La gente non compra più auto ma spende nella tecnologia per la casa

La gente non compra più auto ma spende nella tecnologia per la casa

Secondo l'Osservatorio Findomestic, gli acquisti di beni durevoli si sono ridotti del 10,3% a 62 miliardi di euro nel 2020

gente non compra auto ma spende tecnologia casa

© CARSTEN KOALL / DPA
  -  Uno stand dell'Ifa dedicato ai grandi elettrodomestici connessi in rete

Nell’anno dello tsunami Covid che ha stravolto abitudini e consumi degli italiani, la spesa per i veicoli si riduce del 14,9%, ma cresce il valore di segmenti chiave legati alla trasformazione tecnologica della casa come l’Information Technology (+29,6%) e i piccoli elettrodomestici (+13,9%). Secondo i dati della 27esima edizione dell’Osservatorio Findomestic, realizzato in collaborazione con Prometeia, gli acquisti di beni durevoli scendono nel 2020 a 62 miliardi di euro con una contrazione del 10,3% rispetto al 2019, un punto e mezzo inferiore rispetto a quella dei consumi tout court (-11,8%).

"Si interrompe così la dinamica positiva che durava da sei anni consecutivi", commenta Claudio Bardazzi, responsabile dell’Osservatorio Findomestic. "L’andamento dei consumi", aggiunge, "riflette i cambiamenti radicali innescati dall’emergenza sanitaria. L’esplosione dello smart working e della didattica digitale integrata ha restituito centralità alla dimensione familiare, orientando il lifestyle verso la funzionalità, la sicurezza e il comfort degli ambienti domestici. Lo spiegano chiaramente due dati: il +32% dei congelatori e il +38% dei wine cabinet. La casa diventa, al contempo, un rifugio e uno spazio sempre più votato al benessere".

Crollano gli acquisti di veicoli

Il mercato dei veicoli (auto nuova, usata e due ruote) - di fatto azzerato durante il lockdown - riesce a scongiurare il tracollo grazie agli ecoincentivi statali, che hanno determinato una ripresa significativa del settore a partire soprattutto dal mese di agosto, anche se la decelerazione delle perdite era già cominciata a giugno: il 2020, secondo l’Osservatorio Findomestic, si è chiuso a quota 33,8 miliardi. Per le famiglie italiane le auto usate, pur in flessione del 13,5% in termini di valore, continuano a rappresentare la voce di spesa più consistente con 17 miliardi di euro totali. Le compravendite a fine anno sono state 2.475.717, il 14,4% in meno rispetto al 2019. Per le auto nuove acquistate da privati la contrazione della spesa si attesta al 17,2% per un valore complessivo di 15,2 miliardi di euro. In termini di immatricolazioni, a fine anno, la domanda delle famiglie italiane è calata del 19,1% all’interno di un mercato, che includendo la domanda aziendale, ha chiuso il 2020 con 1.393.572 pezzi venduti (-27,7%).

Il mercato dell'auto si tinge di verde

Il rilancio del mercato dell’auto nel post-lockdown si tinge di verde: la crescita delle vetture ad alimentazione alternativa – Gpl, metano, ibride ed elettriche - si attesta a +35,3%. È green una vettura su tre tra quelle di nuova immatricolazione, con una conseguente erosione delle quote di mercato sia dei veicoli a benzina (37,5% delle vendite, in calo del 38,7% sul 2019) che di quelli diesel (33,1% del totale, con un passivo del 40,1%). Nel segmento della mobilità sostenibile, le auto a motorizzazione elettrica (ibride, plug-in e full electric) ricoprono una quota del 69,2% e sono protagoniste di un vero e proprio boom con una crescita del 123,3% sull’immatricolato; perdono appeal, al contrario, i veicoli alimentati a Gpl (-31,1%) e, in parte, anche quelli a metano (-18,2%).

Ci resta la moto

Il segmento dei motoveicoli risente in misura relativa dello scenario di crisi: il ridimensionamento del fatturato si ferma al 6,9%, per un valore complessivo di 1,7 miliardi. Le vendite di due ruote hanno fatto registrare un incremento particolarmente sensibile in estate e in particolare a giugno (+35,4%) e agosto (+41,4%): un effetto della revisione dei paradigmi della mobilità in tempi di emergenza pandemica, che comporta una crescente preferenza per gli spostamenti senza mezzi pubblici.

