Perché Bitcoin ha perso il 21% del suo valore in una settimana

Perché Bitcoin ha perso il 21% del suo valore in una settimana

La correlazione tra l’andamento delle criptovalute e i mercati azionari è sempre più evidente. Con i mercati europei in profondo rosso e i future su Wall Street tutti negativi Bitcoin ha registarto uno dei maggiori sell-off della storia delle criptovalute azzerando tutti i guadagni registrati da gennaio 2021

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© Hakan Nural / ANADOLU AGENCY / AFP 
- Bitcoin 

AGI - Sta diventando un fatto ricorrente: quando le borse affondano, bitcoin fa peggio; quando c’è euforia sui mercati, bitcoin registra nuovi record. È quello che sta accadendo in queste settimane.

La correlazione tra l’andamento delle criptovalute e i mercati azionari è sempre più evidente e per gli analisti è oramai una certezza. In queste ore, proprio come è accaduto nei giorni scorsi, con i mercati europei in profondo rosso e i future su Wall Street tutti negativi, bitcoin perde il 5,66% e scivola a 33.685 dollari, il valore più basso dallo scorso giugno.

Con questi dati la criptovaluta ha quasi azzerato tutti i guadagni registrati da gennaio 2021, quando si attestava intorno ai 33 mila dollari. 

Negli ultimi 7 giorni il prezzo di bitcoin ha perso il 21%: si tratta di uno dei maggiori sell-off della storia delle criptovalute, forse secondo solo a quello del 2017, quando in poco più di un mese passò da 20 mila a 10 mila dollari, per poi arretrare a 3 mila a metà anno.

Affondano tutte le altre cripto, con Ethereum che cede il 9,81% a 2.256 dollari, Binance Coin perde il 9,78% a 345 dollari, Cardano l’11,47% a 0,99 dollari.

Ma è tutto il comparto delle criptovalute che affonda. La capitalizzazione di mercato di tutto il settore ha perso il 7,28% nelle ultime ventiquattrore a 1.540 miliardi di dollari. Quanto alle singole criptovalute, Bitcoin arretra a 639 miliardi, Ethereum a 268 miliardi.

Tutto lascia intendere che l'umore resterà negativo nei prossimi giorni e gli esperti si attendono ulteriori vendite nelle prossime ore. Specie se i mercati dovessero continuare, come ci si attende, il proprio momento 'no'.

Tra gli investitori, e a questo punto anche tra chi investe in criptovalute, serpeggiano timori a causa della paventata stretta della Federal Reserve alla propria politica sui tassi di interesse: già dalla riunione di mercoledì potrebbero arrivare informazioni sulle prossime mosse della banca centrale Usa.

Un fatto è certo: bitcoin e le altre criptovalute non sono più un asset class a sé stante, isolato dal resto, ma risponde alle aspettative, ai timori, agli entusiasmi che attraversano i mercati. In questo momento si teme l'incontro della Fed e ciò che ne potrebbe conseguire, e gli investitori fuggono dagli asset più rischiosi: le criptovalute, ma anche tutte quelle società quotate a Wall Street che basano il proprio business sulle criptovalute e sulla blockchain.

Qualche esempio: Coinbase nel premercato di Wall Street perde l'8% (dopo aver perso il 16% venerdì); Riot blockchain perde il 9% (-15% venerdì); Marathon Digital Holdings l'8,9% (-11% venerdì). Ma la lista è lunghissima, e tutta a una sola direzione.