Cala la disoccupazione nell'area Ocse, ma in Italia la discesa è più lenta 

Cala la disoccupazione nell'area Ocse, ma in Italia la discesa è più lenta 

Secondo l'organizzazione di Parigi, il tasso si attesta al 6,2% a luglio dal 6,4% del mese precedente. Al 7,8% nell'Eurozona e al 9,3% nel nostro Paese

frena disoccupazione area Ocse Italia calo lento 

© Jamie Grill/Blend Images - disoccupazione¬†

AGI - Il mercato del lavoro continua la ripresa dopo lo shock legato alla pandemia e nei paesi Ocse sono 1,6 milioni in meno i disoccupati in un mese, fra giugno e luglio. A sottolinearlo un rapporto dell'Organizzazione per cooperazione e lo Sviluppo, che registra un tasso di disoccupazione in discesa al 6,2% a luglio dal 6,4 del mese precedente. Per l'Eurozona il tasso si assesta al 7,8% e per l'Italia al 9,3%. Nel Paese, però, la discesa è meno rapida che altrove, con un calo che è dello 0,1% rispetto allo 0,2% medio e al picco spagnolo, dove il tasso è sceso dello 0,7% in un solo mese, passando dal 15 al 14,3%.

I dati generali, precisa l'Ocse, vanno interpretati con cautela perché riflettono "in gran parte il rientro dei lavoratori in cassa integrazione negli Stati Uniti e in Canada, dove sono registrati come disoccupati". Nell'area dell'euro, il tasso di disoccupazione è sceso al 7,6% a luglio 2021, dal 7,8% di giugno, il terzo calo mensile consecutivo. Al di fuori dell'Europa, nel luglio 2021 sono state registrate diminuzioni di 0,3 punti percentuali o più in Australia (al 4,6%), Canada (al 7,5%), Colombia (al 13,7%), Corea (al 3,3%) e Stati Uniti (al 5,4). %).

Il tasso di disoccupazione ha mostrato poche variazioni in Israele (al 5%), Giappone (al 2,8%) e Messico (al 4,2%). Dati più recenti mostrano che il tasso di disoccupazione è ulteriormente diminuito nell'agosto 2021 negli Stati Uniti, al 5,2%, sebbene la quota della forza lavoro dei disoccupati in cassa integrazione sia rimasta sostanzialmente stabile. Nell'area Ocse, spiega ancora l'Organizzazione, la disoccupazione è scesa più rapidamente fra le donne, specialmente nella fascia d'età 15-24, dove è calata dal 12,9 al 12,5% rispetto alla diminuzione dal 13 al 12,8% per i ragazzi.