Come se la passa l'arredamento

I due grandi comparti del settore casa evidenziano andamenti divergenti: alla dinamica negativa dei mobili (-12,0%) fa da contraltare la crescita della tecnologia consumer (+4,2%), rileva l’Osservatorio Findomestic. L’arredamento aveva iniziato il 2020 con il piede giusto: il +2% di gennaio e il +2,9% di febbraio sono stati annullati dalle gravissime perdite innescate dal lockdown primaverile, con il -53,4% di marzo e addirittura il -85,5% di aprile. La risalita è poi risultata lenta e faticosa, ma la tendenza si è avviata in maniera definitiva sui binari della ripresa: il mercato ha raggiunto i 13,4 miliardi alla fine dell’anno. Il canale online con una crescita del 32% arriva a pesare il 13% all’interno di un mercato in cui le famiglie italiane, da tradizione, continuano a preferire i punti vendita fisici.

L'impennata di tecnologia per la casa

Nell’ampio paniere della tecnologia consumer, le performance dei mercati risultano particolarmente variegate. L’impennata dell’information technology (+29,6%) alimenta un giro d’affari complessivo da 2,5 miliardi di euro: si tratta dell’unico segmento con bilanci positivi in tutti i singoli mesi del 2020, con un picco di crescita del 47,8% a maggio. Tra i prodotti di maggior successo figurano le webcam (+77,8%), i pc portatili (+52,4%) e anche i tablet (+37,2%): un chiaro esito della svolta smart del lavoro e dell’istruzione. Ai numeri dell’IT contribuisce lo sviluppo dell’e-commerce, che incide sugli acquisti con una quota del 26,9% segnando un’accelerazione del 56,1% rispetto allo scorso anno.

Il boom dei piccoli elettrodomestici

Nel comparto tech, anche l’andamento dei piccoli elettrodomestici è decisamente favorevole: con un bilancio in aumento del 13,9% il segmento tocca un valore di 1,7 miliardi di euro. La variazione positiva è maturata soprattutto tra maggio e giugno (rispettivamente +36,5% e +36,7%) grazie in particolare alle vendite di tagliacapelli (+55,3%) e robot da cucina (+29,3%), riflesso delle nuove esigenze sviluppate durante il lockdown. Anche per i piccoli elettrodomestici è in forte crescita l’apporto degli acquisti tramite l’e-commerce: +59,7% in valore e incidenza al 36,9%.

Grazie a un ultimo trimestre dell’anno con crescite mensili superiori al 20% anche l’elettronica di consumo ha chiuso il 2020 in positivo con una crescita del fatturato del 4,6% per un valore complessivo di quasi 2 miliardi di euro. La ripresa del settore nella seconda parte dell’anno è stata trainata dall’importante crescita delle vendite di TV (+8,0). Tra i prodotti di punta dell’anno si confermano le casse (+7,3%), data la necessità di una buona qualità dell’audio per le nuove esigenze di lavoro e studio in casa, indotte dalla crisi sanitaria; rinnovato infine interesse per i droni che mostrano di nuovo incrementi rilevanti (+53,5%), pur restando una nicchia di mercato.

Calano gli acquisti di grandi elettrodomestici e telefonia

È in lieve calo, invece, il mercato dei grandi elettrodomestici, che scivolano a 3,1 miliardi complessivi con una contrazione dello 0,7%, nonostante lo sprint di prodotti come i congelatori (+32,3%) e le wine cabinet (+37,9%). Negativa è anche la performance della telefonia, che perde il 4,4% arretrando a 5,5 miliardi complessivi, nonostante il boom degli acquisti sul web: +72,4% per un’incidenza del 16%. Pesa, in particolare, il calo degli smartphone (-6,5%), che non è compensato dal notevole incremento delle cuffie (+38,6%) e dei dispositivi wearables (+16,0).

In flessione il credito al consumo

Il mercato del credito al consumo, come certificano i dati Assofin, ha registrato a fine 2020 una flessione delle erogazioni del 21,1%: un inevitabile contraccolpo della caduta dei consumi determinata dalla crisi pandemica. Findomestic mostra, alla fine dell’anno, un andamento leggermente migliore rispetto alla media: -18,2%.