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Morning Bell: sui mercati attesa per i direttivi Bce e Boe

Morning Bell: sui mercati attesa per i direttivi Bce e Boe

Le Borse asiatiche, a ranghi ridotti per il Capodanno cinese, sono negative, con Tokyo che chiude a -1,06%, trainata giù da Sony. Anche i future a Wall Street arretrano, frenati da Facebook. 

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© TIMOTHY A. CLARY / AFP 
- Operatore della Borsa di new York 

AGI - I mercati girano in rosso dopo aver chiuso in rialzo per la quarta sessione consecutiva. Le Borse asiatiche, a ranghi ridotti per il Capodanno cinese, sono negative, con Tokyo che chiude a -1,06%, trainata giù da Sony. Anche i future a Wall Street arretrano, frenati da Facebook.

Le Borse oggi guardano con attenzione alle riunioni della Bce e della Boe e drizzano le antenne in vista dei dati sull'occupazione Usa a gennaio, che usciranno domani. Il prezzo del petrolio si prende una pausa dopo i recenti guadagni per le prese di beneficio degli investitori. 

Sony perde circa il 7% il giorno dopo aver annunciato un calo del 19% dell'utile netto nei nove mesi fino a dicembre. Perde circa il 7% anche Panasonic.

A New York i future sul Nasdaq cedono il 2,3%, dopo aver chiuso ieri in rialzo dello 0,5%. Anche i future sulla S&P vanno giù del’1%, dopo aver guadagnato ieri lo 0,9%.

A pesare è il titolo di Facebook che nell'after hour ha lasciato sul terreno oltre il 20%, dopo aver annunciato utili leggermente sotto le attese nel quarto trimestre e aver avvertito che nel primo trimestre la situazione non sarà rosea e il fatturato oscillerà tra i 27 e i 29 miliardi di dollari, cioè in crescita tra il 3% e l'11%, contro gli attesi 30 miliardi di dollari. Ieri invece le trimestrali Usa e in particolare quella di Alphabet, avevano spinto e le Borse europee al rialzo.

Oggi c'è grande attesa per i risultati di Amazon, che dovrebbe beneficiare del buon andamento del cloud di cui è leader mondiale. 

Oggi attesa per Bce e Boe

C’è attesa oggi per le riunioni della Bce e della Banca d’Inghilterra. A Francoforte non sono attese mosse importanti e i riflettori saranno puntati sull’intervento di Christine Lagarde per capire qual è la percezione della Bce sull’aumento dell’inflazione, specie dopo i dati di ieri di Eurostat.

Nell’area euro il tasso annuo di inflazione a gennaio ha toccato il +5,1% rispetto al +5% di dicembre e sopra un atteso +4,4%. La maggiore spinta rialzista è quella dovuta all'energia, che ha registrato un incremento annuo del 28,6% a gennaio dal 25,9% di dicembre.

Questi dati potrebbero suonare come un campanello d’allarme per la Bce, tanto più che secondo il Ft i mercati si aspettano "almeno due rialzi ai tassi nel 2022".

Tuttavia questa aspettativa dei mercati non è assolutamente condivisa dal presidente della Bce, Christine Lagarde, la quale giovedì scorso, intervistata alla radio francese Inter, ha sostenuto che la Bce ha tutte le ragioni per "non agire così rapidamente o spietatamente" come la Fed Usa.

Il presidente della Bce ha avvertito che un aumento dei tassi di interesse troppo frettoloso rischia di "frenare la crescita" e ha ribadito che l'inflazione europea si stabilizzerà e "scenderà gradualmente" nel corso di quest'anno.

"Arretrerà meno di quanto avevamo previsto un anno fa, ma arretrerà", ha detto. Tuttavia dietro l'atteggiamento fiducioso della Lagarde vi sono crescenti divisioni all'interno del Consiglio direttivo della Bce, che sono venute alla ribalta alla sua ultima riunione di dicembre.

Per cui oggi c'è da prevedere un confronto serrato tra Lagarde e i falchi tedeschi e olandesi. Oggi è attesa anche la riunione della Banca d’Inghilterra. L'ipotesi è quella di un aumento dei tassi di interesse dello 0,25% allo 0,50%, alla luce dei dati preoccupanti sull’inflazione nel Regno Unito. 

Trimestrali Usa: dopo Alfhabet e Tonfo Facebook attesa per Amazon

C’è attesa per la trimestrale del colosso Amazon, dopo quella di positiva di Alphabet e il tonfo di Facebook.

