Con il decreto Sostegni bis, meccanismo in due tempi per i ristori e nuovo rinvio delle cartelle

Con il decreto Sostegni bis, meccanismo in due tempi per i ristori e nuovo rinvio delle cartelle

Lo schema prevede subito nuovi contributi a fondo perduto automatici sulla base della perdita di fatturato e poi, alla fine dell'anno, un meccanismo perequativo che tenga conto anche dei costi fissi

Covid sostegni bis ristori

© Riccardo Giordano / AGF 
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AGI - Un meccanismo in due tempi per i ristori, con una sorta di perequazione a fine anno, 500 milioni per la scuola e si fa strada l’ipotesi di un nuovo stop delle cartelle fiscali fino alla fine di giugno: prende forma il decreto Sostegni bis atteso in consiglio dei ministri tra giovedì e venerdì. Il provvedimento è ancora in cantiere ma il governo è al lavoro per varare il nuovo pacchetto di aiuti da oltre 36 miliardi, finanziato con lo scostamento di bilancio approvato dalle Camere, entro la settimana. Il vertice a Palazzo Chigi presieduto dal premier, Mario Draghi, e al quale hanno preso parte i capidelegazione della maggioranza e il ministro dell’Economia, Daniele Franco, è servito a sciogliere alcuni nodi, a partire dal nuovo meccanismo per gli indennizzi.

Lo schema in due fasi prevede subito nuovi contributi a fondo perduto automatici sulla base della perdita di fatturato e poi, alla fine dell'anno, un meccanismo perequativo che tenga conto anche dei costi fissi sostenuti dalle imprese, sulla base dei bilanci, parametrato quindi sui risultati di esercizio.

La Lega insisteva da tempo per cambiare la macchina dei ristori e, in particolare, il ministro dello Sviluppo Giancarlo Giorgetti, aveva proposto di introdurre, accanto a quelli vigenti, ulteriori criteri di determinazione degli indennizzi prevedendo, in via alternativa o complementare all'attuale sistema, un meccanismo che tenga conto della componente dei costi (fissi e variabili) sostenuti dall'operatore economico, con un'attenzione al dato del margine operativo lordo, che sintetizza il rapporto tra ricavi e costi, e, ove piu' opportuno, a quello del risultato di esercizio dell'impresa.

L'intesa di massima che sarebbe stata raggiunta prevede quindi, nella prima fase, la conferma del vecchio meccanismo basato sulla perdita di fatturato di almeno il 30% subito nell'intero 2020 rispetto al 2019, con la possibilità di scegliere, in alternativa, come periodo di riferimento quello compreso dal primo aprile 2020 al 31 marzo 2021 rispetto allo stesso periodo 2019-2020 (per chi ha avuto perdite più recenti).

E, in una seconda fase, a fine anno, si procederà invece, su richiesta delle aziende, al saldo sulla base dei risultati di esercizio e, quindi, delle perdite effettive registrate, garantendo una sorta di perequazione per chi ha avuto meno. Si studia inoltre un'indennità ad hoc, aggiuntiva ai ristori, per le attività rimaste chiuse per decreto anche a maggio, come i locali senza spazio esterno per i tavoli.

Altro nodo da sciogliere il tema del cosiddetto Superbonus imprese. Dopo lo stralcio da parte delle Ragioneria dello Stato dal dl Sostegni della cessione a terzi del credito di imposta per l'acquisto dei beni strumentali previsto dal Transizione 4.0, continua il pressing M5s per reintrodurre la misura. Alcuni esponenti del MoVimento 5 Stelle hanno incontrato i tecnici del ministero dell'Economia che avrebbero garantito disponibilità sul tema e “un'interlocuzione con Eurostat per ottenere dall'organo contabile europeo il via libera alla misura”.

Nei giorni scorsi molte associazioni e organizzazioni d’impresa,da Confindustria alla Cia, avevano espresso disappunto per lo stralcio dell'emendamento chiedendo l'immediato recupero della cedibilità dei crediti d'imposta Transizione 4.0. E proprio oggi le associazioni delle imprese hanno lanciato un appello alle Istituzioni italiane affinché garantiscano la necessaria liquidità. Il dl dovrebbe infatti prevedere la proroga delle moratorie Pmi alla fine dell'anno.

Ancora allo studio il pacchetto fiscale del decreto: si lavora infatti a un nuovo stop delle cartelle. Il governo sta valutando  i allungare di un mese la proroga a fine maggio del termine di sospensione delle attività di riscossione, annunciata con il consueto comunicato legge del Mef. Il rinvio al 30 giugno riguarderebbe quindi i versamenti derivanti dalle cartelle di pagamento, dagli avvisi di addebito e dagli avvisi di accertamento esecutivi affidati all'Agente della riscossione, nonché l'invio di nuove cartelle e la possibilità per l'Agenzia di avviare procedure cautelari o esecutive di riscossione, come fermi amministrativi, ipoteche e pignoramenti. Si ragiona poi sulla possibilità di rateizzazioni fino a 10 anni per le imprese che hanno perso almeno il 30% del fatturato a causa del Covid.

Al vaglio anche una norma 'salva Comuni’ per consentire agli enti locali di chiudere i bilanci consuntivi e preventivi. Si tratterebbe di una misura ponte in favore dei comuni in difficoltà finanziaria che, dopo l'ultima sentenza della Corte Costituzionale, rischiano il default. Tra le norme attese c'è poi una nuova proroga del reddito di emergenza per altre due mensilità, il rinvio della plastic tax a gennaio, un nuovo fondo per il wedding e per lo sport, un rifinanziamento del fondo montagna di circa 100 milioni, altri 500 milioni per la scuola (con Italia Viva e Forza Italia in pressing per allargare i nuovi fondi alle scuole paritarie), aiuti per la spesa, gli affitti e i pagamenti delle utenze domestiche delle famiglie in difficoltà e per i mutui prima casa degli under 36. Dovrebbe arrivare un nuovo bonus da 2.400 euro per i lavoratori stagionali del turismo e dello spettacolo. Il ministero della Salute lavora poi a una norma per garantire due anni di esenzione dal pagamento del ticket per tutte le visite, le cure e gli esami dei pazienti che hanno contratto il Covid in forma grave.