Nella campagna di vaccinazione gli Stati Uniti sono in vantaggio

Nella campagna di vaccinazione gli Stati Uniti sono in vantaggio

In attesa delle autorizzazioni della Fda, i test si svolgono sia in laboratorio sia su strada

Covid Stati Uniti distribuzione vaccini

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CHANDAN KHANNA / AFP - Vaccino

AGI - Potenziali vaccini anti-Covid sviluppati a tempo di record grazie a investimenti colossali, ma non solo. Gli Stati Uniti hanno iniziato con largo anticipo la corsa all'antidoto che può far ripartire l'economia globale. E insieme al lavoro dei ricercatori nei laboratori negli States la macchina della produzione si sta muovendo nel suo insieme, con investimenti lungo l'intera filiera anche sul fronte della distribuzione.

In attesa delle autorizzazioni ai vaccini da parte della Fda, sono in corso una serie di esercitazioni sul campo proprio affinché tutto fili liscio anche nella rete logistica. Secondo molti esperti è qui che la partita si gioca (e si vince).

“Se tutto va bene, potremmo distribuire il vaccino subito dopo il 10 dicembre”, ha affermato l'altro giorno il sottosegretario alla Salute dell'amministrazione Trump, Alex Michael Azar. “Crediamo - ha spiegato - di poter distribuire il vaccino a tutte le 64 giurisdizioni entro 24 ore dall’autorizzazione della Fda”.

Dei cinque vaccini che hanno già sperimentato la fase 3 su decine di migliaia di persone, due sono americani e sono prodotti da Pfizer e da Moderna, uno è europeo con l'apporto italiano del Laboratorio di Pomezia ed è il vaccino di AstraZeneca. Inoltre ci sono il vaccino russo Sputnik V e il cinese della Can-Sino. Ma i laboratori americani hanno un vantaggio su tutti.  

Cosa ha permesso di fare progressi così rapidi sui vaccini 

La tempistica classica per un vaccino, dalla scoperta alla disponibilità, è di dieci anni o anche di più. La parte più lunga e costosa è quella che riguarda il suo "sviluppo", e quindi tutti gli studi clinici sull'uomo. Partendo dal presupposto che una sperimentazione clinica di fase due può durare alcuni mesi e una fase 3 (l'ultima prima dell'approvazione) anche anni.

Ma esistono diversi tipi di vaccini. E in questo caso si tratta di un vaccino contro una malattia virale il cui virus non era del tutto sconosciuto, visto che ci sono state in passato altre epidemie di coronavirus. Una malattia che però ha avuto un'inedita diffusione a livello globale e che per questo ha visto uno sforzo massiccio pari a diverse decine di miliardi di euro di investimenti, il più eclatante negli Stati Uniti.  

Perché gli Usa sono in vantaggio

Non è una sorpresa, la forza dell'investimento negli Usa ha avuto un effetto di accelerazione estremamente forte. Ma c'è anche un'altra considerazione da fare: la capacità (e l'astuzia) di giocare d'anticipo. Dietro le fasi cliniche, bisogna saper anticipare la produzione e l'approvvigionamento, cosa che negli Stati Uniti è stata fatta con investimenti lungo l'intera filiera, sia sul fronte delle materie prime che su quello, ad esempio, di fiale e iniezioni.

Bisogna poi tenere conto del fatto che in alcuni Paesi d'Europa o negli Stati Uniti un certo numero di protocolli è meno restrittivo e può accelerare alcune procedure fondamentali per fare progressi. 

Cosa (e quanto) guadagna chi vince la corsa 

È troppo presto per valutare le strategie di case farmaceutiche e laboratori di ricerca. Il produttore che commercializzerà per primo il vaccino avrà un innegabile vantaggio in termini d'immagine. Ma poi arriveranno altri produttori che magari svilupperanno vaccini con aspetti meno restrittivi in ​​termini di conservazione.

D'altronde tutto ciò riguarda l'intera popolazione mondiale, con procedure di gestione che sono diverse da Paese a Paese e modalità di conservazione che possono essere più o meno facili. Tutti elementi che entrano nella partita. Poi arriverà qualcuno che venderà l'antitodo al Sars-Cov-2 a prezzo di costo, e questo potrebbe fare la differenza. Almeno in Europa. 

La sfida della distribuzione, al via i test 

Gli Stati Uniti puntano a fornire 40 milioni di dosi di vaccino Covid-19 entro la fine dell’anno. Le prime dosi iniziali andranno agli operatori sanitari e alle persone più vulnerabili a malattie gravi. Il segretario alla Sanità Azar ha detto che il gruppo Cvs Health, che sta collaborando con il governo federale per vaccinare i residenti delle case di cura, è pronto a iniziare a somministrare iniezioni entro 48 ore dall’autorizzazione della Fda.

La scorsa settimana, Pfizer ha annunciato di aver selezionato quattro Stati - Texas, New Mexico, Tennessee e Rhode Island - per attuare un programma di consegna pilota progettato per risolvere i nodi nel sistema di distribuzione dell’azienda. Come parte del piano, la società spedirà fiale piene di soluzione salina prima di iniziare a spedire il vaccino vero e proprio, ha spiegato la portavoce della Pfizer Kim Bencker.

Poiché il vaccino di Pfizer va conservato a temperature glaciali, l’azienda ha costruito contenitori a temperatura controllata utilizzando ghiaccio secco per conservare le sue fiale fino a 15 giorni