La piattaforma che aiuta a prevedere i guasti negli impianti fotovoltaici

La piattaforma che aiuta a prevedere i guasti negli impianti fotovoltaici

intervista a Davide Marano, founder di M2d, il cui prodotto grazie a tecniche data driven permette di conoscere in anticipo dei potenziali problemi che si potrebbero verificare in questo tipo di strutture

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Utilizzare i big data per monitorare gli impianti fotovoltaici. Sviluppare una piattaforma iper-tecnologica che possa far risparmiare le aziende energetiche e prevenire interventi di manutenzione. Costruire un robot che aiuti a ispezionare con efficacia i luoghi che sfruttano le fonti rinnovabili. Queste sono alcune delle eccellenze che caratterizzano M2d, un'impresa nata in Sicilia che conserva la poliedricità e la rapidità di una startup per far fruttare anni di conoscenze ed esperienze acquisite sul campo. A parlarne è Davide Marano, 36 anni, uno dei founder. 

Quando è nata M2d e cosa fa?

M2d nasce undici anni fa ma nel corso del tempo si è notevolmente trasformata cambiando approccio per aggredire mercati più promettenti. Ad un certo punto abbiamo capito di non voler più essere soltanto una società di sviluppo software conto terzi. Per questo abbiamo virato verso le soluzioni di monitoraggio. E ciò che facciamo da sei anni a questa parte sono, appunto, sistemi di monitoraggio avanzato.

Undici anni eppure restate agili come una startup

Il nostro è un modo di muoverci molto flessibile e dinamico, elementi necessari per adattarci ai cambiamenti di questo settore. Abbiamo un’anima da startup ma con una struttura, un’organizzazione e un know how di una realtà con grande esperienza. Ora siamo sette con un’età media di 26-27 anni.

Quello che stiamo facendo ora, ad esempio è un tentativo di far crescere la parte business e commerciale visto che sul tema tecnologia siamo molto forti. Nel 2021 puntiamo a chiudere un round di finanziamento per cercare di fare salto ancora più importante.

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Può spiegare meglio cosa significa "monitoraggio avanzato"

Ci occupiamo soprattutto di monitoraggio industriale avanzato. Negli ultimi anni, grazie anche alla collaborazione con realtà importanti, abbiamo lavorato per aggiungere elementi di intelligenza artificiale nei sistemi che già adottavamo. Quello che è venuto fuori è una piattaforma che basa il suo core sul machine learning. Una piattaforma che grazie a tecniche data driven permette di conoscere in anticipo dei potenziali problemi che si potrebbero verificare in impianti. In questo momento parlo soprattutto di impianti fotovoltaici.

Un'indagine predittiva

Sì, diamo delle indicazioni, a volte con giorni di anticipo, su possibili guasti che si possono manifestare su alcune componenti dell’impianto e, grazie a queste informazioni, quello che si riesce a ottenere sono recuperi di efficienza che vanno dal 10 al 15%. Considerando le dimensioni degli impianti di cui stiamo parlando sono risparmi nell’ordine di diverse centinaia di migliaia di euro.

Il nostro prodotto è già sul mercato ed è utilizzato da diverse realtà. Ma è una piattaforma che in futuro può avere anche altre finalità anche se sempre in maniera preponderante in ambiti di energie rinnovabili.

Siete nati in Sicilia ma avete già conquistato una parte considerevole di mondo

Siamo nati qui ma i nostri sistemi, oltre che in Italia, sono utilizzati oggi in tutto il mondo: Perù, Cile, Sudafrica, Grecia, per fare qualche nome.

Ruolo importante è rivestito dalle collaborazioni con le grandi aziende

Abbiamo iniziato con Eni gas e luce, con loro stiamo portando avanti con loro un progetto in pieno clima di open innovation. Ma abbiamo lavorato anche con Acea ed Enel. Credo si una dinamica win win quella che si è instaurata visto che da una parte una realtà piccola con la nostra può confrontarsi con le grandi corporate che, a loro volta, possono avere dei benefici che le sperimentazioni di queste piccole realtà fanno. Insieme si affrontano dinamiche nuove, sfruttando le competenze di entrambi per colmare lacune, valutare e dialogare. Per noi è fondamentale perché è l’occasione per farci conoscere.

Poi c'è Eni Joule, la scuola per le imprese del gruppo

Eni Joule ci sta dando ora una grande mano su tutto il resto che non riguarda la parte tecnologica dove siamo fortissimi. Ci manca una parte relativa alle dinamiche più imprenditoriali. Quelle che ti permettono di crescere, di diventare solidi, di avere un mercato di riferimento più stabile. 

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La Maker Faire di quest'anno sarà tutta digitale...

Io sono sempre stato abituato negli ultimi anni a considerare fortemente il lato umano del business. Però è anche vero che, non essendo M2d una società molto hardware oriented, conta meno per noi lo spostamento intero di una fiera come queste su una piattaforma digitale.

Avevamo un progetto da portare visto che stiamo partecipando allo sviluppo di un rover a guida autonoma per fare le ispezioni negli impianti fotovoltaici. Avremmo mostrato anche quello. Un progetto, in ogni caso, che rientra nella nostra volontà di migliorare la qualità dei dati che portiamo all’interno della piattaforma che per noi rimane centrale.