wall Street e in Europa. In Asia i listini sono di nuovo in calo e anche i future a New York e nel Vecchio Continente tornano in rosso, mentre l'euro mantiene i suoi guadagni sul biglietto verde, restando nettamente sopra quota 1,06 dollari.

La guerra, l'alta inflazione e l'inasprimento delle politiche monetarie delle banche centrali stanno accelerando il rallentamento della crescita economica e alimentando la volatilità e le turbolenze dei mercati. Finora tutto ciò ha preso una strada ribassista, tuttavia la sensazione è che i mercati potrebbero percepire di essere scesi troppo ultimamente e potrebbero rimbalzare, anche se non è facile capire quanto questo 'relief' possa essere duraturo e consistente.

Per questo gli occhi degli investitori si stanno spostando sui verbali dell'ultima riunione della Fed che saranno pubblicati mercoledì e dai quali sono attese indicazioni sull'aggressività con cui la banca centrale statunitense aumenterà i tassi di interesse nei prossimi mesi.

Continua a preoccupare il rallentamento dell’economia cinese, nonostante gli allentamenti dei lockdown a Shanghai. I mercati evidentemente si stanno domandando quanta forza questo rimbalzo possa avere considerando, al tempo stesso i venti contrari che soffiano in questa fase sull’azionario e gli eccessi di ribasso che hanno caratterizzato ultimamente Wall Street, che da giorni flirta col ‘bear market’.

Il Nasdaq è fuori più del 28% dai suoi picchi e l'S&P 500 è sceso del 17,5% dal suo livello record dopo aver brevemente toccato il mercato ‘orso’. Ieri è salito molto il comparto tech con Apple che ha guadagnato oltre il 4%, Microsoft il 3% e Alphabet il 2,37%. Il settore bancario, sensibile alle variazioni dei tassi di interesse, è andato in rally, trainato dal +7% di JPMorgan Chase, dal +6,15% di Citigroup e da Wells Fargo e Bank of America avanzate di oltre il 5%. Tuttavia la ‘regina’  di New York è stata Vmware, balzata di oltre il 25% sulla scia della notizia che la società di software è in trattative per essere acquistata dal produttore di chip Broadcom per circa 140 dollari ad azione.

In lieve rialzo il rendimento sui Treasury a 10 anni al 2,858%. Intanto i future sull’EuroStoxx 50 avanzano di mezzo punto percentuale, dopo che le Borse europee hanno chiuso tutte in rialzo, spinte da Wall Street. A rafforzare i mercati europei ci hanno pensato anche i dati dell'indice Ifo, uno dei principali barometri delle condizioni economiche della Germania, balzati oltre le attese a maggio, mentre a ridimensionarli un po’ in precedenza hanno concorso le parole del presidente della Bce Christine Lagarde, la quale ha detto che Francoforte alzerà probabilmente i tassi sui depositi, traghettandoli fuori dal territorio negativo, entro la fine di settembre e che potrebbe ritoccarli ulteriormente all'insù se l'inflazione si stabilizzasse al 2%.

Affermazioni, queste, che confermano l'orientamento 'falco' dell'Eurotower e fanno impennare il tasso sui Btp sopra il 3% e lo spread oltre i 200 punti. Intanto da Davos, il numero uno del Fmi esclude una recessione globale, ma ritiene che il Fondo potrebbe essere costretto a tagliare le sue stime di crescita. Le parole della Lagarde hanno fatto lievitare l’euro, salito al massimo da 4 settimane sul biglietto verde a 1,068 dollari.  In Asia i prezzi del petrolio sono in calo stamane, con il Wti che scende sotto i 100 dollari e il Brent che scende sotto quota 113 dollari.

A Tokyo s’incontrano i leader del Quad, il presidente Usa Joe Biden, il primo ministro del Giappone Fumio Kishida e i capi del governo di India e Australia, Narendra Modi e Anthony Albanese. Già Biden aveva animato la sua prima visita in Asia alimentando le tensioni tra Washington e Pechino su Taiwan, mentre i colloqui dovrebbero focalizzarsi più sull'invasione russa dell'Ucraina e sulla crescente influenza della Cina nell'Indo-Pacifico.