Il titolo di Alphabet è salito dell'8% ieri sera a Wall Street, dopo che la holding che controlla Google ha annunciato un aumento record del 32% delle vendite nel quarto trimestre e un rialzo di un terzo dei profitti, grazie alle entrate della pubblicità e del cloud.

Alphabet ha anche annunciato uno split azionario di 20 a 1, cioè ha frazionato le sue azioni esistenti in più azioni per aumentare la liquidità delle stesse, una mossa già realizzata con successo nel 2020 da Apple e Tesla.

I dati di Google sono legati all’andamento della pubblicità e dunque all’economia reale, mentre quelli che usciranno oggi di Amazon dipenderanno molto dal cloud, di cui è leader mondiale.

Quelli di Microsoft, che è il numero due mondiale del cloud, sono stati molto positivi e anche Google ha beneficiato della spinta del cloud, per cui l’effetto sui conti Amazon dovrebbe essere buono.

In compenso ieri la trimestrale di PayPal, uno dei big Usa dei pagamenti digitali e dei trasferimenti di denaro, ha deluso le attese e le sue azioni sono crollate di oltre il 25%.

Giù di oltre il 20% anche i titoli di Facebook nell’after hour, dopo che il gruppo di Mark Zuckerberg ha annunciato utili leggermente sotto le attese nel quarto trimestre e ha avvertito che nel primo trimestre la situazione non sarà rosea e il fatturato oscillerà tra i 27 e i 29 miliardi di dollari, cioè in crescita tra il 3% e l'11%, contro gli attesi 30 miliardi di dollari.

A pesare sui conti di Facebook sono l'inflazione, le interruzioni della catena di approvvigionamenti e il calo degli inserzionisti e degli utenti, che si spostano verso prodotti che "monetizzano a tassi più bassi". Per Facebook è stato il peggior giorno dal suo esordio in Borsa nel 2012. “La gente ha molta scelta su come spendere il suo tempo – ha commentato Zuckerberk – e app come TikTok stanno crescendo molto in fretta”. 

Mercato del lavoro Usa, domani dati su occupazione

Il numero uno della Fed, Jerome Powell ha recentemente definito “forte” il mercato del lavoro statunitense. Tuttavia ieri è suonato un campanello d'allarme, in vista dei dati ufficiali sull'occupazione Usa di domani.

Il settore privato dell'occupazione Usa ha infatti registrato un crollo di 301.000 posti di lavoro a gennaio. Lo ha rivelato il sondaggio di Adp. Il dato è in controtendenza rispetto alle attese degli analisti che puntavano su un aumento di 200.000 unità, e riflette l'impatto negativo della variante Omicron sul mercato del lavoro.

Si tratta della prima perdita di posti di lavoro dal dicembre 2020. I settori più colpiti sono stati quelli del tempo libero e dell'ospitalità, più sensibili alla pandemia, con 154.00 posti in meno. In pratica in questi settori le imprese hanno licenziato e comunque non si assume perchè la gente preferisce stare a casa per l'impennata dei contagi.

I numeri di Adp sono usciti due giorni prima di quelli ufficiali sul lavoro, da cui ci si aspetta un guadagno di soli 150.000 posti di lavoro a gennaio, contro l'aumento di 199.000 unità di dicembre.

Negli Stati Uniti si segnala una media di 461.097 contagi Covid al giorno, nettamente in calo rispetto agli oltre 700.000 di metà gennaio, ma pur sempre una cifra molto alta. Inoltre negli USa la domanda di lavoro è forte, visto che a dicembre l'offerta di posti lavoro è stata di 10,9 milioni di posti.

Oggi usciranno anche i dati Usa sugli ordini di beni durevoli e quelli sui sussidi settimanali di disoccupazione. Le richieste di sussidio dovrebbero continuare ad attestarsi intorno alle 250.000 unità. 

Prezzo petrolio frena dopo recente rally

Il prezzo del petrolio frena dopo il recente rally. A pesare sono le prese di beneficio degli investitori, dopo che ieri i ministri dell’Opec+ hanno lasciato invariati i tagli preannunciati da 400.000 barili al giorno fino a marzo.

Pesa anche il crollo a sorpresa negli Usa del numero degli addetti nel settore privato a gennaio. I recenti rialzi dei prezzi del petrolio restano invece legati a fattori geopolitici e in particolare alle tensioni sull’Ucraina. Ieri il presidente Usa Joe Biden ha inviato tremila soldati americani in Europa.

Le truppe partiranno questa settimana in risposta alle crescenti tensioni con la Russia e arriveranno in Polonia, Germania e Romania. Per il Pentagono "è importante inviare un segnale forte a Putin". Mosca invece ha definito l'invio delle truppe Usa "un passo distruttivo".