Consumi e Pil in calo, imprese allo stremo. L'allarme di Confcommercio

Consumi e Pil in calo, imprese allo stremo. L'allarme di Confcommercio

L'associazione stima un calo congiunturale del Pil dello 0,8% a gennaio che porterebbe a una flessione del 10,7% rispetto allo stesso mese del 2020. Una previsione che mette a rischio il rimbalzo del 6% indicato dal governo

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© AGF - Carlo Sangalli

AGI - Il 2021 si apre con un calo congiunturale del Pil dello 0,8% a gennaio che porterebbe a una flessione del 10,7% rispetto allo stesso mese del 2020 che mette a rischio il rimbalzo del 6% previsto per quest'anno dal governo. È la previsione di Confcommercio che lancia l'allarme sullo stato delle imprese, ormai "allo stremo". 

A rischio rimbalzo del 6% stimato dal governo

Nel quarto trimestre l’associazione stima un calo del Pil  del 3% rispetto al terzo quarto del 2020 e del 7,5% tendenziale per una chiusura annua a -9%. Uno scenario, spiega Confcommercio, che "porta a non escludere un mancato rimbalzo dell’economia italiana nel 2021, deludendo le aspettative di un concreto recupero di ampia parte delle perdite di prodotto e di consumi patite nel 2020”. Il 2021, si legge nella congiuntura, "si è aperto con segnali di peggioramento della situazione sanitaria e con il conseguente inasprimento e prolungamento, in molti Paesi, delle misure di contrasto alla pandemia".

Il quadro generale, conclude, porta a una stima della variazione del Pil per il mese di gennaio del -0,8% su dicembre, il quinto calo consecutivo, e del -10,7% sullo stesso mese del 2020, dato che "pone una seria ipoteca sull’evoluzione del primo trimestre con evidenti conseguenze sulle performance complessive dell’anno in corso. Appare molto ambizioso il target governativo di crescita attorno al 6%, ormai una scommessa molto rischiosa tutta giocata sulle capacità di utilizzo rapido ed efficace delle risorse europee".

Consumi in forte calo

Andamento fortemente negativo per i consumi anche a dicembre con una riduzione su base annua dell’11,1%, comunque migliore del -16,2% di novembre. Secondo Confcommercio, la riduzione della perdita tendenziale deriva esclusivamente dalla componente relativa ai beni, per i quali la variazione sull’anno è stata del –0,6%. Per molti servizi di mercato, anche in considerazione dell’inasprimento delle misure nell’importante periodo delle festività natalizie, la caduta ha ampiamente superato il 50% nel preconsuntivo di fine 2020. L’anno si chiude quindi per l’indice consumi Confcommercio con un -14,7%.

Il dato annuale dei consumi, sottolinea l’associazione, "non riflette il calo complessivo dei consumi, per i quali la nostra stima si conferma del -10,8% sul territorio”. La differenza risiede nella diversa composizione dell’indicatore rispetto ai consumi di contabilità nazionale: oltre all’assenza dei fitti figurativi, voce che si stima essere diminuita decisamente meno rispetto al resto e che rappresenta oltre il 14% della domanda, non sono rilevate dall’indicatore alcune spese per lo più obbligate come l’acqua, lo smaltimento rifiuti, i servizi finanziari. Allo stesso tempo non sono computati alcuni servizi alla persona, il cui andamento è stato meno condizionato dalle restrizioni imposte dalla pandemia.

A dicembre l’andamento della domanda e le scelte delle famiglie hanno continuato ad essere fortemente influenzate dalle misure imposte per il contenimento della pandemia. Nel dettaglio l’indicatore dei consumi registra, nel confronto annuo, un calo dell’11,1% , sintesi di riduzioni del 41,3% per i servizi, i più colpiti dalle misure restrittive, e dello 0,6% per i beni. Nel complesso del 2020 l’indicatore segnala una flessione del 14,7%, con una riduzione del 30,3% per i servizi e del 7,9% per i beni. Fanno eccezione a questo andamento solo le spese per l’alimentazione domestica (+2,1%) e per le comunicazioni (+8,7%).

Imprese allo stremo

“Il 2021 inizia più in salita del previsto: ancora emergenza Covid, dati sui consumi in calo e Pil in forte riduzione. Difficile immaginare il rimbalzo previsto dal Governo nei prossimi mesi", afferma il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli. "Una situazione gravissima che rischia di peggiorare con la crisi politica in atto. Le imprese che sono allo stremo hanno bisogno di certezze: indennizzi immediati e commisurati alle perdite subite, regole chiare sulla riapertura delle loro attività, un progetto condiviso sull’utilizzo efficace del Recovery Plan”, aggiunge Sangalli.