Maker Faire, un viaggio nel futuro tra padiglioni e tavole rotonde

Maker Faire, un viaggio nel futuro tra padiglioni e tavole rotonde

Per orientarsi tra i nove padiglioni della fiera è stata messa a disposizione una mappa virtuale. Ed è come sentirsi dentro un romanzo pirati con la pergamena che porta, tappa dopo tappa, al tesoro nascosto. Ma la fortuna è che qui, i tesori, sono tanti. Ma c'è anche la possibilità di sedersi 'in salotto' per godersi un viaggio nel futuro

maker faire roma 2020 seconda giornata eni supercomputer

AGI - Il sipario si è alzato e la Maker Faire, edizione 2020, è entrata nel vivo. Dopo la cerimonia d’apertura, con cui i lavori hanno preso il via giovedì sera, la giornata di venerdì è stata caratterizzata dalla scoperta, dalla curiosità e dall’immersione. Gli stand virtuali si sono popolati di curiosi, tutti intangibili e incorporei, che si sono collegati con il sito della fiera per perdersi tra workshop, tavole rotonde, dibattiti e dimostrazioni.

Come quella dell'artista russa Elena Romenkova che per tutta la giornata, a partire dalle 10, ha condotto gli astanti nel suo mondo virtuale con un'opera audiovisiva immersiva. “Un'esperienza unica per l'utente che può navigare dentro l'immaginifico mondo di figure surreali e suoni creato da Elena fruibile in questa Virtual Reality stereoscopica in 4K”. Un'esperienza unica tra fascino e ammirazione.

Per orientarsi tra i nove padiglioni della fiera, promossa e organizzata dalla Camera di Commercio di Roma, attraverso la sua Azienda speciale Innova Camera, è stata messa a disposizione una mappa virtuale. Ed è come sentirsi dentro un romanzo pirati con la pergamena che porta, tappa dopo tappa, al tesoro nascosto. Ma la fortuna è che qui, i tesori, sono tanti. Anche grazie al lavoro fatto sulla piattaforma, intuitiva e veloce, da Dotdotdot, in collaborazione con il fab lab milanese OpenDot​.

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© Contrasto 
Maker Faire Roma 

Lungo il percorso si incontrano i makers, vere guide in questo universo che profuma di futuro. Accanto a loro ci sono le notifiche, gli avvisi digitali, che ricordano le prenotazioni fatte nelle varie sale, comodi e senza assembramenti, per ascoltare le ultime novità sui settori che costruiranno il domani: dalla robotica ai droni, dall’intelligenza artificiale al gaming, dalla meccanica all’industria 4.0. Con una particolare attenzione ad alcuni ambiti che oggi molto importanti vista la pandemia in corso: dalla salute al turismo, dallo spazio alla sostenibilità ambientale.

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Il salotto di Maker Faire

La Maker Faire tutta digitale ha pensato anche a chi, attraverso lo schermo del proprio device, avesse solo voglia di sedersi e farsi trascinare in giro per il mondo, entrando dentro i laboratori, i fablab, i luoghi dove si fa ricerca e sperimentazione. Un lungo viaggio con due conduttori d’eccezione: Rudy Zerbi e Diletta Parlangeli.

Come in uno zapping senza telecomando, l’utente è stato catapultato tra imprese e startup, come quelle accelerate dal programma Energizer di Joule, la scuola d’impresa di Eni, come Rice House o M2D technologies. L’azienda, in un talk nel pomeriggio, ha presentato anche il progetto Just, programma di iniziative rivolte ai fornitori Eni, di oggi e di domani, per coinvolgerli nella trasformazione dell’azienda e costruire insieme un ecosistema di imprese protagoniste di una transizione energetica equa e sostenibile

A Napoli è stato invece raccontato, anche grazie all’assessore all’innovazione Valeria Fascione, il lavoro che viene fatto all’interno della Apple Academy, presieduta dal direttore scientifico Giorgio Ventre. Poco distante, all’Università della città campana, si è volato insieme al progetto Hyfliers, il primo robot integrato al mondo con mobilità ibrida aerea e terrestre.

Altre fondamentali personalità hanno condotto lo spettatore dentro le sfide che il nostro Paese deve affrrontare. Da Francesca Bria, Presidente del Fondo Nazionale Innovazione a Stefano Donnarumma, amministratore delegato di Terna, fino ad arrivare a Luca Parmitano, l’astronauta italiano che è stato al comando della stazione spaziale internazionale che, oltre a raccontare la sua esperienza tra le stelle, ha spaziato toccando molti temi tra cui lo sport e l’uso della tecnologia.  

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Il supercomputer contro il Covid

La chiusura della giornata è stata però affidata a un progetto che sta avendo un impatto fondamentale nella lotta alla pandemia da Covid: EXSCALATE4CoV ((EXaSCale smArt pLatform Against paThogEns), sviluppato da un consorzio pubblico-privato sostenuto dal bando Horizon 2020 della Commissione Europea per sviluppare iniziative volte a contrastare il diffondersi del virus e migliorare le cure rivolte ai pazienti infetti. Il progetto si è avvalso anche di alcuni supercomputer tra cui l’HPC5 di Eni, il computer industriale più potente al mondo.

EXSCALATE4CoV è un progetto europeo guidato dall’azienda biofarmaceutica Dompé, che aggrega istituzioni e centri di ricerca di eccellenza in Italia e altri Paesi europei, al fine di individuare i farmaci più sicuri e promettenti nella lotta al Coronavirus.

Eni partecipa al progetto, nell'ambito di una partnership con Cineca, mettendo a disposizione le competenze, in ambito modellazione molecolare, delle sue persone e la potenza di calcolo del supercomputer HPC5. Alberto Del Bianco, responsabile dell'unità di ricerca e sviluppo Downstream Eni, ne ha ripercorso le tappe, i risultati del progetto e le sfide future dialogando con Andrea Beccari di Dompé e Federico Ficarelli di Cineca.