Secondo Gualtieri serve una cabina di regia per il Recovery Fund

Secondo Gualtieri serve una cabina di regia per il Recovery Fund

Secondo il ministro dell'Economia, serve un organismo con "funzioni di coordinamento, perché i progetti non saranno attribuiti a una singola amministrazione"

gualtieri recovery fund cabina regia

Roberto Gualtieri

AGI -  Per sfruttare a pieno le possibilità che il Recovery Fund creerà per l'Italia serve una regia che abbia "funzioni di coordinamento, perché i progetti non saranno attribuiti a una singola amministrazione". A sottolinearlo il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri. "C'è bisogno di qualcuno che coordini a diversi livelli, ma al tempo stesso anche che le amministrazioni si assumano la piena responsabilità" dei progetti e "crescano nell'implementarli". "È un'opportunità unica non solo per dare risposte specifiche alla crisi ma anche per far aumentare la nostra crescita pontenziale in maniera strutturale", ha concluso Gualtieri. 

L'Italia, ha detto ancora Gualtieri, deve disegnare un piano "ambizioso" per le risorse del Recovery Fund che devono servire "non solo per aumentare i fondi a disposizione per gli investimenti ma per affrontare i problemi strutturali del Paese", che sarà "estremamente ambizioso".

Fra gli obiettivi ci sarà anche quello di "migliorare la qualità della pubblica amministrazione", tema che per il ministro sarà cruciale. "È un test particolarmente rilevante per l'Italia, perché è fra chi ha chiesto questo genere di risposta innovativa e perché siamo quelli che ricevono le maggiori risorse". 

Il prossimo passo del governo sarà presentare una "versione abbreviata" del piano che conterrà 60 grandi progetti e che "sarà pronta presto". Successivamente, ha continuato Gualtieri, "una versione lunga sarà presentata in tempo, all'inizio del 2021, alla Commissione Ue", rispettando "le scadenze previste". "È un programma da oltre 200 miliardi, ciascun progetto sarà definito in modo dettagliato e saremo pronti in tempo utile con uno dei piani più ambiziosi d'Europa. È un lavoro immane", ha concluso il ministro dell'Economia.